Serie A: Capo d’Orlando è la prima grande sorpresa

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Capo d'Orlando - © 2016 instagram.com/tommylaq
Capo d’Orlando – © 2016 instagram.com/tommylaq

Tante volte ad inizio stagione si fanno previsioni, cercando di individuare chi possa essere la squadra da battere e chi invece sarà costretta a limitare i danni. Capo d’Orlando rientrava proprio in quest’ultima cerchia, tra quelle squadre che dovevano e dovranno dare il massimo, consapevoli che il massimo potrebbe anche non bastare.

Partendo da queste premesse, i ragazzi di coach Di Carlo erano pronti ad affrontare una stagione che ovviamente si presentava difficile, senza però partire già sconfitti. Ma si sa, le difficoltà non vengono mai sole. L’unica cosa che chiedevano a CdO ad inizio stagione era quella di avere la possibilità di giocarsi ogni partita alla pari con le altre squadre, così che il migliore potesse prevalere. Così non è stato però. Infatti fin dalla prima giornata, i siciliani sono stati tartassati da una serie infinita di infortuni: prima Diener, che anche quando ha giocato non era assolutamente al meglio; poi il capitano Nicevic, che sta ancora recuperando da una lesione al tendine d’Achille; poi ancora Berzins e Perl, che hanno riportato infortuni più o meno gravi, costringendo la società a monitorare il mercato dei free agents.

Tante squadre, dopo tutti questi eventi negativi e considerando anche che la situazione di partenza non era delle migliori, si sarebbero abbattute, consapevoli di avere una giustificazione più che accettabile ad una eventuale carenza di risultati. Ma questo pensiero non è mai minimamente passato per la testa né della società, né dello staff, né tanto meno in quella dei giocatori di CdO, sempre pronti a dare tutto in campo senza mai cercare una scusante. Ogni domenica infatti Capo d’Orlando è scesa in campo con la determinazione, la voglia di fare bene, di lottare su ogni pallone che contraddistingue una vera squadra da un insieme di giocatori che indossa la stessa maglia.

Al momento, dopo sei giornate, l’Orlandina ha sei punti, e ha già affrontato alcune delle formazioni più attrezzate della categoria, come Milano, Venezia e Trento. Tanti tifosi, se non tutti, avrebbero firmato per un risultato del genere a questo punto della stagione, considerando anche che all’ultimo turno è arrivata una vittoria che potrebbe pesare tantissimo in ottica salvezza. Capo d’Orlando ha infatti espugnato all’overtime il palazzetto di Brescia con una prova a dir poco stoica. Solo sei giocatori scesi in campo (più pochi minuti del giovane Galipò), di cui quattro con un minutaggio superiore ai 35 minuti, tirando con quasi il 52% da tre punti, trascinati da Bruno Fitipaldo, uno che era arrivato in Italia in estate tra lo scetticismo generale degli addetti ai lavori: per lui 33 punti in 45 minuti tirando con 10/14 dal campo, 9 falli subiti e 10 assist, per un totale di 44 di valutazione. Il commento a fine partita di coach Di Carlo riassume al meglio lo spirito della sua squadra: “Questa sera abbiamo dato dimostrazione di essere un grande gruppo, tenace, determinato ed intenzionato a non soccombere in nessuna situazione“.

Ed è forse proprio questa la cosa più bella che ci ha insegnato questo primo scorcio di stagione: il denaro può acquistare il talento, ma non può nulla riguardo lo spirito di squadra, il sentirsi parte di un progetto comune, di remare tutti nella stessa direzione. Sono tutte cose queste, che si coltivano giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento e finché non inizia la stagione sono fattori impossibili da decifrare. A Capo d’Orlando quest’anno, a discapito di un mercato non proprio in linea con le aspettative, hanno qualcosa che vale molto di più: un gruppo di uomini veri pronto a mettere in campo anima e cuore pur di onorare i colori dell’Orlandina.

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