Supercoppa Italiana Makron 2016: tutto il meglio delle semifinali

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Supercoppa Italiana 2016
Supercoppa Italiana 2016

Reggio Emilia per confermare il titolo dell’anno passato, Avellino, Cremona e Milano per una storica prima volta. I fari del basket italiano sono puntati sul Mediolanum Forum di Milano, per assegnare il primo titolo stagionale. L’attenzione è focalizzata sui campioni d’Italia in carica, che hanno perso le ultime due finali di Supercoppa (tre in totale con quella del 1996), ma non è inferiore la voglia di vincere per le altre tre formazioni, in cerca di un nuovo trofeo da inserire in bacheca o, nel caso della Grissin Bon, una finale scudetto persa da dimenticare.

SIDIGAS AVELLINO – GRISSIN BON REGGIO EMILIA 74-72

Primo quarto scoppiettante, con un pubblico caldissimo da entrambe le parti e pochi errori al tiro. Riccardo Cervi e Pietro Aradori la fanno da padrone da una parte, anche se la giocata del quarto è la stoppata di un ottimo Achille Polonara su Adonis Thomas. Per Avellino è Retin Obasohan a martellare il canestro avversario senza errori dal campo, e tiene i suoi dentro al match. Si accende Maarten Leunen, ma Amedeo Della Valle con un paio di penetrazioni spinge avanti i suoi al termine dei primi dieci minuti. Nel secondo quarto si raffreddano le percentuali, ma la Sidigas sembra avere lo spirito giusto, guidata da uno scatenato Joe Ragland. L’ex di Cantù e Milano inventa basket in solitaria e con un paio di sfiziosi assist, ma Della Valle suona la carica e rinvigorisce l’assopito attacco della Grissin Bon. La partita ritrova due protagonisti allo spettacolo: per gli irpini Thomas fa la parte del leone sotto canestro, mentre Polonara con 7 punti, 3 rimbalzi e 3 palle rubate unisce quantità e qualità. All’intervallo è 41-40 Reggio Emilia.

Joe Ragland festeggiato dai compagni della Sidigas Avellino
Joe Ragland festeggiato dai compagni della Sidigas Avellino

Aradori e Polonara da una parte, Thomas, che vanta una breve esperienza NBA, ed Obasohan, belga classe ’93, dall’altra sono i primi a raggiungere la doppia cifra. La Reggiana esce con la carica giusta dagli spogliatoi e prova a lanciare la fuga, sfruttando le tante imprecisioni di Avellino ed arrivando in prossimità della doppia cifra di scarto. La Sidigas è bloccata offensivamente, almeno finché Levi Randolph e un indiavolato Thomas non trovano il modo di limitare le palle perse e mettere punti a tabellone nel pitturato. Entrambe le squadre tirano male da oltre l’arco, ampiamente sotto il 30% al termine del terzo quarto, ma per Reggio Emilia c’è più precisione da due, con il 5/5 di Della Valle in evidenza. Randolph guida i suoi al possesso di distanza, ma Delroy James saluta il suo ingresso a tabellino con un paio di canestri dal repertorio già visto nei suoi anni a Brindisi. La Grissin Bon sale per numero di palle perse e scende in intensità, permettendo a Ragland di pareggiare il match a quota 65. Polonara fa esplodere il palazzetto stoppando Ragland, ma gli arbitri danno giustamente canestro valido, prima che lo stesso numero 6 segni una fondamentale tripla. Il play di Avellino, però, continua il suo show con un gioco da tre punti a lanciare avanti la Sidigas. Thomas, a 2 secondi dal termine, commette fallo su Polonara, eccezionale nel 2/2 che regala il 72-71. L’atto finale, però, se lo prende Avellino: Ragland, 18 punti, 5 rimbalzi e 4 assist allo scadere segna un canestro di puro talento ed il 74-72 premia la Sidigas.

OLIMPIA MILANO – VANOLI CREMONA 109-87

Il pubblico c’è, ma non infiamma il parquet come nella prima semifinale, in un Forum comunque lontano da quello delle grandi occasioni. Le nuovi armi nell’arsenale meneghino si danno subito da fare, Davide Pascolo a rimbalzo e Miroslav Raduljica a dettar legge sotto canestro con ganci letali. Elston Turner è una sentenza da oltre l’arco e raggiunge la doppia cifra in un amen, ma Kruno Simon risponde presente e l’Olimpia resta avanti nel punteggio. Coach Jasmin Repesa si sbraccia per sistemare i meccanismi, ma nulla può contro il ciclone Turner. Richard Hickman prima, Zoran Dragic poi e l’Olimpia si prende un minimo margine, con Jamel McLean fondamentale sui due lati del campo. Cremona deve centrare il 75% delle triple tentate per non perdere contatto nei primi dieci minuti. I canestri di Rakim Sanders portano Milano sulle spalle, mentre per la Vanoli Fabio Mian e Gabe York dimostrano che non si vive di solo Turner. Hickman conduce le operazioni offensive con una saggezza insolita per la squadra, ma il 10/14 da tre punti con cui Cremona approccia il quarto d’ora spaventa il Forum. I padroni di casa chiudono le porte in difesa e tornano a contatto, ma l’imprecisione in lunetta lascia qualche punto di vantaggio a Cremona, avanti 52-50 all’intervallo.

Le squadre di Olimpia Milano e Vanoli Cremona sul parquet per l'inno nazionale
Le squadre di Olimpia Milano e Vanoli Cremona sul parquet per l’inno nazionale

Milano esce dagli spogliatoi lucida e combattiva, mentre gli ospiti perdono lo slancio offensivo del primo tempo e restano indietro nel punteggio. Simon colpisce da ogni posizione del campo e, con la collaborazione di un Dragic tuttofare in attacco l’Olimpia piazza un parziale mortifero di 20-2, ammutolendo gli avversari. Nonostante gli sforzi, anche in difesa, dello scatenato sloveno, la Vanoli costruisce un mini parziale in suo favore, fermato dal chirurgico Pascolo. Alessandro Gentile fatica a trovare fluidità al tiro, ma, al confronto di Cremona (3/8 da due e 0/5 da tre nel quarto), i problemi del classe ’92 passano in secondo piano. Avanti di 16 dopo mezz’ora di gioco, Milano si gode Pascolo e Sanders, che salgono in doppia cifra (con 7 rimbalzi per l’ex Trento), oltre ai 10 assist complessivi tra Hickman e Mantas Kalnietis. L’inchiodata dell’ex Sassari chiude i conti anche psicologicamente. In un quarto periodo che scivola via, c’è tempo per qualche bella giocata di Raphael Gaspardo. L’Olimpia Milano si prende di forza la finale contro Avellino, remake di quella di Coppa Italia. Cremona esce sconfitta nettamente per 87-109 e dovrà ripartire dal magico primo tempo vissuto oggi.

In ogni caso, in questa Supercoppa, domani sera dalle 18.15, si racconterà una prima volta.

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