ROAD TO MVP: “The King” Lebron James è già in forma playoff

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Deve esserci qualcosa di magico, di sovrannaturale, nella vittoria del titolo NBA da parte dei Cleveland Cavaliers, lo scorso anno. Una franchigia sfortunata, perdente, che le Finals le aveva raggiunte una sola volta (2007) e, visto l’esito, aveva cercato di dimenticarle in fretta. Una città sfortunata, perdente, che non vedeva l’ombra di un titolo sportivo nazionale dal lontano 1964, anno in cui i Cleveland Brown si laureavano campioni della NFL.

Un ragazzo del luogo, definito “prescelto” dai suoi conterranei, che per mostrare completamente tutto il suo potenziale e vincere qualche titolo, era stato costretto ad emigrare a Miami. Un tradimento, trasformatosi in leggenda nel momento in cui quel ragazzo è tornato nella sua città e ha trascinato i Cleveland Cavaliers alla vittoria del titolo. Si, doveva esserci qualcosa di magico affinché questa storia, a tratti romanzesca, potesse diventare realtà. Della grandezza, della maestosità, dell’autorità che Lebron James esercita in questa Lega si sono spese righe e righe in tutti questi anni; la vittoria del titolo a Cleveland, però, ha rappresentato per lui il completamento della sua missione originaria, ovvero portare il Larry O’Brien Trophy in mezzo alla sua gente, ai suoi discepoli. La stagione in corso, perciò, è un punto di rottura nella sua carriera: è finita l’epoca del Prescelto, è iniziata quella del Re, del padrone di questa Lega, che intende difendere il suo trono da tutto il resto.

La mission prioritaria dei Cavaliers in questa stagione, perciò, è quella di riconfermarsi a tutti i costi campioni NBA. Dunque, il punto di partenza è stato quello di riconfermare, a suon di dollari, il nucleo principale del roster, cercando di puntellare e coprire le eventuali deficienze. Coach Lue e Lebron sono stati accontentati in tutte le loro richieste: volevano una shooting guard di alto livello, ed è arrivato Kyle Korver; volevano una point guard che potesse dare rifiato a Irving, ed è stato preso Deron Williams; volevano un lungo che fosse in grado di alternarsi con Thompson, e sono stati firmati dapprima Bogut e poi – causa infortunio – il redivivo Larry Sanders; in più si è aggiunto alla causa Derrick Williams, che al fianco di LBJ sembra essere tornato a risplendere. Il tutto, ovviamente, va visto in ottica playoff, momento nel quale sarà strettamente necessario essere dotati di una panchina lunga e di spessore.

Le squadre di LBJ, già dai tempi degli Heat, non si sono mai distinte per delle eccezionali regular season, limitandosi a centrare l’obiettivo minimo, ovvero il primo posto ad Est da raggiungere senza troppi sforzi. Nonostante ciò, così come avvenuto in passato con Chicago ed Indiana, la prima posizione non è così scontata per Lebron&Co, Boston e Washington sono alle calcagna e Cleveland sembra accusare le fatiche dovute alla lunga regular season.

Tuttavia, in casa Cavaliers, c’è qualcuno che appare in forma smagliante dal primo minuto di questa stagione: Lebron James. 26.2 punti, 8.8 assist, 8.4 rimbalzi, 1.7 rubate, 0.7 stoppate, 38% dall’arco, record di triple doppie (10) e doppie doppie (35) in una singola stagione: le sue medie attestano che sta disputando la migliore regular season della sua carriera. Numeri del genere non sono spiegabili esclusivamente grazie al talento: solo i veri fuoriclasse riescono ad eccellere in tale modo dopo 13 anni di carriera, 3 titoli NBA alle spalle, la vittoria con la franchigia della sua città, trofei e riconoscimenti vari. Solo i veri fuoriclasse riescono a migliorare di annata in annata, rinnovando le proprie ambizioni ed i propri obiettivi, senza conoscere il termine “appagamento”. Solo i veri fuoriclasse sono in grado di esercitare l’autorità e il carisma necessario per ricaricare le pile di un gruppo di ragazzi ancora sbronzo per la vittoria di pochi mesi prima. Per questi motivi Lebron James è già una leggenda di questo sport, dello sport in generale, nonostante sia ancora nel fiorire dei propri anni.

La difesa del titolo conquistato soltanto qualche mese fa rappresenta la sua missione attuale, e sarebbe il coronamento di una stagione fin qui straordinaria. La ciliegina sulla torta potrebbe essere quel titolo di MVP della regular season, conquistato già in 4 edizioni, per il quale parte assolutamente da sfavorito. Westbrook, Harden, Thomas, Leonard e Lebron James: la corsa all’MVP sta per terminare. Chi la spunterà?

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