Tra conferme e sorprese, tutti i Campioni Nazionali 2014/15

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Non solo Sassari, anche Madrid, Mosca, Bamberg, İzmir e Atene festeggiano il titolo nazionale. In un’Europa cestistica che si appresta a tuffarsi nelle vacanze e nel mercato occorre ricordare le città e le piazze che hanno alzato lo scudetto. Allacciate le cinture perché voliamo da Madrid a Mosca a scoprire vincitori e sconfitti della stagione 2014/2015.

Liga Endesa – Real Madrid

Una stagione da dominatore quella vissuta dal Real Madrid, che migliora il triplete dei cugini del Barcellona calcistico realizzando addirittura un Poker.

Supercoppa di Spagna, Coppa Nazionale e Eurolega affollavano già la bacheca del club della capitale, che ora ci aggiunge il titolo della Liga Acb. La compagine di coach Laso annichilisce il Barcellona di Pasqual, archiviando la pratica in soli tre match e riportando a Madrid quel titolo che mancava dal 2013. In un’annata storica per il basket madrileno il campionato rappresenta la ciliegina sulla torta di una stagione irripetibile che ha toccato l’apice con la vittoria del titolo continentale tra le mura amiche.

Partito con i favori del pronostico il Real Madrid ha condotto una Liga Acb mostrando il suo enorme potenziale e arsenale, alternando i numerosi protagonisti presenti nel roster. Dopo un agevole passaggio del turno contro Gran Canaria e aver superato Valencia in 4 partite, il Real ha completato il proprio cammino rifilando una lezione di tattica al Barcellona. Doppia affermazione a Madrid, con il netto successo consumato in gara due, il Madrid ha alzato lo scudetto al Palau Blaugrana, rifilando uno schiaffo ai cugini. Una vittoria annunciata, quella dei Blancos, forti di un roster equilibrato e profondo. LLull, Carroll, Fernandez, Rodriguez e Reyes i volti che hanno firmato in calce il titolo numero trentadue, senza dimenticare l’aiuto importante fornito da Ayon, Nocioni, Maciulis, Rivers e Slaughter. Il Madrid spettacolare e perdente si è trasformato in squadra centrata e bella, che mantiene nella corsa e nel contropiede il proprio punto di forza. L’affermazione in Acb porta anche la firma di coach Laso, perfetto nel calarsi nel ruolo di architetto della nuova invincibile armata spagnola.

Delusione invece in casa Barcellona, ferita da tre sberle tanto non preventivate quante meritate. La formazione di coach Pasqual è apparsa un gradino inferiore ai rivali, tradita dagli acquisti di Pleiss e Thomas, e da qualche protagonista, Tomic e Huertas, che ha perso il confronto con i pari ruolo madridisti. La colonia di giovani cresciuta in Catalogna non è bastata per riconfermare il titolo del 2014, con Satoransky e Abrines volti certi del Barcellona che verrà, mentre Hezonja è già volato ad Orlando come quinta scelta assoluta dopo una stagione notevole. L’assenza di Navarro, ormai incline agli infortuni causa carta d’identità e la grande stagione di Doellman sono appunti che valgono poco. Per colmare il gap con il Real occorrerà attingere dal mercato estivo tra certezze (Lawal), sogni (Datome) e probabili scenari (Marjanovic). La caccia al Real Madrid è partita.

VTP League – Cska Mosca

Sempre e solo Cska Mosca. La dittatura dell’armata rossa prosegue indisturbata nella grande lega dell’Europa dell’Est che annovera formazioni provenienti da Russia, Lettonia, Bielorussia, Estonia, Finlandia, Kazakistan e Repubblica Ceca. Sesto trionfo per la compagine della capitale in sette partecipazioni, coronando un cammino che ha subito solo uno scivolone nel 2011 contro il Khimki. La formazione di coach Itoudis ha concluso la stagione regolare in prima posizione, vantando un record di ventisei vittorie e quattro sconfitte. Se durante la regular season i moscoviti hanno accusato qualche passaggio a vuoto e un paio di stop, durante i playoff hanno mostrato il proprio arsenale, lasciando agli avversari solo le briciole. Nove vittorie consecutive, zero sconfitte, e una dimostrazione di forza a tratti imbarazzante, la Vtp League celebra l’ennesimo trionfo di un team che non ammette rivali. Nizhny Novgorod spazzato via e in finale il Khimki è crollato dopo tre match poco equilibrato. Troppo profondo il roster a disposizione di Itoudis che ha avuto il merito di integrare il lavoro di Messina con una dimensione difensiva ereditata nell’esperienza con il Panathinaikos.

Il Khimki ha pagato una differenza di organico notevole con Rice, Claver, Koponen e Augustine incapaci di rovesciare il pronostico. Anche i premi individuali sono monopolizzati dalla formazione dell’armata rossa, con Nando De Colo e Andrej Vorontsevich Mvp rispettivamente della stagione regolare e dei playoff, a cui si aggiungono i titoli vinti da Itoudis come miglior allenatore e Vorontsevich come miglior difensore. I risultati raccolti del club sono positivi, con l’accoppiata coppa-campionato ancora presente nella bacheca del Cska Universal Sports, ma la sconfitta in semifinale di Eurolega contro l’Olympiakos ha riaperto una ferita ancora sanguinante. L’Eurolega manca a Mosca da ormai dieci anni, un digiuno ingiustificato per un roster formato da Teodosic, Krhyapa, Kirilenko, Weems, Kaun. Il futuro dell’armata rossa è un punto interrogativo, diviso tra ritiri (Kirilenko e Kaun), partenze (Weems con destinazione NBA o Barcellona) e possibili sogni (Gentile e Freeland). Una cosa certa, il mercato estivo sarà a forti tinte rosse, perché con un budget di trentasette milioni di euro di budget, l’Eurolega è più vicina.

Bundesliga – Brose Bamberg

Un po’ di Italia nel trionfo del Brose Bamberg in Bundesliga. La formazione della città del nord della Baviera torna sul tetto di Germania dopo un anno sabbatico grazie a coach Andrea Trinchieri. Il coach ex Cantù ha guidato i tedeschi alla finalissima vinta contro i campioni in carica del Bayern. Un trionfo importante e tutt’altro che annunciato a inizio stagione, con un Bamberg poco convincente e un Bayern padrone del mercato. In Baviera erano approdati McCalebb e Savanovic ma la finalissima ha premiato gli uomini di Trinchieri che con Trevor Mbakwe (ex Roma e già volato al Maccabi Tel Aviv), Dawan Robinson (ex Varese) e Brad Wanamaker (visto a Pistoia) hanno rovesciato il pronostico. Ora serve fare strada in Eurolega per legittimare i progressi fatti. Magari con Niccolò Melli che secondo i rumors di radiomercato potrebbe trasferirsi in Germania.

Turkey Basketbol Ligi – Pinar Karsiyaka

Le maggiori sorprese giungono dalla lontana Turchia, ultimo avamposto dell’Europa cestistica ma sempre più attraente grazie alle disponibilità economiche dei maggiori club. Delusione cocente per il Fenerbahce di coach Obradovic, testa di serie numero uno e semifinalista di Eurolega. Dopo il caldissimo derby vinto contro il Galatasaaray, reduce da una stagione travagliata conclusa con l’ottavo posto in regular season, la compagine gialloblu ha salutato il campionato perdendo 3-1 la serie contro il sorprendente Pinar Karisyaka. Un fallimento clamoroso quello degli uomini di Obradovic che a cavallo di marzo-aprile avevano dimostrato di essere la formazione più completa e affidabile dell’intero continente (prima a strappare il ticket per le Final Four di Madrid). Ora si attendono indiscrezioni riguardo il futuro del club di Istanbul, atteso probabilmente a nuova ricostruzione (via Bjelica, Preldzic, Goudelock, Savas, Zisis). Non approfitta dell’uscita del Fenerbahce l’Efes Istanbul di coach Ivkovic, seconda al termine della regular season. La compagine del guru serbo, apparsa confusa e sbilanciata in Eurolega, aveva nel campionato turco l’unico traguardo che avrebbe salvato la stagione. I bianco-blu hanno superato agevolmente tutti gli ostacoli approdando alla finalissima contro il Pinar Karsiyaka. Una serie, al meglio delle sette partite, che ha emozionato aldilà del più che sorprendente 4-1 con cui i rosso versi si sono imposti. L’Efes ha mostrato i propri limiti, affidandosi troppo spesso al talento dei singoli Saric, Kristic e Erden. Cose da pazzi o più semplicemente cose turche.

A1 Ethniki – Olympiakos Pireo

Vita facile per l’Olympiakos Pireo nella corsa al campionato greco. La formazione di coach Sfariropoulos, finalista di Eurolega contro il Real Madrid, banchetta su un Panathinaikos spento e attorniato da interrogativi e misteri riguardo il futuro. Spanoulis, Sloukas, Printzesi e Lojeski si sono rivelati troppo forti per i cugini della città, pallido ricordo della compagine di coach Obradovic salita sul tetto d’Europa solo quattro stagioni fa. Dopo il primo posto in regular season, i biancorossi hanno sbrigato 3-1 la pratica Aris Salonicco, prima di demolire Diamantidis e compagni con un netto 3-0. Il 93-74 di gara 2 certifica una supremazia che mai come quest’anno aveva raggiunto un tale livello. Il Pana, eliminato ai quarti di Eurolega dal Cska Mosca, chiude la stagione con zero titoli e la consapevolezza che il gap con i rivali del Pireo ora è una questione seria. Jankovic, Pappas e Slaughter hanno deluso le aspettative, mentre la giovane promessa Mpochoridis, classe 1994, non si è dimostrato ancora maturo. L’immortale Diamantidis comincia ad accusare degli anni, e solo il mercato può ridare competitività a un team caduto in disgrazia. Mentre dall’altra sponda del Pireo Spanoulis e compagni festeggiano.

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