Spurs campioni NBA: i numeri del loro successo

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Chi l’avrebbe mai detto. Alla vigilia, le premesse per inserire la sfida tra Spurs e Heat tra le migliori e più combattute di sempre per l’anello c’erano tutte. Dopo lo straordinario e schiacciante 4-1 con cui San Antonio si è laureata campione NBA, però, rimaniamo tanto delusi per il mancato pathos quanto estasiati dalla prestazione a dir poco fenomenale dei texani.

Il quinto titolo degli Spurs, che ora si ergono al quarto posto assoluto tra le franchigie più vincenti della Lega, dietro solo a Celtics (17), Lakers (16) e Bulls (6), è orchestrato ancora una volta dall’eterno Gregg Popovich, ora terzo allenatore con più anelli nella storia NBA, alle spalle solo di Phil Jackson (11) e Red Auerbach (9). Tim Duncan è l’unico giocatore che ha accompagnato l’head coach dal 1999 ad oggi, diventando il primo di sempre a vincere tre titoli, giocando in quintetto in ognuna delle occasioni, in tre decadi diverse (1999, 2003, 2005, 2007, 2014). I suoi cinque successi lo elevano al pari di campioni senza tempo come Magic Johnson e Kobe Bryant e, probabilmente, fanno di lui la miglior power forward nella storia del basket americano.

L’MVP delle Finals è stato, però, giustamente, Kawhi Leonard, che è diventato il terzo più giovane di sempre a vincere il premio, all’età di 22 anni e 351 giorni. Prima di lui solo Magic Johnson, due volte, a 20 e 22 anni (con meno giorni). Il testimone arriva proprio da quel Duncan che nel 1999 vinse il Bill Russell Award a 23 anni, uno in più dell’attuale compagno di squadra. Per l’ala piccola le statistiche nella serie sono state eccezionali: 17.8 punti, con il 61.2% dal campo e il 57.9% da oltre l’arco, e 8 rimbalzi a partita, il tutto con prestazioni eccellenti sui due lati del campo. E’ solamente la sesta volta che un giocatore che non ha partecipato all’All Star Game porta a casa il trofeo. L’ultimo era stato Chauncey Billups nel 2004.

Basta un dato per spiegare la supremazia con cui Miami è stata spazzata via: +70. E’ il totale della differenza punti nella serie, il più alto di sempre, maggiore anche del +63 di marca Celtics nel lontano 1965. Gli Spurs hanno vinto quattro partite con 18 punti di scarto medio, mentre gli Heat una, per altro di soli due punti. Le tre vittorie consecutive con almeno 15 punti di scarto, tra gara 3 e gara 5, rappresentano un’altra primizia nella serie decisiva per il titolo. Se il dato si allarga dalle Finals a tutte le serie di questi playoff, i texani scrivono +214 tra loro e le avversarie affrontate e ben 12 partite con almeno 15 punti di scarto, dati che segnano il record assoluto per la NBA. I 105.6 punti di media nelle cinque partite decisive sono il risultato più alto dai 106 dei Lakers versione 2002. I punti segnati ogni 100 possessi sono stati ben 118.5, di cui il 66% è arrivato su tiri nati da assistenze. Le sole 11.5 palle perse di media sono la metà dei 23 turnover della sola gara 1. Un attacco spaventoso e, considerando che Miami non ha mai superato i 100 punti segnati, accompagnato da una difesa non da meno.

Dall’altra parte la franchigia della Florida ha deluso tutte le attese. Il massimo vantaggio raggiunto nella serie è stato il +16 sul 22-6 del primo quarto di gara 5, presto ribaltato da un parziale di 41-18 prima dell’intervallo, chiuso sul +7 per i texani. San Antonio ha sempre chiuso il primo tempo in vantaggio, tranne in gara 2, l’unica terminata con una sconfitta, quando il risultato era in perfetta parità. Sebbene James sia stato l’unico con un rendimento sufficiente tra le fila degli Heat, il quintetto ha provato almeno ad allungare la serie, mentre è stata la panchina a deludere: gli Spurs hanno terminato la serie con 37.4 punti arrivati dalla panchina, mentre Miami ha giovato di soli 21.6 punti di media. Non è un caso che sia Manu Ginobili, sesto uomo per eccellenza di questi Spurs, ad avere il plus/minus più alto, con un irreale +83, seguito da Boris Diaw (+74) e Kawhi Leonard (+62). L’argentino è stato, senza dubbio, il migliore dei nove stranieri a roster per i texani in queste Finals. Tra di loro figura anche il primo italiano di sempre a vincere un anello, il nostro Marco Belinelli.

Una macchina perfetta come ha dimostrato il campo e come dicono anche i numeri. Un titolo meritato sotto tutti gli aspetti. Onore agli Spurs.

65 Commenti

  1. vorrei parlare un po’ degli sconfitti e pensavo che io stesso ho salvato solo il re in questa serie, ma forse, analizzando le finals di Lebron, fanno impressione le percentuali al tiro da fuori e dall’arco ma, crampi in gara 1, gara 2, 3 e 4 dominate solo a tratti, nella 5 solo nel primo quarto, non ha fatto giocate decisive in post basso, spesso è stato ingabbiato da Duncan-Leonard, Duncan-Diaw, Leonard-Green e non è riuscito ad attaccare il ferro come fa di solito. se non avesse avuto quella continuità al tiro da fuori sarebbe stata, per lui, un’ecatombe. ora, capisco che giochi una serie finale contro la squadra più solida di sempre, ma credo che abbia mantenuto la vena realizzativa perdendo completamente di vista il suo valore tattico. la squadra è disegnata attorno a lui e il fatto che porti palla da playmaker, che da li vada a concludere in post basso, che penetri spezzando i raddoppi, che apra in due le difese, che guidi il contropiede, che prenda rimbalzi d’attacco e che sforni molti assist, per Miami, è fondamentale e in tutto ciò è stato discontinuo. merito degli Spurs? ci sta. demerito dei compagni? pure. ma James non è solo un grande atleta e il miglior giocatore del pianeta. è un grande difensore e lo si è visto poco, ha grande visione del gioco ed è mancata, è un leader e mi pare che anche in questo sia stato sottotono. quindi, a freddo, dico che non ho visto il solito granitico James ma un re più debole e meno padrone della situazione.

    • Mah, mi sembra un po’ un’arrampicata sugli specchi per trovare una pecca dove oggettivamente non c’è.
      In gara-1 crampi e gara-2 vinta da lui. Miami ha rischiato di tornare in Florida con un 2-0 praticamente per merito esclusivo di James e di un paio di giocate di Bosh.
      Crollo delle delle gare 3, 4 e 5.
      In gara 3 e 4 ha fatto tutto il primo tempo esattamente quello che stai dicendo. Gioco in post, viene raddoppiato (benissimo) scarica sul compagno. Risultato… -20 dopo due quarti e tutti a dire “deve attaccare lui se gli altri non ce la fanno!”
      Ok, gara 5 scava un margine spaventoso in 1/4 letteralmente da solo. Ovviamente non può pensare di giocarla tutta da solo (sta giocando con gli Spurs mica con i Bucks), è ora di coinvolgere i compagni che ora saranno pieni di fiducia e belli carichi, è pure ora di sedersi 2 minuti perché non puoi stare sempre in campo, ma dai che stavolta… e invece no. Controparziale mostruoso e di nuovo -20.
      In difesa non so cosa dirti… la difesa Heat ERA (come tutte le buone difese) una difesa di sistema e ha sofferto sul perimetro, dove ci sono Wade, Rio e non c’è più Battier. Lui personalmente ha preso in ogni gara il più caldo in quel momento e l’ha spento. Splitter, Parker, Green ecc… Gli altri però continuano a segnare. Mi resta difficile chiedergli di marcarne 5.

      • io cerco di fare un’analisi, non voglio trovare a tutti i costi pecche nella serie di Lebron. è evidente che sia stato l’unico all’altezza della situazione. ha sicuramente cercato di mettere in ritmo i compagni ma siamo sicuri che il demerito sia tutto loro? ripeto la squadra è costruita attorno a lui che ha il dono infinito di adattarsi e variare posizione a seconda del quintetto in campo. credo che abbia latitato nel pitturato e nella visione di gioco in attacco. in difesa ha pensato un po’ troppo a Parker e meno ai rimbalzi. sicuramente in gara 1 ha avuto i crampi ma in gara 2 San Antonio con Leonard e Ginobili con problemi di falli e liberi sciagurati di Duncan e Parker e mi pare che abbiamo bilanciato.

        • Sulle gare 1 e 2 ho detto hanno “rischiato” non che meritavano il 2-0. Saremo d’accordo che fino a lì avevamo una serie.

          Sul fatto “ha cercato di mettere in ritmo i compagni ma siamo sicuri che il demerito sia tutto loro” non so cosa dire. Va in post, attira il raddoppio, smazza l’assist, a quel punto o il compagno fa cesto o lui deve teletrasportarsi ricevere e fare cesto lui, non vedo altre alternative. Cioè guardiamo i numeri e diciamo che è stato mostruoso come al solito. sarei con te a dubitare se avesse quei numeri a fronte di 30 tiri a partita (ossia congelando i compagni) ma non è nemmeno questo il caso. Ha giocato sotto (prendo ad esempio 3/4 di gara 4, il primo che mi viene in mente), e ha giocato fuori quando gli veniva vietato il pitturato. Non so davvero, mah…

          Direi che ha Parker ci ha pensato il giusto visto che ogni volta che non lo marcava lui faceva quello che voleva. Ovviamente se marchi un esterno poi è difficile che vai forte a rimbalzo, a meno che tu non abbia la capacità di volare. Ti prendo un altro esempio, gara 1 con Splitter che domina (e sto parlando di Splitter) il pitturato, lo prende lui, subito palla recuperata, ma poi Parker fa quello che vuole. Cioè mi pare una situazione abbastanza ingestibile da un singolo, a meno che non disponga del dono dell’ubiquità.

          Ripeto, fatico davvero a capire qual è l’appunto.

  2. poca leadership sulle 5 gare, tantissimi tiri da fuori e forzati, anche se lui li mette dentro con quelle percentuali, pochissimo post basso, meno penetrazioni, meno penetra e scarica e soprattutto e in particolare in difesa, l’atteggiamento da: “faccio io, voi seguitemi”. credo che in questo momento, a prescindere dalla sconfitta, sia meno credibile di un tempo, nello spogliatoio e in campo. opinione opinabilissima, ma è appunto un opinione.

    • Sì ok l’opinione ma sono sincero, non colgo davvero su cosa sia fondata.
      Primo: Quantificami la leadership. Sono il migliore dei miei in ogni statistica immaginabile, ma evidentemente questo non significa essere leader, altrimenti non staremo parlando. Allora cosa? Corro al posto loro? tiro al posto loro? li psicanalizzo? pulisco il parquet prima di andarmene? guido l’autobus? Non so…
      Secondo: “tantissimi tiri da fuori e forzati”… qui trovi lo shot chart di James in queste finali http://stats.nba.com/shotcharts.html. 28/41 da sotto (nele senso di più vicino al ferro possibile). In ogni altra zona del campo ha tirato 5 volte di meno. Quindi ancora, fatico a comprendere da dove arrivi questa critica al troppo gioco fuori di James.
      Terzo: In difesa ha fatto altro che sbattersi su tutto il quintetto Spurs da 1 a 4 a seconda delle esigenze. Ti invito a guardare le % di SAS con lui in campo e con lui fuori. Anche qui, non vedo davvero quale sia la critica.

    • Scusate se mi inserisco: sinceramente concordo con Pompeio. Senza guardare le statistiche, ma solo valutando le prestazioni “visivamente” mi ha dato l’idea di aver dato tutto quello che poteva sui due lati del campo senza forzare più di tanto. Personalmente credo che la colpa della sconfitta degli Heat si dovuta principalmente al “supporting cast” e, in seconda battuta al “coaching staff”. I primi hanno obbiettivamente toppato sia in attacco, ma anche in difesa (oltre 100 pt di media). I secondi non sono riusciti a trovare nulla da g3 per modificare il trand che aveva preso la serie: a me SA ha dato l’idea di giocare come volevano loro per la gran parte delle partite. A fare un po’ di retrospettiva c’è da chiedersi se il calo a fine RS fosse solo per riposare o non ci fosse già un segnale di allarme (vedi anche quello che è successo a Indiana)

      • Scusate se ve lo dico, ma veramente pensate che le statistiche spieghino tutto? Io parlo da playmaker e uno che forza tutti quei tiri e che tiene palla così a lungo fa tutto tranne che mettere in ritmo i compagni. Lasciate perdere che li infila perché è lbj, ma in quel momento limita la squadra. Jordan, ad esempio, partiva sempre in sordina, faceva prendere alla squadra il passo giusto e poi ammazzava l’avversario. E questo per spiegare cosa sia un leader . Un sacco di conclusioni prese senza ritmo, senza far girare un minimo la palla. Ok , la butta comunque dentro ma non dite che ha cercato di scuotere la squadra e loro non lo hanno seguito. C’é qualcosa di più profondo dietro e le scelte future forse ci aiuteranno a decifrarlo . Ragazzi questo può giocare anche uno contro cinque tanto è forte ma non vuol dire essere il migliore o un vincente.

        • Non c’è niente da fare non ci spieghiamo.
          Io t’ho fatto vedere delle statistiche semplicemente perché dimostrano (essendo numeri non opinioni non sono opinabili) che quello che stai dicendo sulla selezione di tiro di Lebron è falso. Tutto qui.
          Ora sostieni che ha messo fuori ritmo i compagni perché ha giocato troppo in isolamento, quando invece ha fatto l’esatto opposto per larghi tratti delle partite ed è proprio quello che gli si rimproverava fino a ieri l’altro perché “se gli altri non ne hanno si metta in proprio!”. Potrei tirarti fuori delle statistiche anche su questo argomento ma me ne guardo bene, visto che non spiegano quanto le impressioni e le valutazioni soggettive.
          Sul discorso vincente non vincente siamo alle solite. Parlando di tennis sono discorsi che possiamo fare, quando si gioca in 5 più la panca no.

          • Pompeio, dio ci liberi dalle statistiche! In esse non ci sono le forzature, i tiri costruiti decentemente, la mole di gioco prodotta, la qualità dell’attacco. Qui si tratta di Lebron. Lui tira e 6 su 10 vanno dentro. Nelle statistiche non si leggono neanche gli errori di valutazione su quando coinvolgere i compagni, ovvero perché ho una visione di come condurre il gioco o perché ho bisogno di rifiatare un Po’. Che non si fidava dei compagni si evince dalla sua difesa, disordinata e votata ad annullare a tutti i costi l’avversario più caldo. Il vincente è una metafora, un discorso in generale valido per chiunque. Lebron per me è il più forte in attività, uno dei migliori di sempre individualmente ma non nel guidare una squadra e queste finali me lo hanno confermato.

          • Niente, non si capisce che vuoi dire… le stats erano il sistema più immediato per dimostrarti che stavi dicendo una cosa sbagliata parlando di eccessivo gioco da fuori di Lebron.
            In generale puoi trovare stats che ti spiegano ogni aspetto del gioco, ma capisco che è molto più di moda dire “i numeri non spiegano tutto”.

            Il resto se preferisci te lo dico “a vista”, se i numeri non vanno bene. Di quali forzature parli? Ha forzato solo quando era palese che i suoi compagni non la mettevano mai. gara 3 e gara 4 è andato sotto di 20 in 2 quarti proprio per dare fiducia ai compagni e metterli in ritmo ad ogni costo. Quindi quand’è che li ha messi fuori ritmo? Stai forse criticando la scelta di QUANDO metterli in ritmo? doveva prima fare da solo poi passargliela? Ti rendi conto che stiamo parlando del nulla?

            Sulla difesa sono ancora più basito. E’ davvero incomprensibile quale sia l’appunto. Più di tenere il suo diretto avversario, prendersi sempre il più caldo degli avversari e limitarlo, non si capisce (giuro non si capisce davvero) cosa dovrebbe fare. Parla chiaro. Dicci “doveva prenderne 2 alla volta” o che so “doveva stoppare ogni cosa che si alzava da terra”, perché ripeto, così non si capisce davvero dove vuoi andare a parare.

            Sul fatto che non sappia guidare la squadra, mah… Lasciamo perdere questi anni agli Heat in cui ha fatto cose cmq pazzesche, ma ricordo sempre che questo ha portato in finale Cleveland, forse la squadra più scarsa che si sia mai vista in una finale. Giocando con lui Mo Williams era un all-star. Andato via lui i Cavs sono passati da n1 della RS a peggior record della lega. Cioè non realizzo proprio come giudichi la leadership, se questo non conta niente.

            L’impressione è tanto che, siccome gli Heat hanno perso, colgo l’occasione per dire che MJ è meglio di Lebron. Ok, ci sta, ma basta scrivere MJ > Lebron, perché motivare quest’affermazione sulla base di queste finals mi sembra parecchio arduo, e si tramuta presto in un’arrampicata sugli specchi come dicevo.

        • Oddio Putrefactus, anch’io ti parlo da play, ma i livelli sono leggermente diversi … per non dire i tempi di esecuzione. Detto questo è vero quello che dici di Jordan, ma se vogliamo dirla tutta proviamo a mettere LBJ in un sistema come il triangolo di PJ e poi ripariamone. Nel senso che il primo violino (LBJ) segue quello che viene detto dal direttore di orchestra (Spoelstra o coaches in generale) a seguito delle prove (impostazione negli allenamenti). Forse banalizzo … scusate ma la vedo così

          • Ma oltre al sistema di gioco…
            Qui è come se ci mettiamo a gettare la croce addosso a Jordan per le sconfitte dei Bulls contro Detroit (cos’era ’88 e ’89?). Cioè ci sono limiti anche per i fuoriclasse e sono i limiti UMANI.
            Oh vogliamo dire che ha scazzato le finali 2011? verissimo non si discute. Ma ora non andiamo a cercare i peli nell’uovo tanto per dire “non è un vincente”.

          • Si ricomincia a discutere LeBron.
            Non é un leader? E allora come mi spiegate perché appena usciva gli Spurs piazzavano parziali. E non mi riferisco solo al crollo post-crampi di gara1.
            Non é un buon difensore? E allora non dovrebbe esserlo nemmeno Leonard, basta guardare le percentuali di LeBron.
            Non è riuscito ad attaccare il ferro? Ma, aldilà delle percentuali di Shaquilliana memoria, hai visto almeno una partita? Secondo me ha alternato benissimo tiri da fuori e penetrazioni con lucidità e quasi sempre senza forzare.

            Io sinceramente vedo in LeBron una consapevolezza, un controllo, una lucidità che un Durant (ancora) non ha. Se ci aggiungi che oltre a sapere di essere forte é anche forte per me LeBron ha giocato delle Finals all’altezza delle aspettative.

          • E’ questo il punto! Cioè a me pare di aver visto partite completamente diverse. Magari io vedo le cose distorte perché a me Lebron piace, allora uso le stats perché sono oggettive, ma penso che le stesse cose possa dirle chiunque abbia visto questa serie.

  3. l unica pecca di james nelle finals? Leonard MVP. Oggettivamente in difesa Lebron si e dimostrato molto molto scarso il 50% dei punti di Kawai sono arrivati in single coverage contro il re… a voglia a fare 27 di media se al tuo diretto avversario concedi il 60% dal campo

    • Che bel ragionamento. Quindi avesse vinto Miami, l’MVP lo davano a James e ne deducevi che Leonard è na pippa. Non fa na grinza…

    • ma poi eccolo… la plastica rappresentazioni che i numeri non dicono niente, se li usi a capocchia. Cosa vuol dire ” a voglia a fare 27 di media se al tuo diretto avversario concedi il 60% dal campo”? Se io ne faccio 27 a sera e il mio avversario ne fa 4 con un 2 su 3 mi devo maledire? Ti faccio notare che nel confronto diretto fra i 2 Lebron ha messo 10pt in più a sera, per me già così andrebbe bene.
      Poi dimostrami che tutti i punti di Leonard sono arrivati con James in single coverage, sono curioso 🙂

      • intendevo dire che Lebron han oggettivamente difeso poco male durante le finals… che poi faccia 27 a sera e normale mentre Leonard 18 non li ha mai fatti.. che sia tutta colpa di Lebron? assolutamente no. Certo poi in questo sito ho sentito dire la frase Miami Cavs… e dico tutto.. gli Heat sono fortissimi e Lebron ha dei compagni eccellenti. Non dimentichiamo che hanno perso in finale e non al 1 turno e fino a quel punto Bosh Wade e Allen avevano giocato alla grande.

        • LeBron ha dei compagni fortissimi? Si.
          Tranne LeBron gli altri Heat hanno steccato le Finals? Si.

          Io ho detto che questa versione di Heat mi ha ricordato molto i Cavs di LeBron perché per quasi tutta la serie (tranne sprazzi di gara2) il numero 6 mi é sembrato troppo solo. E’ ovvio che i due roster sono imparagonabili.
          Ma é anche ovvio che da quello che hai scritto devi aver frainteso qualcosina 🙂

        • Idem come sopra. Miami è uno squadrone, ma in queste finals sono tutti usciti dal campo tranne Lebron, esattamente come fossero i Cavs. Ovvio che i valori tecnici sono imparagonabili.
          Poi il fatto che OGGETTIVAMENTE ha difeso poco e male, ti ripeto dimostracelo. Ci sono tutte le stat che vuoi sulla difesa, e quelle sono OGGETTIVE, il resto sono chiacchiere da bar.

          • Pompeio e chiudo qui,se il basket fosse solo statistiche, dati e numeri, gli Spurs, con questo roster, il titolo non lo avrebbero vinto e Leonard non avrebbe fatto mvp o Mills le prestazioni di gara 4 e 5. se gli scout nba e i capi allenatore o il loro staff si basassero solo su dati, tu non avresti visto in campo giocatori come Stockton o Spud Web che vince la gara delle schiacciate o Barkley che prende tutti quei rimbalzi o Garnett fare la carriera che ha fatto, solo per citarne alcuni. chi gioca e segue lo fa perchè questi campioni esprimono altro che numeri, altrimenti Lebron coi record che ha ne avrebbe 11 di anelli, come Bill Rusell. poi non mi interessa cogliere l’occasione per dire che MJ è meglio LBJ. io ho già detto che Jordan e Magic sono di un’altra categoria, Lebron, eccezionale, viene dopo ed è un opinione personale. non lo voglio denigrare, sbaglio o tu giustamente citavi tempo fa Doctor J.? beh! se ami quel giocatore non puoi mettere avanti sempre le statistiche! ti faccio un esempio: se sei Spoelstra e Lebron una sera tira 0-20 e Chalmers 20-0, ma te la giochi all’ultimo secondo, a chi affidi l’ultimo tiro?

          • Chiudo anche io dicendoti che a leggere le statistiche avresti puntato a occhi chiusi sugli Spurs.
            Che a leggere le statistiche ti rendi ancora meglio conto di quanto sia forte Leonard.
            Che dire che basandosi sui numeri non avrei visto in campo Stockton non ha alcun senso: record di assist nella storia, maggior numero di volte assist leader, palle rubate e % al tiro per un esterno :). Questi numeri spiegano in modo solare chi era John Stockton in campo.
            Ti sottolineo che le statistiche non sono 4 numeri in croce, ma 300 miliardi, e sono il primo strumento che i coach NBA usano per allenare (hai notato la gente che prende appunti in panchina? hai mai fatto caso che i giocatori trovano un foglietto negli spogliatoi con tutte le loro stat di giornata?) e gli scout per selezionare giocatori-
            Inoltre cadi nel solito, classico, stucchevole, inevitabile equivoco. Le statistiche di Lebron, spiegano che giocatore è Lebron, non che squadra sono gli Heat o i Cavs. Quindi può essere benissimo che tu abbia le migliori stat della lega ma 0 anelli, perché, di nuovo, non parliamo di tennis ma di basket, e si gioca in 5 più la panchina, contro altri 5 più la panchina. Gli anelli danno la misura di una squadra, non di un giocatore.

          • Dubito che le stats siano il primo strumento che a SA usano per allenare.

            Non supporto la tesi che Lebron avesse potuto fare di più (o meglio, secondo me, aveva ancora qualcosa da dare ma sotto di -20 e con gli avversari in striscia è difficile tirare fuori il meglio) ma i numeri spesso sono ingannatori: il rating difensivo di Lebron è stato superiori agli altri ma, secondo me, dopo Wade è quello che ha meno aiutato la squadra (ma non credo che sia stata una sua idea, era Pop che lo ha isolato quando stava in difesa costringendolo a stare largo o facendolo mettere fuori posizione dai blocchi difensivi).

          • Primo strumento per allenare è fuorviante… è ovvio però che se giochi con una squadra che tira con il 45+% da 3 difendi in un modo piuttosto che in un altro. Se i tuoi giocatori hanno % alte da fuori giochi sugli esterni o cmq con un dentro fuori, oppure se il tutto gioco è quello scegli giocatori che hanno statstiche che combaciano con quel tipo di gioco.
            Se difendi su un giocatore con alte % da 3 gli stai sopra e cambi sui blocchi, altrimenti gli lasci un metro e cerchi di farlo tirare. Cioè sono cose ovvie che si basano esattamente sulle statistiche dei giocatori e delle squadre.

            I numeri hanno poco da ingannare. Infatti quando contraddici una stats dici giustamente “secondo me” e diventa un’opinione su cui si discute. Nel caso specifico sono d’accordo con te.

  4. Nelle gare 3, 4 e 5 San Antonio ha difeso in modo asfissiante, non ha fatto ragionare gli Heat, col risultato che non riuscivano quasi mai a passarsi la palla in modo fluido (ricordo solo il 1/4 di gara 5 in cui ci sono riusciti). Era inevitabile che le iniziative fossero forzate, non c’era altro modo per tirare. Lebron ha tenuto su la squadra da solo, ma se gli altri sono stati oltremodo passivi, mica poteva vincere da solo.
    Simmetricamente, l’attacco degli Spurs ha ubriacato la difesa Heat, assolutamente incapace di tenerli. Cosa poteva fare di più di ciò che ha fatto Lebron?
    In sintesi, da gara 3 in poi, gli Heat sul campo sembravano dei cadaveri, a parte lui, che non poteva fare di più.

    • ho detto roster, non dati stagione regolare, ho detto che Stockton non avrebbe giocato in nba, visto il fisico. Lebron ha vinto due anelli, 5 finali e non si parla di tennis visto che non gioca in una squadra di sprovveduti. e stai tranquilo che chi decide, in una franchigia nba vincente, coi dati dei secchioni ci si pulisce… te lo lascio immaginare.

      • Ma mi stai trollando? 🙂
        Cosa c’entrano le stat con il fisico? Se leggi le stat di Stock o di Erving, non dico che ti spiegano dalla A alla Z che giocatori erano, mi direi che ti danno un’idea abbastanza chiara di cosa sapevano fare.
        Il fatto poi che i coach non solo non usino, ma addirittura si puliscano con le statistiche per decidere schemi di gioco, come gestire l’attacco, come gestire la difesa, quale giocatore curare e in che modo, è un’affermazione che non sta in piedi nel modo più assoluto. Se vuoi posso snocciolarti esempi a iosa, dal campionato italiano a quello NBA. Se hai voglia dimmi e parto… 😀

        • Certo. Negli scouting report (oltre a dati come leadership, margini di crescita, etc.)non ci mettono le statistiche.

          Ci scrivono “segna come un forsennato” o “prende un sacco di rimbalzi”

  5. E se la giriamo dicendo: LeBron è l’unico che in queste finali negli Heat sia stato all’altezza. Anche secondo me (mia sensazione personale) poteva dare qualcosa in più. Ma come detto il basket è un gioco di squadra e il campione si mette in spalla la squadra nei momenti difficili, ma la squadra dalle spalle gli da una mano!!! Secondo me il Re ha provato tutto quello che gli era possibile, forse non seempre con lucidità, ma non si può fare da solo. Gli altri erano morti, lui doveva difendere, recuperare parziali, mettere in ritmo i compagni, portare le borracce e prenotare l’Hotel, ci sta che in certi momenti possa non aver reso al massimo.
    Quello che voglio dire è che un fenomeno è giusto che prenda per mano la squadra, ma se la squadra è monca non lo si può condannare! Mica aveva il defibrillatore!!!
    Se hai un campione che ti risolve le partite nei momenti difficili poi devi dargli una mano passata la burrasca e gli Heat non l’hanno mai fatto, o forse non potevano. Ecco forse spiegato l’arcano.

    • Ergo … fatto 100 la colpa totale della sconfitta, la parte di sua competenza è 1 perchè non aveva portato il defibrillatore 🙂

    • AMEN…
      Riprendo quanto detto da Emanuele. Sotto di 20 cosa vuoi dare di più?
      Ricordiamo gara 3? Ha iniziato il terzo quarto con tipo 12 punti in 4 minuti col 100% dal campo. Una bella scossa ma il risultato? Sempre -20, perché gli altri erano morti e non ne avevano. Da lì in poi cosa vuoi dare di più?
      E sottolineo, non sto dicendo per niente che Miami sia scarsa, ci mancherebbe. Sono giorni che dico che la mia impressione è che fossero cotti fisicamente. Ignoro le motivazioni…

  6. “Infine non si deve mai commettere l’errore di pensare che le
    statistiche (anche le più raffinate) possano rappresentare l’interezza del gioco, ma questo è il fascino dell’allenare”.
    Raffaele Imbrogno
    Statistica e pallacanestro
    Comitato Nazionale Allenatori – F.I.P.

  7. Interezza: carattere di ciò che è intero, integro, completo

    Per farla breve: ci sono cose che le statistiche non descrivono, ma dire che “chi comanda non le guarda” mi pare un po’ un’esagerazione.

    • le guardano, le guardano! e le guardiamo tutti, ma si va in campo 5 corpi, con annessi e connessi, 5 menti, con annessi e connessi, un coach, uno staff, 10 palle, gli avversari e migliaia di persone e quel che accade, una statistica, che è una raccolta dati successiva ai fatti, non lo potrà mai spiegare.

  8. Pompeio più commovente di Fidel a difesa del socialismo reale.

    Oh, e Fidel non è mica uno che parla a cazzo..  è pure un vincete e ne sa a strapacchi di socialismo!

    Solo che però alle volte capita anche di passare da fidel ai panni di Armando Cossutta.

    Se le stats sono oggettive..  lo saranno un pò tutte, micro e macro. Numbers don’t lie.

    MJ 6 finals 6 titoli (e poteva fare 8/8 facile..), LbL siamo a 2/5. 

    Poi va bene tutto l’ideologismo antideterministico che si vuole, va bene che Tranquillone nostro ci smarrona da anni coi suoi “è più complesso di così”, ma dire che MJ è un pelo più su di LbJ fa così schifo?

    Maradona – messi, a me pare un pò lo stesso.

    E prova a trovarmi, con le stats, qualcosa che dimostri che Messi ha lo stesso carisma, leadership, aura di Maradona..

    Si tratta di intangibles dell’anima, al netto di piedi e mani.

    Mettere in ritmo, caricare, coinvolgere, convincere..  non è questione di passare la palla. È questione di entrare sotto pelle istante per istante, ispirare. Così come può ispirare un allenatore (che poi è la prima cosa che Tim ha detto di Pop un attimo dopo la vittoria: è una grande ispirazione).

    Senza ispirazione questi Spurs sarebbero cenere da anni, e sarebbero meno che cenere dopo lo scorso anno. Invece sono campioni. Questo con quale stat lo spieghi?

    Pop è meglio del filippino perchè ha 2 schemi in più? No. Non ti so dire perchè è meglio. Ma è meglio.

    E MJ non è meglio di LbJ perchè ha vinto i tituli (che sono la conseguenza, non la causa, della sua aura). Ma è meglio.

    • Intervengo in scivolata … si fa per dire.
      Certo che si può dire che MJ è meglio di LBJ: parere rispettabilissimo e suffragabile con alcuni fatti.
      Sul fatto che un allenatore è più capace di altri nell’ispirare un giocatore/campione sfondi una porta aperta.
      Quello che mi lascia perplesso è il dire che in queste 5 gare di Finals ci si aspettasse qualcosa di più da LBJ.
      Cerco di spiegarmi meglio: o questo qualcosa in più lo si era visto in altre occasioni simili o ci si aspettava un “improvement” nelle varie sfaccettature del gioco durante queste 5 partite che, personalmente, non ho visto mai da parte di nessun fenomeno (MJ incluso).
      Per quanto ho visto io (lasciando perdere le statistiche) mi è parso di vedere un LBJ a livelli di eccezione in tutto il suo complesso.
      E’ difficile a mio modo di vedere che un singolo possa “inventarsi” qualcosa da zero per ribaltare la serie, anche a livello motivazionale …
      In sostanza posso capire il discorso “mi aspetto qualcosa di più da LBJ” in termini di carriera sportiva (parti del gioco, capacità di coinvolgimento, ecc…), ma capisco meno dirlo per queste 5 partite.
      Sempre IMHO, of course … 🙂

    • ahahaha… che bel discorso del menga (che in cubano significa “discorso privo di contenuti” :)).

      Non ho mai detto che MJ è meglio o non è meglio di Lebron. Ho detto che non ha senso usare queste finals come metro per decidere che sì Air è meglio di Lebron, perché in queste finals Lebron non ha sbagliato niente o quasi. Tutto qui.

      Discorso stats, penso che per chi parla italiano (o spagnolo) sono stato abbastanza chiaro. L’hai detto NUMBERS DON’T LIE! Basta che leggi quelli giusti però… 6 su 6 l’hanno fatto i Bulls non Jordan! 0/1 l’hanno fatto i Cavs! 2/4 gli Heat non Lebron! Ma è chiaro sto discorso? Perché è importante! Se vi piace contare le vittorie per giudicare un giocatore, ve lo ripeto, DATEVI AL TENNIS! Lì è più facile, vi troverete da Dio.

      Poi è comico che hai usato l’esempio Messi/Maradona proprio per dire che a parte tutto è meglio Maradona. Usando la prodigiosa stat di “quanto ha vinto?” Messi manco lo vede Maradona.

      Pop è meglio di Spo perché gioca 2 schemi in più? No, è meglio di Spo perché usa gli schemi giusti in base all’avversario che trova. E’ meglio perché cambia lo stile di gioco in base hai giocatori che ha a disposizione. E’ meglio perché è in grado di prendere i giocatori giusti per il sistema Spurs, e perché sa pescare al draft. E’ meglio per come sa motivare una squadra che ha già vinto e rivinto tutto. Vedi, queste son tutte cose TANGIBLES. Non so per te per cosa sia meglio… per le interviste? Perché è un personaggio? Perché fa robe voodoo? mah

      Poi lascio perdere i discorsi su intangibles, “entrare sotto la pelle”, “dare sensazioni” e ste altre cagate da libro cuore che va bé, non voglio negare a nessuno il piacere di sentirsi in grado di vedere cose non dimostrabili con i fatti (del resto siamo in un paese cattolico no? :D).

      Chiudo dicendo che anche per me, ad oggi, MJ è superiore a Lebron. Per quanto mi riguarda lo è anche Magic. Ma non vengo a dire “in queste finals ha dimostrato di non essere un vincente”, perché è una cagata.

  9. 6/6 l’hanno fatto i bulls di Jordan. Se vuoi dirlo senza ipocrisia devi dirlo così.
    E 2/4 lo hanno fatto gli Heat di LeBron.
    Ma io te la dico in un altro modo. Sei un GM (non un coach di tennis): prendi MJ o LbJ.
    Io prenderei tutta la vita MJ.
    E te la dico ancora più chiara, chissà mai che stacchi dallo scrivere i copioni di Zelig e cogli quello di cui stiamo parlando: sei lo stesso GM, prendi Bill Russell o Wilt Chamberlain?
    E non è un velato giochino per dare a LbJ del perdente (capisco la tua ossesisone/missione, ma non ho mai lontanamente sfiorato la questione), ma per dire che poi alla fine quando tiri la riga, oltre ai numeri sul campo ci sono altre componenti che attengono al carattere, alla mentalità, alla volontà, alla durezza mentale, alla leadership, ecc ecc che qualcuno possiede in maniera superiore a qualcun altro, anche solo un misero granellino di più. Ma è il granellino che fa la differenza. E non c’è numero che te lo viene a raccontare se non -e nemmeno in tutti i casi- quelli che leggi quando tiri la riga.
    Se poi vogliamo fare il giochino del vincente/perdente.. beh allora per me un vincente è Jerry West ed un vincente è Dirk Nowitzki. Scegli un destino e lo sfidi a testa sempre altissima, fino a vincere. Anche una sola volta, anche dopo brucianti e continue sconfitte.
    LbJ è quello della decision ed è quello che ora si sta chiedendo dove altro può andare a spostare il circo. Modalità pallonara. Per carità, legittima.
    Ma se poi si devono fare i discorsi sul GOAT, allora io nei discorsi sul GOAT non ci metto solo i numeri, nè in un senso nè nell’altro. Stockton >>>> di Fisher, nonostante lo 0 – 5. Conta perchè e come hai raggiunto quei numeri, e perchè e come non li hai raggiunti.

    • io credo che tu abbia colto il senso. io non sono un denigratore di Lebron, è un giocatore pazzesco, ma è un solista, il più grande di tutti i tempi, più di Bryant. comunque la prossima volta che gioco e c’è uno che segna 6/10 come Lebron, quando ha messo dentro il sesto lo lascio libero perchè tanto il settimo sarà sicuramente un airball.

      • Sul solista, più di Kobe addirittura, non sono proprio d’accordo.
        Secondo me è invece un grande giocatore di squadra. Ad esempio, nelle Finals di quest’anno è stato costretto a fare la pg – e lui non è una pg, ma all’occorrenza gioca anche come una più che discreta pg – perché Chalmers è stato un disastro e Cole, quando è stato chiamato a sostituirlo con continuità, ha fatto vedere i suoi limiti. Che poi lo si rimproveri perché non ha messo in ritmo la squadra mi pare il colmo. Di Bosh, dopo il 1/4, ricordo pochissime iniziative (tra le quali una mega stoppata beccatasi da Duncan, dopo di che non ci ha più provato: che bel campione!) e di Wade ricordo che a un certo punto della 5° era 1 su 10! Certo che a un certo punto ha fatto anche il solista, ma se giochi in mezzo ai cadaveri, come fai a metterli in ritmo?

    • Il bello è che ho ribadito che prenderei MJ su LBJ (al momento). E poi vieni a parlarmi dei copioni di Zelig che sei venuto qui parlando di Fiedel e Cossutta… :D.
      Se hai rosicato per la decision prenditi un Malox ma non venire a fare discorsi di basket fondati sul nulla.

    • Cmq detto con simpatia, sei tu che sei arrivato facendo il brillante e non hai colto una sega di qual era il discorso.
      Rileggiti tutto e trovami dove ho detto che Lebron è meglio di MJ, dove ho detto che Lebron è “the GOAT!”. Cercamelo per farvore…
      Quello che ho detto è (lo scrivo in capital)…

      DIRE CHE PER COME HA GIOCATO QUESTE FINALS LEBRON NON è UN VINCENTE è UNA CAGATA MOSTRUOSA!!

      Il discorso è tutto qui. Se lo volete spostare per comodità su chi sia il migliore di sempre, prego, scegliete voi, non mi interessa. Io voto Magic, ok?

      ps Ti faccio notare una piccola differenza fra West, Dirk e Lebron. West giocava ai Lakers, e non dico altro. Dirk nella Dallas di Cuban, che gli ha portato in dote negli anni da Nash a Kidd, da Chandler a Marion. Lebron era a Cleveland. Se per te essere un vincente significa rimanere in una squadra ricca con un roster da anello, allora hai colto nel segno. Ne conosco un altro migliaio però di vincenti oltre a Dirk e West 🙂

      • così come io non sono intervenuto per parlare di vincenti e perdenti, piuttosto del senso delle statistiche quando si deve dare un giudizio complessivo su un giocatore.
        Inoltre, mai parlato del LeBron di Cleveland, piuttosto di quello delle finali perse con gli Heat (e diaw solo sa come fa ad essere 2/4 e non 1/4).
        Io guardo il basket NBA senza la minima influenza da tifoso, non tifo per nessuna squadra (ho tifato solo una squadra in vita mia, la juve da piccolo, e poi ho smesso grazie a moggi). Ah no, ho tifato anche caserta nel basket da infante.. Questo per dire che riguardo la decision nn è che abbia rosicato, l’ho solo trovata umanamente un pò patetica. E questo senza nemmeno fare confronti col passato. Umanamente patetica di per se stessa. Punto.
        Che poi le cose non siano andate esattamente come previsto (le previsioni evidentemente non erano di 4 finali, ma di 4 titoli..) non mi dà particolare soddisfazione, la trovo una cosa abbastanza naturale. mi da soddisfazione il titolo a Novitzki, mi da sottisfazione il titolo agli spurs. C’è molto onore da dare ai vincenti, piuttosto che tempo da perdere coi vinti.
        Mi fanno tristezza, e li ci godo pure un pò, le operazioni Lakers ai tempi di Payton/Malone, o quelle più recenti.
        Altrettanto mi fanno sorridere sti ammerigani che da un lato celebrano la dinastia spurs dall’altro se ne sbattono il cazzo di capire come hanno fatto e appena una vite cigola sono sempre li pronti a smontare tutto il motore. Stanis direbbe “molto italiani”.
        Detto questo, #pompeiostaisereno

      • ops, dimenticavo..
        – non sono minimamente daccordo sul fatto che lebron sia un solista. quando lo è sa esserlo in modo straordinario. il punto è che probabilmente lo è e lo è stato meno di quanto avrebbe dovuto/potuto..

        • Io non ho mai detto, né in generale, né con riferimento ad una partita specifica, che Lebron è, o è stato, un solista straodinario. Ho detto che, a mio parere, è un grande giocatore di squadra e, con riferimento alla 5° delle Finals, che ad un certo punto ha fatto il solista, perché giocava con compagni zombi.

  10. Siamo stati una squadra con i piedi per terra per tutta la stagione — dice David Blatt, allenatore del Maccabi— uno dei nostri vantaggi è che siamo umili e affamati. Riconosciamo i nostri limiti e di dover produrre più della somma delle nostre qualità per vincere.Spesso siamo partiti da sfavoriti ma crediamo che in ogni partita abbiamo la possibilità di vincere.Penso che anche noi esprimiamo un gioco che richiede una dose di furbizia e qualità che si adattano ai nostri giocatori. La filosofia del maccabi? Giocare duro, assieme e per vincere.
    sottolineo: umiltà, fame, andare oltre i limiti, oltre la somma delle proprie qualità. essere sfavoriti (dai numeri), furbizia, giocare duro, assieme e per vincere.

  11. voglio dire che le statistiche e l’elaborazione dati sono un ottimo supporto ma per vincere ci vuole tutto ciò che ha detto e dimostrato con fatti incontrovertibili Blatt.
    sei uno sfigato perchè ti ostini, offendendo anche, a sostenere che le statistiche, che sono sempre post partita o post stagione e servono a leggere parzialmente il passato per programmare un ipotetico futuro sono tutto nel gioco.
    gli Spurs li leggono i dati e come, ma se poi gli si chiede come hanno vito sentirai: aggressività, difesa, muovere la palla in attacco, leadership.
    io non stimo molto Love, ad esempio, perchè mi da l’idea di essere uno troppo innamorato dei suoi numeri. Duncan invece, ha fatto quello che ha fatto, piazzando anche dei record senza menarsela troppo sui dati.
    e ti ripeto: in un finale all’ultimo secondo con James 0/10 e Chalmers 10/10 a chi affidi l’ultimo tiro?

    • Lo sfigato é Blatt. Voglio proprio vedere quale sarà il suo livello di stress nel inculcare la sua filosofia, l’impegno e la dedizione a gente come Waiters, Bennett, …

      Ps: non voglio intromettermi, ma le statistiche non dicono tutto, pero quando uno si sbatte e si impegna i suoi maggiori risultati si possono leggere, in parte, anche nelle stats. Le cose non sono necessariamente slegate.

    • ti ripeto… stai sparando una cazzata dietro l’altra e mi metti in bocca parole che non ho detto. Ti invito a rileggere.

  12. Ma sul serio stiamo ancora discutendo su chi sia meglio tra Jordan e James o chiunque altro?
    Ma perchè bisogna per forza decidere che uno è migliore di un altro? Basandosi su sensazioni o su statistiche poi?

    Per me il migliore allora è Horry, perchè ha vinto tanti titoli e segnato canestri decisivi. Chi può dirmi che sbaglio? Nessuno. Perchè non esistono dati oggettivi che possono dire se uno è meglio di un altro.

    Ragazzi fidatevi di me, godiamoci i giocatori per quello che fanno, senza fare paragoni su quale è più o meno forte.

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