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  • Dirk Nowitzki, un Mavericks a vita

    25/7/2014 | 2 commenti
     

    Nell’estate delle “scelte di cuore” dei free agent NBA ce n’è stato uno che non ha avuto bisogno di lettere, proclami, messaggi su internet per dimostrare il suo attaccamento alla franchigia per cui gioca fin dall’inizio della sua carriera: Dirk Nowitzki ha ri-firmato con i Dallas Mavericks in silenzio, senza tanto clamore e senza dubbi. La sua volontà era quella di rimanere in Texas, lo dice da sempre e l’aveva ribadito qualche mese fa, ed è stato di parola legandosi quindi per sempre ai Mavs, che nel lontano Draft 1998 a 20 anni avevano deciso di prenderlo dai Bucks in cambio di Robert “Tractor” Traylor.

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  • Masai Ujiri - © 2014 twitter.com/Raptors

    Con Ujiri i Raptors hanno cambiato pelle

    24/7/2014 | 13 commenti
     

    A Toronto è rispuntato il sole, dopo tante nuvole e maltempo. Il sole ha un nome e cognome: Masai Ujiri. L’arrivo, o meglio il ritorno, del General Manager (a giugno 2013 con un quinquiennale da 15 milioni di dollari) che aveva demolito e ricostruito in breve tempo i Nuggets ha cambiato totalmente le sorti dei Toronto Raptors, una franchigia che dopo la partenza di Chris Bosh era caduta definitivamente nell’oblio e nei bassifondi della Eastern Conference. 5 anni senza playoff, peggiori record della non impossibile Atlantic Division, scelte al Draft e di mercato non sempre condivise da tutti, problemi interni, allenatori non in grado di gestire il gruppo.

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  • Chandler Parsons_Mavs - © 2014 twitter.com/dallasmavs

    Chandler Parsons: l’orgoglio dei soldi

    23/7/2014 | 8 commenti
     

    Ragione e passione, cervello e cuore, attenzione e sensibilità, statistiche e percezioni: il lavoro di uno scout NBA è un cocktail di elementi opposti e compatibili che rinfresca e complica i pensieri contorti e nebulosi dei dirigenti. Il business si intreccia allo sport, i calcoli del contratto collettivo si uniscono alle richieste degli allenatori, le speranze di vittoria si agganciano alle riflessioni economiche: solo le organizzazioni migliori riescono a trasformare le imbeccate dei loro osservatori in operazioni di successo.

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  • Daniel Hackett, Olimpia Milano - © 2014 Ap/LaPresse

    Caso Hackett-Nazionale: il giocatore rischia 5 mesi di stop

    22/7/2014 | 10 commenti
     

    Una stagione dopo ci risiamo. Era già successo la scorsa estate che Daniel Hackett e la FIP (e Gianni Petrucci…) non si trovassero d’accordo sulle sue condizioni fisiche e quindi sulle sue possibilità di giocare in maglia azzurra. Alla fine l’anno scorso il play di Milano fu costretto a tornare a casa per un serio problema al tendine d’Achille saltando così gli Europei, ma tornando in campo praticamente subito con Siena per giocare la Supercoppa italiana (e vincerla da MVP) scatenando per forza di cose parecchie polemiche a tutti i livelli.

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  • Wiggins e Parker - © Twitter NBA.Com

    Las Vegas Summer League: Wiggins e Parker non tradiscono ma l’MVP è Rice

    21/7/2014 | 7 commenti
     

    Dopo la Summer League di Orlando, il carrozzone NBA si è trasferito nel deserto del Nevada, a Las Vegas, per la seconda e ultima delle leghe estive. Dieci giorni pieni di partite con ben 24 squadre coinvolte (23 più la selezione D-League) e soprattutto tantissimi giocatori da vedere, quelli appena scelti al Draft 2014 e diversi di quelli che hanno appena terminato la loro prima stagione NBA. I riflettori erano ovviamente puntati su Andrew Wiggins e Jabari Parker, rispettivamente prima e seconda scelta assoluta dell’ultimo Draft. Ma non si sono nascosti nemmeno i vari Exum, McDermott, Julius Randle e Zach LaVine.

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  • Anthony, Wade e Bosh restano: è una scelta di cuore?

    20/7/2014 | 8 commenti
     

    Se LeBron James ha deciso di cambiare aria, lasciando i Miami Heat per tornare a casa, in Ohio, firmando coi Cleveland Cavaliers, e innescando un piccolo domino che ha coinvolto Pau Gasol, Luol Deng e Chandler Parsons, gli altri pezzi pregiati del mercato dei free agent, ovvero Carmelo Anthony, Chris Bosh e Dwyane Wade (più Dirk Nowitzki, ma era scontata la conferma ai Mavs), hanno deciso di rifirmare con le stesse squadre, pur avendo deciso solo qualche settimana prima di uscire dagli accordi esistenti. Melo ai New York Knicks, Flash e CB1 ai Miami Heat.

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  • Trevor Ariza_Rockets - 2014 twitter.com/HoustonRockets

    Rockets, la delusione del mercato NBA

    19/7/2014 | 1 commento
     

    LeBron James? Carmelo Anthony? Titolo NBA a mani basse e nuovi Big Three con James Harden e Dwight Howard? Ma l’uno ritorna a casa sulle strade dell’Ohio e l’altro rifirma con i New York Knicks. Chris Bosh? Nemmeno. Titolo NBA? Neanche a parlarne, almeno per un po’.
    I Rockets escono da una stagione per certi versi straordinaria, come dimostra il fatto che non arrivavano tanto vicini al podio della Western Conference dall’ultima volta che l’avevano raggiunto ai tempi di Hakeem The Dream, per certi versi fallimentare, soprattutto dopo la durissima e netta sconfitta per 4-2 nella serie d’apertura dei playoff contro i Trail Blazers.

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  • ESPYS 2014: Durant premiato, che gag con Stephenson!

    18/7/2014 | 1 commento
     

    Kevin Durant, Russell Westbrook, Kawhi Leonard e Doug McDermott. Sono loro i rappresentanti del basket che conquistano premi agli ESPYS 2014, gli oscar dello sport americano che sono andati in scena al Nokia Theater di Los Angeles e che come al solito hanno attirato tantissime star dello sport, come Maria Sharapova, Floyd Maywheater e Peyton Manning, e non, come il rapper e produttore discografico Drake, che ha presentato la serata, la top model Chrissy Teigen e l’attore Dwayne Johnson (conosciuto come The Rock nel wrestling, quello di G.I. Joe).

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  • Ecco Messina: una ‘Euro Legend’ per gli Spurs

    17/7/2014 | Commenta
     

    Lo sapevamo da diverse settimane, quando ancora si stavano giocando le Finals NBA e le finali della VTB League tra CSKA Mosca e Nizhny Novgorod, ma finalmente è arrivata l’ufficialità: Ettore Messina sarà un nuovo assistente di coach Gregg Popovich ai San Antonio Spurs a partire dalla prossima stagione. Un ritorno in America per l’ex allenatore di Virtus Bologna e Real Madrid che, dopo l’esperienza da consulente di Mike Brown ai Los Angeles Lakers nel 2011-12, approda nella franchigia che da tempo più lo apprezza e lì ritroverà due suoi ex giocatori come Manu Ginobili e Marco Belinelli.

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  • Emmanuel Mudiay. Foto Tim Brown/Oregonian

    Niente college, Mudiay diventa pro per aiutare la famiglia

    16/7/2014 | 18 commenti
     

    Il nome non vi dirà molto, magari nulla, ma Emmanuel Mudiay, secondo molti siti specializzati è il candidato numero 1 per la prima chiamata assoluta del Draft NBA 2015. L’atletico playmaker di Arlington, Texas, reduce dall’esperienza all’high school alla Prime Prep Academy di Dallas, ha deciso che non giocherà al college nella prossima stagione ma passerà subito professionista in Cina o in Europa. Alla base della sua scelta non sembrano esserci problemi di eleggibilità accademica o riguardanti il suo reale status di amatore (non ha mai preso soldi per giocare) come si pensava ma la ferma volontà di aiutare economicamente la famiglia, in particolare la madre.

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