La “r-evolution” del basket raccontata da Flavio Tranquillo

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Per molti di noi (quasi tutti probabilmente) i nomi Bob Douglas, Kenny Sailors, Jack Molinas, Earl Strom e Pete Newell dicono poco o niente e forse non li abbiamo neanche mai sentiti. Non è una cosa di cui vergognarsi in quanto le loro storie non sono così conosciute (a parte quella di Newell, la più recente cronologicamente almeno), ma sono delle storie veramente importanti per la Basketball r-evolution.
Cinque uomini che sono stati dei rivoluzionari del Gioco negli Stati Uniti e hanno cambiato per sempre questo sport che tutti noi amiamo così tanto. Flavio Tranquillo con la solita dovizia di particolari e maestria nel snocciolarli, li racconta a nostro beneficio, ripercorrendo le loro vite e le loro storie tutte molto diverse, ma legate da una cosa: il Basket.

In questo magnifico libro edito da Baldini&Castoldi Tranquillo parte dalla fine del 1800 arrivando praticamente fino ai giorni nostri, con 5 storie differenti ma tutte magnetiche e importantissime. Le leggendarie imprese di Bob Douglas e degli Harlem Rens quando il basket non era ancora praticamente considerato e si giocava in delle sale da ballo durante gli intervalli dei concerti, il tutto in un periodo storico in cui il razzismo era dilagante. La rivoluzione del tiro operata da Kenny Sailors, il primo a tirare in sospensione fin da ragazzo per necessità, una rivoluzione talmente epocale che inizialmente è stata osteggiata anche dai suoi allenatori. La controversa figura di Jack Molinas, giocatore dal talento ammorbante ma attirato in modo spasmodico dalle scommesse e dalla malavita (morto per un regolamento di conti interno alla Mafia statunitense). La personalità senza limiti di Earl Strom, l’arbitro tutto d’un pezzo in un’epoca dove gli scontri fisici con i tifosi scontenti era all’ordine del giorno. E infine il genio tattico di Pete Newell, un coach visionario che 60 anni fa parlava di concetti che sarebbero stati messi in atto solo ai giorni nostri (Knight, Winter, Jackson, Brown, Popovich hanno tutti preso qualcosa da lui).

5 storie vere, raccontate magistralmente, che spiegano il cambiamento, dentro e fuori dal campo, di un secolo degli Stati Uniti; momenti significativi non solo per il basket ma per lo sport in generale.
Un libro che scorre veloce e leggero e che permette al lettore di entrare direttamente all’interno della narrazione e della storia, un modo, anche, per imparare qualcosa di nuovo che difficilmente si riesce a trovare altrove (soprattutto raccontato così).
Un libro per

“capire come da una fattoria del Wyoming si possa tracciare una linea che arriva dritta agli Splash Brothers e agli altri grandi tiratori di oggi. Come una sala da ballo di Harlem abbia aiutato un intero popolo a trovare dignità. Come giudicare gli arbitri sia infinitamente più facile che essere giudicati da loro. Come il male delle scommesse facesse parte dello sport anche in passato. Come la parola “genio” sia abusata parlando di allenatori e come, chi lo è stato effettivamente non ha poi ricevuto il trattamento che avrebbe meritato.”

Buona lettura!

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