Final Eight: vince Milano! Implicazioni di un esito “scontato”

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Final Eight 2017 - Foto Foto Ciamillo-Castoria via newcol.it - Ufficio Stampa Final Eight
Final Eight 2017 – Foto Foto Ciamillo-Castoria via newcol.it – Ufficio Stampa Final Eight
Due giorni dopo la conclusione della Final Eight è forse il momento più giusto per fare delle valutazioni. Che sia stata l’Olimpia Milano ad alzare la Coppa Italia 2017, la seconda consecutiva e la sesta della sua storia, non sorprende nessuno. Per molti era un risultato già scritto, data la netta supremazia dei ragazzi di coach Repesa. Ma andando a fare un’analisi un po’ più approfondita, questa Final Eight ci ha lasciato diversi spunti di riflessione e argomenti su cui discutere.

Andiamo in ordine, partendo dai quarti di finale. E’ interessante notare come lo scarto complessivo di tutte e quattro le partite sia stato di soli 13 punti! Eppure alla vigilia, escludendo la partita tra Avellino e Sassari, era opinione diffusa che le favorite avrebbero avuto vita facile. Così non è stato. Infatti Capo d’Orlando, Brindisi e Brescia sono riuscite a mettere in difficoltà formazioni ben più quotate come Reggio Emilia, Milano e Venezia. Quest’ultima addirittura eliminata da Brescia, neopromossa e grande rivelazione del Campionato, che sottolinea ancor più il momento di difficoltà che stanno attraversando gli orogranata. Queste quattro partite quindi hanno messo in evidenza il fatto che si può avere una squadra piena di fenomeni, ma se non si scende in campo con la giusta grinta e determinazione, chiunque sarà in grado di metterti in difficoltà, anche se sulla carta il divario sembra incolmabile.

Passando alle semifinali, soffermiamoci sul match tra Milano e Reggio, ancora una volta una di fronte all’altra. La Reggiana è una delle tre squadre che è stata in grado di battere l’Olimpia in Campionato, motivo in più per cui Kalnietis e co. avrebbero dovuto imporre il loro gioco fin dall’inizio senza lasciare alcuno scampo agli uomini di coach Menetti. In realtà non è andata esattamente così. Anzi i reggiani sono sembrati molto più determinati e focalizzati verso l’obiettivo, tanto da essere stati quasi sempre avanti nel punteggio. Nel finale però è venuto fuori il talento di Milano che ha conquistato (meritatamente?) un posto in finale.

Ora, premesso che l’Olimpia rimane strafavorita a vincere tutto in Italia, per quanto ancora potrà fare affidamento alle giocate dei singoli per risolvere le partite anziché giocare di squadra e mettere in cassaforte il risultato dopo metà gara? Sarà obbligatorio fare questo salto di qualità prima della fine della stagione, per non dare adito a chi crede che questa Olimpia non sia così tanto superiore sul campo rispetto alla concorrenza. O forse è proprio così? Le avversarie riusciranno a farsi forza dalle difficoltà di Milano e riuscire ad essere competitive anche in una serie da 5 o 7 partite?

Tornando al discorso di prima, la finale contro Sassari ha avuto più o meno lo stesso andamento della semifinale. Una Milano spenta nel primo tempo, che è riuscita, come spesso accade, a riprendere il match nella ripresa e a portare a casa la Coppa. Il risultato finale sarà 84-74 con Ricky Hickman MVP grazie ai suoi 25 punti (con 5/7 da tre) e 5 falli subiti per un totale di 26 di valutazione. Riconoscimenti individuali anche per Raphael Gaspardo (Cremona) e Filippo Baldi Rossi (Trento), rispettivamente vincitori della gara delle schiacciate e del tiro da 3 punti.

Ovviamente complimenti a Milano, con l’augurio di intraprendere un processo di maturazione in vista della post season. Complimenti anche a tutte le squadre che in questa Final Eight hanno lottato, credendo in quell’obiettivo, pur sapendo di dover affrontare un ostacolo quasi insormontabile. D’altronde solo così si può sperare di raggiungere importanti traguardi.

Archiviata quindi la Coppa Italia, le big si danno appuntamento ai playoff, consapevoli però che prima ci sono ancora altri 11 turni di Campionato, in cui, come la Final Eight ci ha insegnato, non si potrà sottovalutare nessuno per non rischiare di fare pessime figure.

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