NBA Africa Game: a Johannesburg abbiamo vinto tutti!

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NBA Africa Game 2015 - © 2015 twitter.com/NBA
NBA Africa Game 2015 – © 2015 twitter.com/NBA

Si è tenuta il 1 agosto 2015 la 13° edizione di Basketball without Borders Africa, il progetto gestito congiuntamente dalla NBA e dalla FIBA per promuovere lo sviluppo del gioco del basket nel continente africano, luogo di conflitti, differenze sociali e razzismo. La scelta della location non è stata casuale: il Sudafrica, che fino a vent’anni fa era il simbolo dell’apartheid, oggi si identifica come Stato Arcobaleno per la sua lotta contro le discriminazioni sociali e per il proprio impegno nel promuovere i diritti. Dall’avvento di David Stern, la National Basketball Association ha sempre inserito tra le proprie priorità l’impegno nel favorire rispetto e fraternità fra tutti i suoi membri; la trasformazione di questa semplice associazione sportiva in un fenomeno globale e di ispirazione per il mondo intero ne è la testimonianza.

La partita tenutasi all’Ellis Park Arena di Johannesburg è stata il frutto del lavoro congiunto di grandi personalità NBA di origine africana: Masai Ujiri, GM dei Toronto Raptors, Amadou Fall, l’uomo di Adam Silver in Africa, e due fenomeni del passato come Dikembe Mutombo e Hakeem Olajuwon.

Già al suo arrivo in Sudafrica, il capitano del Team World Chris Paul si era espresso in maniera molto toccante alla stampa, in merito all’evento:

“Sarà una partita speciale perchè per la prima volta la NBA sbarcherà in Africa; sarà un evento importantissimo per tutto il basket mondiale. Io e Luol (Deng) abbiamo visto dei ragazzi molto interessanti per il futuro del nostro sport”.

Sulla sua lunghezza d’onda anche il capitano del Team Africa, Luol Deng, nativo del Sud Sudan:

“Quando ero un bambino non potevo guardare il basket in tv, oggi invece lo abbiamo portato in Africa. Dobbiamo ringraziare Hakeem e Dikembe per aver permesso questo”.

Laconico ma incisivo come sempre il commento di Gregg Popovich, che per l’occasione ha avuto l’onore di guidare il Team Africa:

“Siamo qui per celebrare il basket”.

LA PARTITA

Il match è stato un susseguirsi di schiacciate, tiri da tre, assist fantasiosi e giocate spettacolari in pieno stile All Star Game NBA, conclusosi alla fine con la vittoria del Team World per 101-97. Per onor di cronaca, Chris Paul ha dimostrato di non aver perso lo smalto andando vicino a firmare una tripla doppia (12 punti, 6 rimbalzi, 7 assist), mentre per il Team Africa si registrano i 22 punti del greco di origine nigeriana Giannis Antetokounmpo, stella dei Milwaukee Bucks. Il momento più emozionante della serata è stato l’ingresso in campo, a metà del secondo quarto, dei due ambasciatori della serata Mutombo e Olajuwon, rispettivamente in casacca Nuggets e Rockets. I due, seppur per pochi minuti, hanno dimostrato di poter ancora dire la loro su un parquet, specialmente l’hall of famer ex-Houston, che a dispetto dei suoi 52 anni d’età, è stato in grado di mandare in bisbiglio la folla con il suo classico Dream Shake piazzato in faccia al malcapitato Vucevic.

A fine partita, l’immortale Hakeem The Dream ha faticato a contenere la gioia ai microfoni:

“Non era importante il risultato, era importante lasciare un messaggio all’Africa. Oggi abbiamo vinto tutti”.

Inoltre lo stesso Olajuwon e Mutombo, due Hall of Famer, hanno voluto ricordare il terzo pioniere africano in NBA, il sudanese Manute Bol, ex di Washington, Philadelphia e Golden State, scomparso prematuramente nel 2010. Il successo dell’evento fa sperare e presagire un prossimo ritorno della National Basketball Association in SudAfrica, magari con una partita di regular season.

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