I San Antonio Spurs e la loro scuola

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5 Finali NBA, 4 Titoli, 3 sole uscite al primo turno e per ben 16 anni consecutivi partecipazione ai playoff. La franchigia più vincente di sempre dell’intero sport americano, per percentuale di vittorie, i San Antonio Spurs, nonostante passino gli anni sembrano migliorare, come il buon vino che piace tanto al loro coach Gregg Popovich, la guida tecnica e non solo dell’intera franchigia in queste lunghe 16 stagioni. Al timone della barca neroargento a tempo pieno dall’anno dell’ingresso nella Lega anche di Tim Duncan, giocatore al quale indissolubilmente è legata la carriera dell’allenatore. La Dinastia Spurs è iniziata con l’arrivo di entrambi e si interromperà (almeno in questa forma) quando il caraibico deciderà di lasciare il campo e dedicarsi ad altro, con il quasi sicuro distaccamento dalla panchina anche dei suo allenatore.
In tutti questi anni oltre ad aver portato a casa titoli, premi e complimenti, San Antonio ha creato una vera e propria scuola. Alle dipendenze di Popovich o del General Manager R.C. Buford sono cresciuti tantissimi protagonisti dell’attuale NBA, addirittura 11 direttamente, con le aggiunte di questa offseason ed altri 3 indirettamente.

A livello dirigenziale Danny Ferry (Hawks), Sam Presti (Oklahoma City Thunder), Dell Demps (New Orleans Pelicans), Kevin Pritchard (Indiana Pacers), Dennis Lindsey (Utah Jazz) e Rob Hennigan (Magic) hanno tutti lavorato nel front office degli Spurs negli ultimi anni. Tutti hanno appreso i segreti del mestiere e la “Spurs culture” che ha reso grandi i neroargento. Chris Grant (Cleveland Cavaliers) invece l’ha appresa lavorando alle dipendenze di Ferry per poi rimpiazzarlo, mentre Rich Cho (prima Blazers ora Charlotte Bobcats) è stato assistant general manager di Presti ai Thunder, forse la franchigia più simile a San Antonio dell’intera Lega.

Come detto però la scuola non ha funzionato solamente nella costruzione delle squadre, nelle scelte al Draft e nel creare delle franchigie rispettate, rispettabili, in cui si rema tutti dalla stessa parte. Grandissimo lavoro è stato fatto pure sulle panchine. Mike Budenholzer e Brett Brown sono solamente gli ultimi due dei ben 6 allenatori di scuola Spurs. Gli Atlanta Hawks e i Philadelphia 76ers hanno scelto proprio i due assistenti di Popovich come nuovi head coach (Budenholzer è stato per tantissimi anni il fidatissimo vice, mentre Brown ha già allenato la Nazionale Australiana), sperando di poter avere dei benefici come già hanno avuto altre squadre. Mike Brown probabilmente è l’esempio più importante di quanto l’impronta dell’Alamo sia presente, vista la finale raggiunta con i Cleveland Cavaliers (di LeBron James e persa proprio contro San Antonio) che hanno deciso di riprenderlo dopo la poco fortunata esperienza ai Lakers.

Jacque Vaughn e Monty Williams sono altri due che abbandonati gli Spurs sono diventati head coach di Orlando Magic (lo scorso anno) e New Orleans (dal 2010/11), due franchigie in piena ricostruzione che con i nuovi GM Demps e Hennigan, come detto sempre di casa in Texas, adesso seguono delle linee ben precise per cercare di tornare in alto. Infine Michael Malone, attuale head coach dei Sacramento Kings, è stato per diverse stagioni assistente di Brown ai Cavaliers, e di conseguenza può essere aggiunto a questa lista.

Non tutti avranno successo, ripetere le gesta del trio Buford-Popovich-Duncan sarà impossibile, lo sanno tutti, però quello che gli Spurs hanno insegnato è che con programmazione, linee guida chiare, fiducia nello staff tecnico e anche un po’ di fortuna, i risultati possono arrivare. Anche per moltissimi anni di seguito.

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