Luka Doncic alla conquista dell’Europa

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“Deve ancora nascere un giocatore europeo bianco che mi insegni a giocare a pallacanestro.”

Diceva Vernon Maxwell, guardia degli Houston Rockets nel lontano 1990, in risposta a una domanda su Drazen Petrovic. Da allora la storia è cambiata un bel po’ e di europei capaci di “insegnare” la pallacanestro ne sono passati negli Stati Uniti: Nowitzki, Stojakovic, i fratelli Gasol, Parker sono tra quelli che hanno avuto il maggior impatto probabilmente finora e che hanno aperto le strade alla “colonizzazione” della NBA; quest’anno, alla prima palla a due della stagione 2016/2017 gli Europei in campo erano addirittura 61 (e ben 113 international provenienti da 41 nazioni differenti) e alcuni di loro sono diventati velocemente importanti per le rispettive franchigie, basti pensare all’impatto di Jokic ai Nuggets, Embiid ai 76ers o Antetokounmpo ai Bucks.

Oltre a tutti questi, però, c’è un altro giocatore che ha già un biglietto prenotato per percorrere questa strada: Luka Doncic. Il Golden Boy del basket continentale sta disputando una stagione di primissimo livello con il Real Madrid, condita da cifre impressionanti per un diciassettenne. Lo sloveno, classe 1999, viaggia a circa 9 punti, 4 rimbalzi e 4 assist per 14 di valutazione in poco meno di 20 minuti di impiego, risultando spesso l’uomo decisivo dei Blancos. Coach Laso non ha esitato a concedergli spazio fin dall’inizio della stagione, complici la partenza estiva di Rodriguez, gli acciacchi fisici di Sergio Llull e la poca fiducia verso Dontaye Draper, e Doncic si è fatto trovare pronto. Partito come vice-Llull, lo sloveno, ha guadagnato minuti partendo spesso anche come playmaker titolare guidando il Madrid in un cammino di 6 vittorie e un solo stop, dimostrando una buona dose di maturità. In più di un’occasione Llull e Doncic hanno giocato contemporaneamente, specialmente nel terzo quarto, ricalcando le orme della coppia Llull-Rodriguez che ha fatto le fortune del Madrid di Laso.

Il Real Madrid conduce la classifica di Euroleague, con 17 vittorie 5 sconfitte, giocando un basket efficace e anche bello da vedere. Dopo le trasformazioni estive con gli arrivi di Hunter, Randolph e Draper, il Real Madrid viaggia a pieno ritmo, guadagnandosi il ruolo di favorita insieme al Cska Mosca. Il fattore Doncic è più di una semplice minaccia perché lo sloveno ha imparato a gestire talento e forza fisica. Le prestazioni recenti contro EA7 Milano (17 punti), Kazan (11 assist, career high) e Baskonia (16 punti e 9 rimbalzi, oltre che una giocata pazzesca nel terzo quarto) restano il massimo spot di un giocatore che non smette di stupire gli addetti ai lavori.

Il suo nome è già annotato sui taccuini degli scout NBA che prevedono un suo sbarco oltreoceano nel Draft 2018 e lo pronosticano tra le prime (alcuni anche primissima scelta assoluta). Quella sera, con la chiamata di Silver, sarà l’ultimo passo di una carriera precoce, sbocciata alla finale di un torneo al Lido di Roma appena tredicenne in cui segnò 54 punti, 11 rimbalzi e 10 assist, che culminerà con il palcoscenico che gli spetta, ovvero l’NBA. Sulla giovanissima star fin da quella finale a Roma si scatenarono gli appetiti di mezza europea con il Real Madrid primo ad assicurarsi le sue prestazioni con un contratto di cinque anni. Dopo aver percorso la trafila delle giovanili in cui si è dimostrato leader delle rappresentazioni under-16 e under-18, viene aggregato alla prima squadra con cui esordisce a soli sedici anni in Liga ACB. A Doncic bastarono pochi secondi per segnare la prima tripla tra i professionisti. In Euroleague sceglie il parquet di Mosca invece per attirare le attenzioni: dopo una strigliata di coach Laso, complice le difficoltà offensive del Madrid, lo sloveno decide di uscire dal time-out segnando tre triple consecutive, stampate in faccia a Teodosic e De Colo. In conferenza stampa il capitano dell’armata rossa Victor Khryapa confesserà di non aver mai visto un giocatore così giovane con una simile personalità.

Carattere certo, ma anche un talento fuori dal comune e un fisico perfetto di 201 cm per 100 kg. Un ball-handling ed una visione di gioco da playmaker, in un fisico da ala piccola, con un tiro purissimo da guardia. Capacità di giocare il pick ‘n roll, gioco spalle a canestro giocando contro i difensori più piccoli, buon primo passo per attaccare i difensori più lunghi. Questi i segreti dell’esplosione di un ragazzo che la scorsa estate ha scelto di vestire la maglia della nazione slovena, rifiutando le avance della Roja. Le parole della stella slovena Goran Dragic “Non vedo l’ora di giocare con Luka”, apparse sui social, fungono da trampolino verso il nuovo appuntamento di EuroBasket 2017.
Il futuro di Doncic sembra delineato: un altro anno a Madrid ed in Eurolega per fare ancora un po’ di esperienza ad altissimo livello, prima dell’inevitabile sbarco nella NBA.
Per ora lui però non ci pensa, con in mente l’unica data davvero importante: quella del 21 maggio 2017, il giorno della finalissima di Euroleague alla Erdem Dome Arena di Istanbul.

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