06/06/1946 – 06/06/2016: la National Basketball Association compie 70 anni!

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70 anni e non sentirli. La National Basketball Association festeggia il suo settimo decennio di vita oggi (una storia ripercorsa da una bellissima infografica), in ricordo di quel lontano 6 giugno 1946, quando a New York venne fondata sotto il nome di Basketball Association of America (BAA). La trasformazione nell’attuale NBA avvenne soltanto nell’autunno del 1949, dopo una fusione con la lega rivale, la National Basketball League (NBL). Il quartier generale, situato nell’Olympic Tower della Grande Mela, al 645 della Fifth Avenue, ha celebrato la sua creazione, mentre il Maple Leaf Garden di Toronto vide in essere la prima partita nella storia, tra Toronto Huskies e New York Knickerbockers, con la vittoria degli ospiti per 68-66. In un’annata in cui un biglietto per essere presenti alle Finals alla Oracle Arena costa in media 1.625 dollari, è curioso ricordare come allora bastasse essere più alti del giocatore dei canadesi George Nostrand, svettante a 2 metri e 3 centrimetri, per entrare gratuitamente al match, mentre i ticket normali variavano da un valore di 75 centesimi ad uno di 2 dollari e 50.

Le 11 squadre suddivise in due raggruppamenti di allora sono diventate 30 in sei Division e due Conference nell’attuale basket a stelle e strisce. Da 70 anni a questa parte, sono sopravvissute soltanto le franchigie di Boston Celtics, New York Knickerbockers, da cui deriva il Knicks abbreviato di oggi, e Philadelphia Warriors, oggi meglio noti come Golden State Warriors, mentre Chicago Stags, Cleveland Rebels, Detroit Falcons, Pittsburgh Ironmen, Providence Steamrollers, St. Louis Bombers, Toronto Huskies e Washington Capitals fanno parte delle 15 scomparse nella storia NBA, dopo aver disputato almeno una stagione, insieme con Baltimore Bullets, Denver Nuggets, nonostante la fuorviante omonimia con l’attuale formazione di Mile High City, Indianapolis Jets, Indianapolis Olympians, Sheboyang Red Skins e Waterloo Hawks. Tante franchigie hanno cambiato location, invece, nel corso di questi decenni, tra cui ricordiamo gli ultimi tre casi, dal 2000 ad oggi, dei Vancouver Grizzlies, oggi stanziati a Memphis, Charlotte Hornets, diventati New Orleans Hornets e poi Pelicans, salvo poi vedere la creazione di una nuova squadra nella città della Carolina del Nord un paio d’anni più tardi, e Seattle Supersonics, a tutt’oggi una delle leggendarie formazioni che più mancano al basket statunitense, pur tra i successi dei neonati Oklahoma City Thunder.

Vittorie che, comunque, non hanno fruttato loro il titolo quest’anno, dopo una serie pazzesca persa in sette partite contro i favoriti per l’anello, i Warriors. La franchigia nata nella città dell’amore fraterno e trasferitasi poi ad Oakland è la quinta più vincente di sempre, con 4 titoli, inseguendo San Antonio Spurs (5) e Chicago Bulls (6) come obiettivi presto raggiungibili, mentre restano nell’olimpo Los Angeles Lakers, ex Minneapolis Lakers, a quota 16 e Boston Celtics un gradino più in alto, con il record di 17 successi finali. In tanti aspettano ancora una prima volta, ma le attuali Charlotte Hornets, Denver Nuggets, Los Angeles Clippers, Memphis Grizzlies, Minnesota Timberwolves, New Orleans Pelicans e Toronto Raptors attendono anche di approdare ad una serie finale per assegnare il titolo. I Cavaliers sono gli sfidanti di Golden State alle Finals di quest’anno e sperano, invece, di mettere fine alla maledizione più tragica nella storia dello sport americano, con Cleveland che attende un titolo dal 1964, dopo ben 159 tentativi tra tutte le squadre presenti da allora nella città dell’Ohio.

Chi sono stati i più grandi protagonisti di questi primi 70 anni di NBA non è lecito definirlo soltanto guardando a numeri e statistiche, ma ci si può perdere ad analizzare i migliori marcatori di tutti i tempi, con Kareem Abdul-Jabbar ed i suoi 38.387 punti in carriera a condurre su tutti, oppure in una singola partita, con i 100 di Wilt Chamberlain a significare tripla cifra per l’unica volta nella storia, ma anche con gli 81 punti di Kobe Bryant nel 2006 contro Toronto ancora davanti agli occhi di tutti, soprattutto nell’anno del ritiro del Black Mamba dopo 20 anni di onorata carriera. A guidare in fatto di rimbalzi è lo stesso Chamberlain, con l’astronomica cifra di 23.924, negli assist il re incontrastato resta John Stockton (15.806), così come in termini di palle recuperate (3.265). Infine, il record di stoppate è di proprietà di Hakeem Olajuwon, capace di 3.830 magie simili in carriera. Si torna da Abdul-Jabbar per il maggior numero di titoli di MVP della regular season in carriera (6), con LeBron James unico papabile ad insidiarlo nel breve periodo, seppur fermo a quota 4. Colui che, con tutta probabilità, può essere considerato il miglior giocatore mai visto in questi 70 anni di National Basketball Association, ancora non è stato citato, però. Non sono i 30.1 punti a partita in carriera, miglior score di sempre, quanto piuttosto i 6 titoli di MVP delle Finals con altrettante affermazioni di squadra, a rendere Michael Jordan il più grande.

Sperando che, nei prossimi 70 anni, la NBA possa non perdere mai la sua meravigliosa voglia di sorprendere, stagione dopo stagione.

Infografica NBA 6 giugno - © 2016 www.stampaprint.net/it/
Infografica NBA 6 giugno – © 2016 www.stampaprint.net/it/

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