Sassari è campione d’Italia: è triplete!

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Sassari campione d'Italia © 2015 Simone Lucarelli Photos
Sassari campione d’Italia © 2015 Simone Lucarelli Photos
Uno spettacolo bellissimo. La finale Scudetto del campionato italiano regala sette partite palpitanti, con un livello di pallacanestro altissimo e due squadre che si sono affrontate a viso aperto regalando grandi emozioni. Forse in molti speravano che questa finale non finisse mai, vista la bellezza di questa serie: match sempre equilibrati, continui capovolgimenti di fronte, canestri impossibili, e giocatori che danno tutto in campo sostenuti dalla gente di due città innamorate della pallacanestro, e gara 7 non è stata differente, conclusasi 73-75, sancendo la vittoria dello Scudetto di Sassari. A tal punto che le due tifoserie hanno stretto un’amicizia significativa proprio alla vigilia della prima sfida.

Ancora una volta il basket si dimostra sport imprevedibile e capace di regalare esaltazione e brividi allo stesso tempo sulla pelle dei tifosi: una finale inattesa alla vigilia grazie a due squadre che hanno impressionato, ed hanno saputo invertire i pronostici. Reggio Emilia e Sassari si sono dimostrate squadre coriacee, quadrate e guidate da due grandi allenatori: Max Menetti e Meo Sacchetti, capaci di valorizzare al meglio i loro roster. Da un lato il mix tutto esperienza e gioventù italo-baltico degli emiliani, dall’altra parte l’onda d’urto atletica degli americani che risiedono in Sardegna. Due modi di giocare estremamente diversi, da un lato il gioco corale di Reggio, dall’altra il famigerato run&gun di Sassari: ma le due formazioni sono spesso andate oltre i loro schemi abituali per cercare di avere la meglio di un avversario che, con il passare delle partite, conosceva sempre meglio lo stile di gioco dell’altro. Così Sassari cercava di girare la palla e difendere strenuamente con cambi difensivi frequenti, mentre Reggio alternava un attacco ragionato al contropiede e la difesa individuale con la zona 3-2. Rimarranno nella memoria di tutti alcuni match che hanno segnato le corde vocali dei tifosi e magari rovinato qualche rapporto di vicinato: come ad esempio gara 4 e gara 6.

Sanders MVP delle Finali Scudetto © 2015 Simone Lucarelli Photos
Sanders MVP delle Finali Scudetto © 2015 Simone Lucarelli Photos
Ma alla fine il titolo va in Sardegna grazie sopratutto all’atletismo dei suoi americani, alla vena di Dyson (i suoi i liberi decisivi in gara 7 e le triple in gara 4 e gara 6) e Logan, alle lunghe leve di Lawal e Brooks, alle spalle di Sanders, alla fine Mvp. I ragazzi di Sacchetti vincono una gara 7 non bellissima ma con una tensione che si tagliava con il coltello. E per l’ennesima volta Sassari è stata capace di ribaltare un primo quarto da due soli canestri dal campo. Alla fine a Reggio rimangono le lacrime dei suoi ragazzi e qualche imprecazione di troppo per la sfortuna che gli toglie per la partita decisiva Lavrinovic e Silins. Reggio giunge stanchissima all’atto conclusivo ma ha mostrato come i nostri ragazzi possano giocare a questo livello: Polonara, unico sempre in doppia cifra, Della Valle, capace di tiri pesantissimi, Cervi che ha faticato ma si è sbattuto per la causa ed infine Andrea Cinciarini, leader vero, assieme all’immarcescibile Kaukenas, nonchè miglior assistmen del campionato e dei playoff con una media superiore anche a quella di un certo Toni Kukoc, e Mvp tacito di tutti i playoff.

Purtroppo questo scudetto non si poteva smezzare ed è andato alla squadra che ne aveva di più in termini atletici dopo un mese e spiccioli giocati a tutta dalle due formazioni. Questa conclusione lascia l’amaro in bocca agli emiliani, ma il progetto tecnico c’è, la squadra anche. Reggio ha mostrato che puntare sugli italiani si può e se magari i giovani di oggi matureranno ancora, potranno vendicare la sconfitta di oggi, perchè a volte perdere forma. Dall’altra parte in Sardegna è festa grossa perchè, come solo avevano fatto Treviso e Siena, vince tutto quello che c’era da vincere in Italia: Supercoppa, Coppa Italia e Scudetto. Insomma è triplete, grazie ad un’altra società guidata benissimo dal presidente Sardara che sta facendo la storia del nostro campionato.

9 Commenti

  1. Mi dispiace ma non sono concorde con l’articolo; il livello delle finali non è stato altissimo e in generale non lo è quello della nostra pallacanestro. L’Iatlia, non molto tempo fa, era fucina di fenomeni in campo, in panchina e nei ruoli dirigenziali e meta di stranieri importanti, che qui venivano per formarsi o per chiudere grandi carriere e non credo ci sia bisogno di fare nomi. Non me ne vogliano i vari Polonara, Della Valle, Mussini, ma sono veramente poca roba, rispetto a chi li ha preceduti. Nota di demerito per il pubblico, incivile e privo di sportività e anche qui non c’è bisogno di fare citazioni, visti gli episodi accaduti durante i PO e nella stessa serie di finale. Non si tratta di casi isolati, ma di una cultura dello sport completamente distorta e non è un caso se Super Basket, sulla sua pagina fb, diffonda i proclami della Fossa dei Leoni della Fortitudo Bologna, nei confronti di chi dovrebbe essere o non essere, secondo questi signori, acquistato dalla società e perché. Onestamente il contesto italico, a mio modesto parere, inizia a fare un po’ schifo e lo dice uno stupido che giocatore lo è stato e che si sta formando come allenatore.

    • ma che ca…o dici è stata una serie finale stupenda dove le due tifoserie si sono gemellate hanno fatto il terzo tempo sia a sassari che a reggio prima della partita con scambio di prodotti alimentari, mai un coro offensivo durante le partite da nessune delle due anzi sia a sassari che a reggio le tifoserie intonavano i cori dell avversario e tu mi parli di pubblico incivile e privo di sportività???
      per caso ti sei perso la premiazione finale dove i spettatori applaudivano sassari e non si è sentito neanche un fischio?
      o forse accomuni una tifoseria intera ad un idiota demente che ha colpito sosa e che è stato fischiato da tutto il palazzo quando è stato accompagnato?
      se è cosi ti informo che non sei nel medioevo la responsabilità è oggettiva e non puoi far passare il pubblico di reggio incivile per un solo invasato

      • 1) la carta igienica serve a pulirsi il sedere e non a lanciarla, insieme ad altri oggeti, in campo mentre gli avversari tirano i liberi.
        2) lo scemo che ha provocato Sosa, per me, è il prodotto di un modo di intendere il tifo tutto italiano e non un matto isolato.
        3) la serie fra Cantù e Venezia è stata emblematica di questa mentalità bacata.
        4) quando le tifoserie, a qualsiasi livello, creano problemi di ordine pubblico, allora qualcosa non va.
        5) quando in Italia, in ogni sport, i tifosi raggiungeranno il livello di correttezza di quelli del Rugby, allora ne riparleremo.
        6) nel medioevo cisono gli ultras, non io.
        7) la finale è stata intensa ed equilibrata, ma non bella e con particolari spunti tecnici o prestazioni individuali di livello.

        • ok Gunslingers, messa giù così ho moti punti che concordano con il tuo pensiero … nel primo commento eri stato un po’ più tranchant 🙂 Anche se:
          1) temo che pure nel rugby sia questione di tempo in quanto sport “emergente” non solo da un punto di vista del numero di preticanti , ma anche da un punto di vista economico.
          2) immagino che leo85 si riferisse alla sola serie finale riguaro all’atteggiamento del pubblico che, rispetto a quanto visto in altri lidi e occasioni, è stato all’interno di quei canoni “che nel nostro tempo si possono definire civili” (nota le virgolette 🙂 )
          3) riguardo ad Italia come fucina di giocatori il discorso sarebbe lungo e periglioso ed estremamente soggettivo. Inoltre credo che il “non molto tempo fa” purtroppo non sia così “non”

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