Con Radulijca, Dragic e Hickman quest’anno Milano può pensare in grande

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La stagione 2016/2017 di Serie A è ormai alle porte. Tutte le squadre sono già da tempo al lavoro per mettere a disposizione dei propri allenatori dei roster il più possibile adeguati per raggiungere gli obiettivi stagionali. Una delle formazioni più attive sul mercato fino ad oggi è stata proprio la squadra Campione d’Italia 2015/2016: l’Olimpia Milano, accompagnata anche quest’anno dal patron Giorgio Armani, ha mostrato fin da subito di avere le idee chiare su come muoversi, decisa a potenziare ulteriormente un roster che già nella passata stagione si presentava ad un livello nettamente superiore rispetto alle dirette rivali, per lo meno in Italia.
A poche settimane di distanza dall’inizio della preparazione atletica, il roster dell’EA7 sembra praticamente al completo e coach Jasmin Repesa può dirsi più che soddisfatto.

E’ arrivata qualche giorno fa anche la ciliegina sulla torta, un certo Ricky Hickman, vice campione d’Europa nella passata stagione con il Fenerbahce e vecchia conoscenza del campionato italiano con le maglie di Casale Monferrato e Pesaro. Con l’arrivo del playmaker americano (di passaporto georgiano), Repesa avrà l’imbarazzo della scelta in cabina di regia: Hickman, Kalnietis e Cinciarini, sebbene con caratteristiche diverse, garantiscono lucidità e affidabilità in qualsiasi momento della partita. Sarà compito dell’allenatore croato far giocare il play giusto al momento giusto, consapevole di avere sempre a disposizione, fra i tre, il giocatore adeguato.

Come detto, Hickman è solo l’ultimo arrivato in ordine di tempo. Ma quello che, sulla carta, è il miglior acquisto di questa sessione di mercato è Miroslav Radulijca. Il centrone serbo (213cm per 113kg), l’anno scorso al Panathinaikos (con buone cifre, sia in campionato che in Eurolega), ha rifiutato l’offerta dei Washington Wizards pur di approdare a Milano. Di certo le esperienze in NBA non gli mancavano, avendo giocato sia a Milwaukee che a Minnesota, ma questa sua scelta può essere un segnale delle aspettative che il giocatore ripone nella sua prossima stagione milanese. Buon segno per i tifosi dell’Olimpia, ma, se il bagaglio tecnico del giocatore è fuori discussione, ciò che desta maggiori preoccupazioni è l’aspetto caratteriale, da sempre punto debole di un giocatore potenzialmente dominante a livello europeo. In una squadra con tanti fuoriclasse, come sarà Milano, riuscirà a rendere al meglio senza creare troppi squilibri all’interno dello spogliatoio? Lo scopriremo. Certo è che Repesa e il suo staff avranno un bel da fare.

Oltre al mercato degli stranieri, l’EA7 è stata molto attenta anche al mercato di casa nostra, riuscendo a mettere sotto contratto alcuni dei giocatori italiani che meglio avevano fatto nella passata stagione: Pascolo, Abass e Fontecchio.
Davide Pascolo, lo scorso anno a Trento (13.4ppg, 6.4rpg, 15.8val), è uno che ormai non ha più bisogno di presentazioni nel panorama cestistico nazionale. Nei suoi anni in Trentino (durante i quali ha ottenuto sia la promozione in LegaDue che quella in Serie A) ha seguito un percorso di crescita esponenziale, riuscendo, nella passata stagione, ad essere incluso nel primo miglior quintetto dell’Eurocup. Giocatore atipico, “Dada” fa dell’intensità e dell’intelligenza cestistica le sue armi migliori. Quest’anno però gli spetta un ruolo molto diverso da quello che ha ricoperto negli ultimi anni con coach Buscaglia. A Trento infatti era uno dei principali terminali offensivi della squadra e spesso autentico trascinatore dei suoi; a Milano invece sarà uno dei tanti e dovrà, prima di tutto, conquistarsi la fiducia dell’allenatore e dei suoi compagni. Dalla sua ci sono proprio quelle caratteristiche che lo distinguono come giocatore, non rintracciabili in nessuno degli altri lunghi a disposizione di coach Repesa. La prossima stagione potrebbe essere, per Pascolo, quella della definitiva consacrazione nel basket europeo. L’aver scelto Milano dimostra quanto il giocatore abbia ancora voglia di migliorarsi e, confrontandosi ogni giorno con giocatori del calibro di Gentile, Sanders e compagnia, avrà sicuramente tante motivazioni per farlo.

Awudu Abass, autore di un’ottima stagione a Cantù (13.1ppg, 5.8rpg, 14.1val), ha dimostrato nel corso degli ultimi anni di essere maturato cestisticamente e ora sembra pronto per fare il definitivo salto di qualità. Forte fisicamente e dotato di un’ottima tecnica, Abass entra quasi in punta di piedi in un roster di altissimo livello, consapevole che, per lo meno ad inizio stagione, il suo minutaggio non sarà altissimo, soprattutto in Europa. Ma il potenziale di questo ragazzo è enorme; il supporto di Gentile sarà fondamentale per farlo crescere ulteriormente e fare in modo che tra qualche anno diventi un giocatore da quintetto per Milano, sia in Italia che in Europa.
Simone Fontecchio, della serie giovani e talentuosi, viene da una sorprendente stagione alla Virtus Bologna, almeno dal punto di vista personale (9.2ppg, 3.6rpg, 7.2val). In pochi si aspettavano un tale exploit da parte di questo ragazzo, anche se erano indubbie le sua qualità tecniche. Dotato di un grande atletismo e di una forte personalità, Simone ha fatto forse la scelta più importante della sua carriera. Rinunciare a un minutaggio importante ma avere la possibilità di allenarsi tutti i giorni con dei campioni come quelli di Milano, è stata la scelta giusta? Ognuno ha il suo punto di vista a riguardo. Speriamo solo che l’ex virtussino non venga dimenticato in fondo alla panchina per tutta la stagione.

Milano ha fatto parlare di sé non solo riguardo al mercato in entrata, ma anche per quello in uscita. Infatti l’addio a Bruno Cerella è stato uno dei più dolorosi per i tifosi nella storia recente dell’Olimpia. Nessuno, nemmeno lui, si aspettava di essere tagliato fuori dal progetto tecnico della squadra, considerando quanto di buono aveva fatto durante le sue stagioni in maglia EA7. Di certo non era un giocatore in grado di vincere le partite da solo, non aveva il talento del fuoriclasse, ma la sua aggressività difensiva e la sua determinazione hanno fatto spesso spostare gli equilibri di tante partite. Poi Bruno era uno che non si lamentava mai, sarebbe stato disposto anche quest’anno a fare l’undicesimo o il dodicesimo senza fiatare (come aveva anche dichiarato lui stesso). E avrebbe fatto comodo a Repesa, in una squadra con così tante “prime donne”, avere in panchina uno come Cerella, silenzioso ma spesso decisivo.

Gente che va (controvoglia), gente che rimane (controvoglia?). Potrebbe essere il caso del capitano dell’Olimpia: Alessandro Gentile. E’ rimasto perché voleva rimanere o perché non è arrivata nessuna offerta soddisfacente, soprattutto d’oltreoceano? Questo lo sa solo lui, ma non è un dettaglio. Perché se hai in squadra un giocatore col carisma e la personalità di Gentile, devi inevitabilmente “giocare per lui” o comunque fare in modo che sia il fulcro del tuo gioco. Ma se Gentile considera ormai finito, o quasi, il suo corso a Milano, quanto potrà incidere ciò sulle sue prestazioni e su quelle di tutta la squadra? Inoltre, un’estate non proprio felice causa Pre Olimpico e la manifesta volontà di approdare ai Rockets, quanto potranno incidere nel rapporto tra Ale e i suoi tifosi? Probabilmente sarà proprio questo il punto cardine della stagione dell’Olimpia. Se Gentile si sentirà parte del gruppo, i tifosi dell’Olimpia possono già iniziare a sognare; altrimenti, addio sogni di gloria.

In ogni caso, il roster risulta essere completo, considerando anche l’approdo a Milano di Zoran Dragic, passato un po’ sottobanco a causa dei tanti nuovi giocatori che sono arrivati dopo di lui. Lo scorso anno al Khimki, con cui ha giocato anche in Eurolega, Zoran vanta anche un passato in NBA. Insieme a Simon potrà formare un coppia di tiratori da fare invidia a qualsiasi squadra in Europa.

Ipotizzando un quintetto con Hickman, Simon, Gentile, Sanders e Radulijca e in panchina Kalnietis, Cinciarini, Dragic, Abass, Fontecchio, Pascolo e McLean, lasciando fuori Macvan (uno straniero dovrà essere tenuto fuori in campionato) e il giovane La Torre, oltre ad essere una squadra dominante in Italia, potenzialmente è in grado di confrontarsi alla pari con qualsiasi altra corazzata europea.
C’è da tenere ben presente però che il potenziale è una cosa e il vero valore espresso in campo è un’altra. Tecnicamente questa squadra non ha nulla da invidiare a nessuno, è coperta in tutti ruoli, può alternare 12 giocatori di primissimo livello per mantenere alta l’intensità e la concentrazione durante tutta la prossima lunghissima stagione (cosa espressamente chiesta da Repesa). È evidente che i giocatori più esperti e che meglio conoscono l’ambiente milanese avranno un ruolo fondamentale nella formazione e nella crescita di un gruppo che può far davvero sognare i suoi tifosi. Ma d’altro canto è ovvio il grande lavoro che il coach dovrà fare per “assemblare” così tanto talento ed è bene che inizi già a pensare alle gerarchie e ai ruoli da affidare ad ognuno dei suoi ragazzi.

Poi se Andrea Bargnani dovesse decidere di abbassare le sue pretese economiche ed accettare la corte di Armani…

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