Rio 2016: Usa super favoriti, Spagna, Serbia e Argentina per l’argento

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Usa Basketball 2016 - Stopframe Youtube

Sabato scatta il torneo olimpico di Rio 2016, una manifestazione sempre interessante, certamente la ciliegina sulla torta della carriera di qualsiasi giocatore. Peccato non ci sia l’Italia, che ha fallito la conquista del pass nel Preolimpico giocato a Torino, ma il mini campionato che scatta sabato alle 19.15 ora italiana merita comunque attenzione. Inevitabilmente gli Stati Uniti partono strafavoriti per l’oro nonostante i forfait di James, Curry, Harden, Westbrook, Paul, Leonard e compagnia, e sarebbe il terzo di fila con coach Krzyzewski. Sarà interessante capire chi li metterà più in difficoltà e chi riuscirà a garantirsi un posto in finale tra le varie Spagna, Serbia, Francia e Argentina.

Gruppo A

Inutile girarci attorno: Team USA andrà fino alla medaglia d’oro teoricamente senza intoppi e sarà il terzo consecutivo dopo Pechino 2008, quello della rinascita, e dopo Londra 2012, quello della conferma. In mezzo la nazionale di coach K ha conquistato anche due titoli Mondiali, 2010 e 2014, e si presenta a Rio con una squadra con tantissimo talento nonostante i vari rifiuti, su tutti quelli di Stephen Curry e LeBron James. Ci sono però Kevin Durant, l’uomo dell’estate per il suo passaggio ai Warriors, Kyrie Irving, campione NBA coi Cavs e autore del tiro decisivo in gara 7 e Mvp ai Mondiali di Spagna, più il leader carismatico Carmelo Anthony che va a caccia del terzo oro olimpico, Klay Thompson, Draymond Green e tutti gli altri. Mike Krzyzewski al termine dei giochi dirà addio e lascerà la selezione a Gregg Popovich: superfluo dire che vorrà salutare con la medaglia più preziosa.

Francia e Serbia vengono invece dal Preolimpico, da Manila e Belgrado rispettivamente, dopo un Europeo 2015 dominato all’inizio ma chiusosi a sorpresa in semifinale. I Bleus cercano una medaglia che manca dall’argento di Sydney 2000 e permettere ai vari Parker, Diaw, Gelabale e Pietrus di chiudere la loro carriera internazionale al meglio. Servirà l’apporto dei vari Batum e De Colo, quest’ultimo reduce da un’annata clamorosa col Cska Mosca e proseguita a Manila, più Lauvergne e soprattutto Rudy Gobert. La selezione di Sasha Djordjevic aveva impressionato tutti ai Mondiali 2014 dove perse solo la finale con gli americani mentre lo scorso anno si suicidò in semifinale con la Lituania: al Preolimpico ha dominato, sfruttando il talento cristallino di Teodosic e Bogdanovic, e scoprendo le doti del centro Jokic, vera rivelazione della scorsa stagione a Denver. A dare una mano i duttili Jovic, Markovic e Kalinic, più il big men neo milanese Raduljica. La squadra è legata alle lune di Teodosic: servirà il miglior Milos per vincere una medaglia che manca dall’argento di Atlanta ’96.

Si giocheranno il quarto e ultimo posto disponibile per i quarti di finale Australia, Venezuela e Cina. Gli asiatici sembrano destinati al ruolo di fanalino di coda nonostante i centimetri e il talento di Yi Jianlian, 6a scelta assoluta al Draft 2007 per i Bucks, e il prospetto Zhou Qi, chiamato dai Rockets al Draft 2016. I Boomers hanno un mix di esperienza e talento, pur con le assenze degli ultimi gioielli Dante Exum e soprattutto Ben Simmons: possono contare su due big men veri come Bogut e Aaron Baynes, hanno l’esperienza dell’ex virtussino David Andersen e tre giocatori importanti come Patty Mills, Matt Dellavedova, reduce dalla firma della vita coi Bucks, e Joe Ingles. Il Venezuela è la mina vagante: ha sorpreso tutti nel 2015 vincendo il torneo sudamericano battendo il Canada di Wiggins e Olynyk in semifinale e poi l’Argentina di Scola in finale. La ‘Vinotinto’ del ‘Che’ Garcia è senza Greivis Vazquez, fresco di contratto coi Nets, ma è un gruppo unito arroccato attorno al playmaker Gregory Vargas, nell’ultima stagione in Israele col Maccabi Haifa (14+5+6 di media).

Gruppo B

Decisamente più equilibrato e tosto il girone B. Va subito detto che, per ragioni di accoppiamento nella fase ad eliminazione diretta, non è escluso che le squadre facciano qualche calcolo per stare dal lato opposto del tabellone rispetto a Team USA: per evitare gli americani fino alla finale bisogna vincere il girone o chiudere terzi. Sulla carta la Spagna campione d’Europa, oltre che argento a Pechino e Londra, è la favorita del gruppo con gli onnipresenti Pau Gasol, Navarro e Calderon, più i vari Rodriguez, Llull, Fernandez, Mirotic, il rientrante Rubio e il neo Thunder Abrines. Le Furie Rosse dovranno vedersela con l’eterna Argentina della ‘Generacion Dorada’, quella di Ginobili, Scola, Nocioni, più il rientrante Delfino, reduce da due anni ai box per infortunio. Curiosità per rivedere all’opera il piccolo Campazzo e il tuttofare Laprovittola, e per osservare l’esterno Brussino e l’ala Garino, a Mavs e Spurs il prossimo anno rispettivamente. Per la ‘Seleccion’ è l’ultimo tango e vorranno quella medaglia che a Londra la Russia gli strappò nella finalina.

La Lituania riparte dal sorprendente argento di Euro 2015 ed è una selezione contro cui non va mai abbassata la guardia. A proposito di guardie, il reparto si affida ai soliti Kalnietis e Seibutis, letali se in giornata ma non sempre in ritmo, mentre ci sono chili e centimetri in abbondanza con Valanciunas, Jankunas, l’eterno Javtokas e il baby Domantas Sabonis. Riflettori anche su Kuzminskas, l’ala che il prossimo anno vestirà la casacca dei Knicks. Non va sottovalutata la Croazia, la squadra che ha impedito all’Italia di volare a Rio. La nazionale di Petrovic non è lunghissima ma ha dei leader designati come il milanese Simon, il neo Sixer Dario Saric e l’uomo dei tiri pesanti, Bojan Bogdanovic; al loro fianco il talento di Hezonja e l’esperienza di Ukic e Stipcevic. Dovrebbe bastare per passare il turno.

Dovrà lottare per accedere ai quarti il Brasile padrone di casa, la formazione più attesa assieme a Team USA. La selezione di coach Magnano, visto a Varese dopo aver portato l’Argentino all’oro ad Atene 2004, non avrà Varejao e Tiago Splitter ma la batteria di lunghi è comunque importante con Nenè, Felicio dei Bulls, e il giovane Lima; sugli esterni l’estro di Huertas e la velocità di Neto, per i punti ci si affiderà al rinato Leandrinho Barbosa e a Marquinhos. Non sembra avere troppe speranze la Nigeria: i campioni di Afrobasket sono senza Aminu, Ezeli, Udoh e Mbakwe, hanno il solito enorme potenziale fisico-atletico con l’ex sassarese Shane Lawal, Alade Aminu e Ike Diogu, mentre sugli esterni si affideranno a Josh Akognon, visto nell’ultimo anno a Sassari, all’esperto Ebi Ere, 35 anni e con una lunga militanza anche in serie A, e a Michael Gbinije, scelto all’ultimo Draft dai Pistons dopo un torneo NCAA da protagonista con Syracuse.

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