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Il bronzo di Rio 2016 suggella la dinastia di Spagna: quale futuro attende la nazionale iberica?

Qualcuno dirà che gli dei del basket sono stati crudeli a togliere, nei secondi finali, la medaglia di bronzo dal collo di una straordinaria Australia, per altro a causa un di fallo alquanto discutibile fischiato all’eroico Patty Mills. Qualcun altro dirà, invece, che sono stati fin troppo benevoli nel concedere un’ultima gloria alla dinastia reale di Spagna, negli ultimi 10 anni capace di vincere tre titoli europei, arrivando due volte seconda ed una volta terza, un titolo mondiale ed arrivando a due argenti olimpici a Pechino e Londra, prima di questo terzo posto. Il degno saluto ad una delle nazionali più forti di sempre.

Bronzo per la Spagna a Rio 2016 - © 2016 twitter.com/FIBA

Bronzo per la Spagna a Rio 2016 – © 2016 twitter.com/FIBA

Pau Gasol è stato il magnifico condottiero di questa generazione di fenomeni, miglior giocatore nei vincenti Europei del 2009 (18.7 punti e 8.3 rimbalzi di media) e del 2015 (25.6 punti e 8.8 rimbalzi), oltre che, soprattutto, del mondiale del 2006 (21.3 punti e 9.4 rimbalzi), e con tutta probabilità darà l’addio alla nazionale: “Sono orgoglioso di essere parte di questo gruppo di amici, che non molla mai e cresce nelle avversità. Sono davvero felice di aver vinto un’altra medaglia“. Questo bronzo ha arricchito la sua bacheca personale del decimo sigillo, nell’ennesimo torneo giocato su altissimi livelli. I suoi 19.5 punti e 8.9 rimbalzi sono stati decisivi per superare le avversità delle prime due sconfitte nel girone contro Croazia e Brasile, ritrovare l’alchimia di squadra ed uscire sconfitti soltanto contro team USA in una semifinale comunque combattuta. L’ultima partita di Pau con la camiseta spagnola potrebbe essere ricordata con una prestazione da 31 punti e 11 rimbalzi ed un bronzo olimpico. Il ritiro arriverà anche per Juan Carlos Navarro, miglior giocatore nell’europeo del 2011, quando segnò 27 punti e smazzò 5 assist in finale contro la Francia, ed unico nazionale spagnolo di sempre a giocare in cinque Olimpiadi diverse. Le sue parole, dopo la partita d’addio, sono state al veleno verso chi aveva polemizzato sulla scelte per Rio di coach Sergio Scariolo:

“Non so chi lascerà, c’è l’idea che un ciclo si stia chiudendo. Qualcuno non voleva vedermi qui, ma ora devono chiudere la bocca su di me e su molti altri.”

Anche per Felipe Reyes è stato l’ultimo ballo con la maglia della nazionale spagnola. Lo storico capitano del Real Madrid è l’unico, insieme a Gasol, ad essersi messo al collo 10 medaglie in questi anni di straordinari successi. Cosa resterà, dunque, alla Spagna dopo l’addio di questi tre storici gladiatori? A cui potrebbe aggiungersi, per altro, anche quello di José Calderon, scarsamente impiegato durante questo torneo olimpico. Sergio Rodriguez, decisivo con i due liberi della vittoria contro i Boomers, insieme a Rudy Fernandez guiderà un gruppo di livello assoluto, che proverà ad emulare le imprese dei suoi predecessori. Sergio Llull e Ricky Rubio hanno esperienza a sufficienza per aiutare a dovere El Chacho a completare il backcourt, mentre Alex Abrines, alle spalle di Rudy, è un talento su cui fare affidamento tra le ali piccole. Da 4, con il ritiro di Reyes, ci sarà più spazio per Victor Claver e Nikola Mirotic, senza dimenticare l’altro naturalizzato spagnolo Serge Ibaka, assente a Rio (è possibile convocare solamente uno tra lui e Mirotic essendo entrambi naturalizzati). Nel ruolo più delicato da sostituire, quello di Pau Gasol, la sicurezza è il fratello Marc, sperando che rientri a dovere dal grave infortunio al piede, mentre la speranza più grande si chiama Willy Hernangomez. Il classe ’94 volerà in NBA per giocare con i Knicks l’anno prossimo e ha mostrato sprazzi di grande basket nel corso del torneo olimpico.

La Spagna resterà ancora per lungo tempo una nazionale quanto mai pericolosa da affrontare. Le vittorie da leggenda di Gasol, Navarro, Reyes e compagni hanno scritto la storia sportiva di un Paese, la cui “mentalità nel mondo del basket è cambiata per sempre” come ha affermato Scariolo dopo aver conquistato il bronzo. ¡Viva España!

 

3 commenti

  1. Emanuele

    26 agosto 2016 at 20:45

    Per me sono finiti.
    Tolto Gasol perdono il 50% della squadra.

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    • Fabio Venturin

      29 agosto 2016 at 09:34

      In effetti senza di lui perdono gran parte del loro potenziale. Anche perché mentre Navarro e Reyes, con Abrines e Hernangomez possono rimpiazzarli, Pau non è assolutamente sostituibile.
      Però è inevitabile che prima o poi ci debba essere un ricambio e credo che per la Spagna sia arrivato il momento di farlo.

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    • Riccardo

      24 settembre 2016 at 16:41

      Per me la Spagna potrà restare magari anche competitiva, ma non sarà più lo squadrone impattibile a livello europeo che è stata finora.

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