Daniele Mastrangelo in esclusiva a Basketcaffe: da Trieste a Matera con la solita determinazione

0
710

Daniele MastrangeloDaniele Mastrangelo è un altro dei tanti giovani italiani che militano ormai da anni nel nostro campionato di A2 (come ad esempio Tommaso Carnovali), capace di ritagliarsi un posto importante con grande lavoro, sacrificio, costanza e anche un po’ di talento. Dopo quattro stagioni a Trieste, in cui ha vissuto anche due gravi infortuni che ne hanno frenato la crescita, ha scelto di proseguire la sua avventura alla Bawer Matera con cui sta viaggiando a 7.4 punti di media in quasi 23 minuti di impiego. La stagione per la sua squadra non sta andando bene (2 vittorie e 16 sconfitte) ma lui si sta confermando ancora una volta come un giocatore solido.

Prima domanda d’obbligo: come è stato tornare a Trieste da avversario? Raccontaci un po’ le tue emozioni.

Tornare a Trieste da avversario è stata un’emozione fortissima, indescrivibile. Ho passato quattro anni là e mi sentivo praticamente a casa. Prima della partita ho ricevuto tantissimi messaggi da tifosi e amici. In tanti sono venuti a trovarmi in hotel il giorno prima. Poi al palazzetto ho trovato tanti striscioni dedicati a me, ma l’emozione più grande è stata sicuramente la bolgia quando lo speaker ha annunciato il mio nome. Mi hanno presentato per ultimo proprio per dimostrarmi tutto il loro affetto. All’inizio del match c’era tanta tensione, ma poi è passata e ho fatto la mia partita. Comunque mi fa molto piacere il fatto di aver lasciato un segno in questa città, a questi tifosi e spero che rimanga a lungo perché sono cose che fanno piacere.

Proprio a Trieste hai vissuto tanti momenti indimenticabili della tua seppur breve carriera, ma anche altri piuttosto difficili come il brutto infortunio nella partita contro Veroli della stagione 2013/2014. Come ti ha cambiato quel brutto incidente sia come persona che come giocatore?

Nei quattro anni in cui ho giocato a Trieste, il primo anno in cui abbiamo vinto il campionato di B1 mi sono rotto il ginocchio in gara 3 della serie finale contro Chieti. L’anno successivo tutto bene e poi nella stagione 2013/14 ho avuto quel bruttissimo infortunio nella partita contro Veroli. Più che dolore, ho avuto tanta, tanta paura perché a causa di un colpo al collo per un attimo mi si è paralizzato il corpo. Fisicamente ci ho messo circa cinque mesi per ritornare in forma, ma il problema principale era a livello mentale: ho fatto molta fatica a rientrare in campo come una volta, non riuscivo più a penetrare, perché avevo paura di prendere colpi e quindi alla fine ci ho messo quasi un anno per superare il tutto. Appena rientrato, mi limitavo a tirare da 3 o comunque da fuori, non avevo più le caratteristiche che mi contraddistinguevano come giocatore, tipo penetrare o buttarmi su ogni pallone vagante. Avevo perso tutte queste caratteristiche per paura di prendere colpi alla testa. Poi, grazie all’aiuto della famiglia, dell’allenatore, del preparatore, dei fisioterapisti sono riuscito a sbloccarmi anche mentalmente e a tornare quello che ero. L’unica cosa che mi sento di dire è che non bisogna mai mollare, perché io l’ho passata veramente brutta quel giorno, tutto il palazzetto era ammutolito, mi ricordo l’allenatore che è venuto in lacrime a sostenermi mentre ero a terra. Ma l’importante è guardare avanti, continuare a lavorare duro e alla fine tutto passa. 

Purtroppo quest’anno stai vivendo una situazione non proprio idilliaca in quel di Matera. Come spieghi la vostra stagione finora e come pensi si possa uscire da questa situazione visto che ormai hai abbastanza esperienza a questi livelli?

La stagione a Matera era già iniziata non proprio bene nel pre-stagione con il taglio di due giocatori come Hubalek e Valentini ancor prima che iniziasse il campionato. Poi è stato esonerato l’allenatore dopo cinque giornate ed ora anche il suo sostituto è andato via. Come si può ben capire non è un’annata facile, sapevamo che per una squadra al primo anno in A2 (campionato di altissimo livello) non era affatto facile. D’altra parte non ci si aspettava di avere così tante difficoltà, ma ora l’unico modo che abbiamo per uscirne è restare tutti uniti e lavorare duro in palestra. Così facendo, secondo me, qualche piccola soddisfazione possiamo togliercela perché non siamo poi così male. Dobbiamo solo restare uniti e lavorare tanto, perché è l’unica soluzione che abbiamo in questo momento, sperando che i risultati arrivino…

In A2 sembri aver trovato la tua giusta dimensione. Ma se dovessi scegliere tra giocare pochi minuti in serie A oppure scendere di categoria e fare la differenza, cosa sceglieresti? Perché?

E’ difficile rispondere a questa domanda. A 24 anni la voglia di giocare è tanta. Ho già avuto la possibilità di giocare contro squadre di serie A in partite amichevoli, sia quando ero a Trieste (contro Venezia e Reggio Emilia) che ora a Matera (contro Caserta e Brindisi). Quindi ho potuto confrontarmi con giocatori forti di serie A e sono consapevole che nel massimo campionato non riuscirei ad avere molto minutaggio. La serie A è un campionato molto fisico e, anche se forse atleticamente potrei starci, fisicamente farei tanta fatica, visto che non sono né altissimo né eccessivamente grosso. Ad oggi, preferirei giocare piuttosto che fare la panchina, magari anche vincere qualche campionato in serie B da protagonista. Sicuramente mi darebbe più soddisfazione rispetto a fare il decimo in un roster della massima serie. Però non si sa mai, mai chiudere le porte in faccia a nessuno.

Ormai siamo ben oltre la metà del campionato, le squadre si sono affrontate tutte e anche Matera se l’è vista con le corazzate della categoria. Quale, secondo te, ha più chance di ottenere la promozione? Le squadre dell’Ovest saranno in grado di competere nei playoff con quelle dell’Est?

Premettendo che quest’anno il campionato è molto equilibrato, una squadra che mi ha colpito particolarmente è Roseto, che sta facendo veramente molto bene. Ha una squadra solida ed è coperta in tutti i ruoli, anche i giocatori che escono dalla panchina sono all’altezza. Secondo me, loro sono tra i favoriti. Poi c’è Brescia che ha un ottimo roster, che ormai da anni lotta per la promozione, ma vedo bene anche Treviso e Verona che sono due ottime squadre. Tra i due gironi, secondo me, la differenza non è tantissima. Ci sono ottime squadre anche a Ovest, ad esempio Agrigento che gioca benissimo e ha giocatori che si conoscono da diversi anni, o Scafati che ha pure un buon roster. Ma la sorpresa dell’Ovest è sicuramente Agropoli, che tra l’altro da neopromossa è arrivata alle Final Eight, grazie a due giocatori come Trasolini e Roderick che stanno veramente facendo la differenza, senza dimenticare però tutti gli altri. Saranno dei playoff molto interessanti, ma io adesso penso solo a salvarmi con Matera perché, se ci salviamo, sarà come aver vinto uno scudetto!

DICCI LA TUA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.