I Bucks ricostruiscono ma le fondamenta non sono così sicure

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Crisi economica e di idee: sembra essere questo il modo migliore per definire la situazione dei Milwaukee Bucks che in questa offseason hanno effettuato delle mosse di mercato che hanno lasciato piuttosto perplessi. Che alcune città degli Stati Uniti non godano di grande salute economica è sotto gli occhi di tutti e anche qualche proprietario delle franchigie NBA sta tirando un po’ la cinghia, cercando di restare sotto al salary cap visto che le nuove regole imposte dal contratto collettivo sono molto rigide e pesanti per chi sfora. Proprio seguendo questa linea guida i Bucks, che l’anno scorso hanno raggiunto i playoff nella Eastern Conference ottenendo l’ottava posizione, hanno operato nel mercato estivo, con mosse che però hanno lasciato qualche dubbio.

Perso Monta Ellis che da free agent ha potuto scegliere dove accasarsi (ha scelto Dallas) Milwaukee si è trovata di fronte al dilemma Brandon Jennings; il bisogno di avere un giocatore di talento in squadra era forte, ma trattenere l’ex Roma, che più volte aveva espresso la volontà di cambiare aria, era troppo rischioso ed ecco che allora è stata messa in piedi una sign-and-trade con i Detroit Pistons per mandare BJ a fare compagnia a Gigi Datome in Michigan, portandosi a casa un altro playmaker, Brandon Knight, sperando di farne la nuova faccia della franchigia, nonostante il suo impatto nella Lega non sia stato di primissimo livello (ci si ricorda di lui per la schiacciata subita da DeAndre Jordan che per altro).
Insieme all’ex Pistons si punta forte su Larry Sanders, per il quale il proprietario Herb Kohl ha rotto il salvadanaio: estensione quadriennale da 44 milioni di dollari più altri 4 di bonus! Il lungo alla sua terza stagione nella NBA ha chiuso a 9.8 punti, 9.5 rimbalzi e 2.8 stoppate, mostrando doti atletiche incredibili ma anche dei passaggi a vuoto mentali piuttosto importanti. I Bucks sperano nella sua completa esplosione e quel contratto potrebbe pesare non poco: il giocatore infatti ne sentirà il peso, come già successo ad altri prima di lui, e se non dovesse rendere come ci si attende le critiche non tarderanno ad arrivare.

Dal mercato dei free agent poi sono arrivati anche OJ Mayo (24 mln per 3 anni), Zaza Pachulia (15.6 mln per 3 anni), Carlos Delfino (9.75 mln per 3 anni), Gary Neal (6 mln in 2 anni), da Minnesota è stato acquistato Luke Ridnour (4.3 mln in scadenza) mentre dal draft Nate Wolters e l’oggetto misterioso greco Giannis Antetokounmpo.
A tutti questi negli ultimi giorni si è aggiunto anche un veterano come Caron Butler (8 milioni in scadenza) prelevato dai Suns in cambio di Ish Smith e Vyacheslav Kravtsov che porta sicuramente conoscenza della Lega e durezza mentale oltre che difesa, ma che non permetterà alla squadra di fare un grande salto di qualità.

Troppe le incognite e i punti di domanda per ambire di nuovo ai playoff, anche se ad Est nelle ultime stagioni il livello delle squadre non è stato così elevato. In piena fase di re-building i Bucks (che ora hanno un cap di $56, 723, 668) sperano che le loro scommesse siano vincenti (oltre a Sanders e Knight anche Ilyasova dovrà rispondere dell’estensione firmata la stagione scorsa) e che Mayo possa essere quel marcatore visto al college per surrogare la partenza di Ellis. Così non dovesse essere si prospetta una stagione lunga per coach Larry Drew, neo arrivato dopo l’esperienza in chiaroscuro ad Atlanta, e per i tifosi dei Bucks.

5 Commenti

  1. Se mi regalassero una franchigia e mi dicessero “vinci il titolo” i Bucks sarebbero la sfida più impossibile. Zero appeal, zero pedine di scambio, poche possibilità di ambire ad una pick alta (ci sono squadre che faranno meno), zero leadership. Sanders è stato firmato “giusto” anche se è un po’ overrated … ma in quel ruolo strapagano tutti per cui è giusto così.

  2. se rinascesSi vorrei rinascere come un ragazzone di 2.10m x 110kgCHE GIOCA A BASKET CM CENTRO E Con un minimo di cervello (cosi da non bruciarmi subito la carriera ). . .cosi da strappare minimo un contratto di 10 Mln ad una squadra Nba LOL

  3. i bucks sono migliorati di molto rispetto allo scorso anno. non capisco tutto questo pessimismo. il roster è un po’ sbilanciato ma qualche aggiustamento durante la stagione potrebbe portare ad uno scambio di un lungo per una buona ala piccola oppure per un play veramente affidabile perché questi sono gli unici due spot dove continuano ad esserci delle perplessità. Butler è un’ala piccola buono per la difesa ed intelligenza in campo (e dici poco?) ma non è un giocatore con punti nelle mani mentre knight lo scorso anno ha mostrato dei miglioramenti in cabina di regia ma continua ad essere ritenuto una “combo” più incline al ruolo di guardia tiratrice e forse poco complementare a mayo come la coppia dello scorso anno Jennings-ellis. però il roster registra l’inserimento dei nuovi neal, delfino, ridnour, pachulia oltre che il rookie greco antetokounmpo. 5 nuovi giocatori per 5 ruoli diversi in pratica un secondo quintetto praticamente fatto e non mi sembra per niente male…io direi primo quintetto con knight-mayo-butler-Ilyasova-Sanders e secondo quintetto con ridnour-neal-Delfino-Henson-Udoh con ancora qualche giocatore in panca buoni per uno scambio o per entrare nelle rotazioni come pachulia e antetokounmpo.

    • Mah, migliorati di molto? Diciamo che si sono allungati, sono invecchiati e non hanno giocatori con grossi margini di miglioramento. Hanno guadagnato sicuramente in difesa, ma l’anagrafica è imbarazzante.

      Arriveranno ai playoff? Peggiori solo Phila e Boston (anche se sono curioso di come torna Rondo), se la giocano con Magic e Raptors (entrambe possibili sorprese)… Cavs, Pistons, Wizards, Hawks sono superiori se non si spaccano giocatori importanti … I posti per la post season sono 3 (le 2 NY, Bulls, Indiana, Miami giocano ad un altro livello) … e il mio dollaro non va ai BUCKS!

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