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International love: il ballo dei rookie d’Europa in NBA

Dario Saric - © 2017 twitter.com/Sixers

Dario Saric – © 2017 twitter.com/Sixers

Sono stati ben 26 i giocatori internazionali scelti all’interno del Draft 2016, un record di sempre per la NBA. Se a questi si aggiungono quelli che sono sbarcati negli USA per il grande passo dopo essere stati scelti in passato abbiamo un’ulteriore dimostrazione di quanto il basket a stelle e strisce sia sempre più votato ad una dimensione globale. Particolarmente interessante per le nostre vicende nazionali sono gli scenari che interessano i giocatori in arrivo oltreoceano dal Vecchio Continente.

CROAZIA

Dario Saric e Dragan Bender sono due rookie agli antipodi. Il primo, 12° scelta assoluta al Draft del 2014, è rimasto incerto sul proprio futuro oltreoceano fino alla scorsa estate. “Hanno detto che non sarebbe mai arrivato, ma Dario è qui e sta facendo grandissime cose per la squadra“, ha detto Joel Embiid, leader dei Sixers in rampa di lancio verso un futuro di successo. Philadelphia ha un record di 8-3 dal 30 dicembre scorso e Saric nel periodo ha tenuto medie di 11 punti e 6.7 rimbalzi, salvo poi spegnersi con le ultime due pessime performance contro Blazers e Hawks, in cui ha raccolto 6 punti e 10 rimbalzi totali, tirando 2/22 dal campo. Pur essendo tra i migliori rookie di quest’anno, forse soltanto alle spalle dello stesso Embiid e di Malcom Brogdon dei Bucks, con medie di tutto rispetto in nemmeno 24 minuti d’impiego (9.4 punti e 5.9 rimbalzi), sono tanti gli aspetti ancora da migliorare per il nativo da Sebenico. Tanto per cominciare le percentuali al tiro, sia dal campo (37%) sia da oltre l’arco (34.8%), passando poi ad un net rating di -9.2, sintomo delle tante difficoltà vissute in attacco (96.9 punti ogni 100 possessi) e di una difesa rivedibile (106.1 subiti ogni 100 possessi). Bender, invece, è stato fortemente voluto dai Suns, che su di lui hanno scommesso la quarta scelta dello scorso Draft. Eppure il suo impiego, finora, è stato ridotto ad appena 12 minuti di media. Difensivamente ha mostrato di poter tenere contro avversari più piccoli di statura grazie ad un movimento di piedi magistrale e di poter nello stesso tempo proteggere il ferro con efficacia, come dimostrano i 2.1 rimbalzi e 0.5 stoppate quando è stato impiegato. Meno efficace, invece, nella metà campo offensiva, in particolare al tiro, con una percentuale reale ferma al 47.7%, e molto propenso alla palla persa, a quota 0.7 di media.

LITUANIA

Due nomi interessanti nel sempre ricco panorama lituano hanno fatto il loro ingresso in NBA con diverse aspirazioni. Domantas Sabonis è entrato all’interno della trade che ha portato Serge Ibaka ad Orlando e Victor Oladipo con lui ai Thunder, che lo hanno tenuto d’occhio molto da vicino salvo poi afferrarlo con la scelta numero 11 ottenuta dai Magic. Il figlio del leggendario Arvydas ha avuto un discreto impatto nei 21 minuti di media in cui è stato impiegato, ma è andato appena 7 volte oltre la doppia cifra al termine. Non perché abbia cattive percentuali, anzi tiene il 42% dal campo ed il 36% da tre punti, quanto più perché spesso non ha mostrato gli attributi, tenendosi ad appena 5.8 tentativi a partita. Con statistiche accessorie di scarso rilievo (3.4 rimbalzi e 1.2 assist) se non troverà il coraggio ed il carattere giusto rischia di trascorrere sempre più tempo in panchina. Al contrario Mindaugas Kuzmiskas è un ragazzo arrivato senza particolari hype dall’Europa, a 27 anni compiuti, e ha inizialmente fatto storcere il naso ai tifosi dei Knicks. Ad oggi, però, pur con un contributo limitato a 6 punti in nemmeno 14 minuti a partita, ha dimostrato di essere un giocatore sempre pronto a stupire, che prova a sfruttare ogni minima occasione avuta. Da Capodanno in avanti è stato impiegato decisamente di più ed ha già superato quota 13 punti in sei match. Il finale d’annata potrebbe regalare a New York una nuova speranza per il futuro.

SPAGNA

I fratelli Hernangomez, Willy e Juan, sono stati rispettivamente le scelte numero 35 e 15 dello scorso Draft, approdati l’uno proprio ai Knicks e l’altro ai Nuggets. Il classe ’94 ha dato un apporto molto positivo nella Grande Mela, alzando il proprio PIE a ben 12.9 grazie ai 5.7 punti e 4.9 rimbalzi in appena 13 minuti di media sul parquet. Una vera sorpresa, con annesse 0.5 stoppate a partita, ma andranno tagliate le palle perse (1.2). Il net rating (+3.8), però, dimostra il suo valore, soprattutto quando si tratta di difendere (100.5 subiti ogni 100 possessi). Al contrario il fratello Juan sta vivendo molte difficoltà di ambientamento a Denver, in cui gioca appena 10 minuti di media con un osceno 111.7 di defensive rating (-7.5 net rating) ed appena 3.3 punti e 2.3 rimbalzi in totale. Ad Oklahoma City ha fatto il suo ingresso, invece, Alex Abrines, uno dei talenti più puri e di maggiori speranze nel basket di Spagna. Ci sono voluti un paio di mesi per farlo entrare nel meccanismo di coach Billy Donovan, ma sul finire di dicembre ha infilato il career-high a quota 18 punti e subito dopo quattro viaggi consecutivi oltre la doppia cifra, salvo poi calare nuovamente nel 2017. La sua discontinuità di rendimento, soprattutto al tiro (38.8%), non è confortante per il futuro dell’iberico, ma senz’altro i Thunder possono garantirgli di crescere con discreta tranquillità. Per Abrines, però, la svolta non potrà tardare troppo ad arrivare.

REST OF EUROPE

Il primo austriaco nella storia della NBA, Jakob Poeltl, gioca una decina di minuti di media con i Raptors e finora non ha dimostrato di valere la nona scelta assoluta con 2.1 punti e 2.7 rimbalzi di media, fermando l’offensive rating ad appena 98.2 punti ogni 100 possessi. Male anche il lettone David Bertans, appena 3.3 punti 10 minuti scarsi sul parquet, pur approfittando dei grandi successi di squadra negli Spurs per le proprie statistiche avanzate, su tutte il +8.7 di net rating ogni 100 possessi. Più emozionanti le vicende del nativo di Praga Tomas Satoransky, che gioca un quarto d’ora a partita con 3.2 punti, 1.9 rimbalzi e 2.1 assist nei Wizards e sta provando a ritagliarsi un modesto ruolo all’interno di una delle squadre più in forma della Lega.

 

Un commento

  1. Simone

    25 gennaio 2017 at 20:05

    Gran bel giocatore Kuzminskas: Buone percentuali al tiro, sia catch&shoot che costruito, discreta intelligenza tattica e poca paura!

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