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Fenomeno Westbrook, ma non basta: OKC, cosa fare per tornare competitivi?

Russell Westbrook - © 2017 instagram.com/russwest44

Russell Westbrook – © 2017 instagram.com/russwest44

La stagione che si è da poco conclusa, per gli Oklahoma City Thunder è stata una sorta di anno zero: la separazione da Kevin Durant, con conseguente perdita di appeal e competitività nella Lega, non è stata facile da assorbire per un ambiente giovane ma fin troppo abituato a palcoscenici importanti.

Così, dopo essere stata considerata per diversi anni fra le squadre più forti della Lega, OKC si è ritrovata improvvisamente attestata fra la settima e la nona posizione nella Western Conference, lontana anni luce dalle principali contender della costa pacifica. Esperti ed analisti, però, non avevano fatto i conti con la voglia di rivalsa di Westbrook e compagni, che hanno saputo contenere egregiamente le lacune lasciate dalla partenza del numero 35, concludendo la regular season con un più che dignitoso sesto posto, fatto di 47 vittorie e 35 sconfitte. Usciti a testa alta al primo turno di playoff, contri i ben più quotati Houston Rockets, il General Manager Sam Presti avrà l’obbligo nei prossimi mesi di costruire un roster adeguato alle potenzialità del proprio uomo franchigia, per tornare ad essere realmente competitivi.

La stagione

Il percorso dei Thunder è stato piuttosto equilibrato, con una qualificazione playoff mai considerata a rischio, ma fin troppo discontinuo affinché si potesse pensare a scalare qualche gradino in più. Parlare dei Thunder nella stagione corrente, però, vuol dire parlare soprattutto di Russell Wesbtrook. Delle sue gesta si sono riempite pagine di giornali, i numerosi record abbattuti resteranno impressi nella storia di questa Lega, le triple-doppie messe in fila una dietro l’altra hanno finito per essere una sua peculiare consuetudine più che una strabiliante eccezione. Numeri e statistiche che fanno del numero 0 dei Thunder il principale indiziato ad alzare la statuetta di MVP della regular season il prossimo 26 giugno. L’annata di Westbrook sarà forse irripetibile, ha il sapore di occasione mancata per il raggiungimento di traguardi veramente importanti, se solo ci fosse stata un’altra stella al suo fianco o, comunque, un supporting staff adeguato alle sue caratteristiche.

L’impostazione tattica mostrata dai Thunder è stata piuttosto semplice: palla sempre in mano a Westbrook, due tiratori sul perimetro e due rimbalzisti nel pitturato pronti a catturare le seconde occasioni. Un modulo che offensivamente ha discretamente funzionato, visti i 106.6 punti segnati di media a sera, che hanno fatto di OKC il decimo attacco della NBA. I Thunder hanno infatti preso il 53% dei rimbalzi e, addirittura, il 28% di quelli offensivi, piazzandosi alle prime posizioni in questa statistica. Frutto di un’impostazione tattica funzionale alle caratteristiche della squadra, ma anche al lavoro individuale di giocatori abili come Adams (8 rimbalzi di media), Kanter (6.7 rimbalzi di media), Gibson e Roberson (5 rimbalzi di media), oltre al già citato Westbrook, che ha chiuso in doppia cifra di media. E’ mancato un sesto uomo in grado di prendere in mano la squadra nei pochi momenti in cui Westbrook era in panchina, o di coadiuvarlo nella costruzione della transizione offensiva; un’altra star in grado di prendere punti facili dall’isolamento, senza dover poggiare esclusivamente sulle spalle del numero 0.

Il futuro

E’ proprio su questa lacuna che Sam Presti dovrà intervenire nei prossimi mesi, se vuole costruire una squadra in grado di scalfire l’egemonia imposta sulla Western Conference da San Antonio e Golden State, e probabilmente anche da Houston. Il General Manager dei Thunder, però, dovrà fare i conti con un salary cap ingolfato dai rinnovi eccellenti di Adams e Oladipo, che arriveranno a percepire più di 20 milioni di dollari annui, dall’oneroso contratto di Kanter (17 milioni annui), oltre che dal possibile investimento da effettuare su almeno uno dei due free agent Andre Roberson e Taj Gibson. Liberarsi di alcuni di questi contratti permetterebbe, però, a Presti di poter inseguire il sogno, nemmeno tanto nascosto, di acquisire Blake Griffin, che affiancato a Westbrook andrebbe a costituire la coppia più esplosiva e dinamica dell’intera NBA.

L’esterno dei Clippers ha una player option da 21 milioni, che potrebbe anche decidere di non esercitare se Chris Paul dovesse decidere di fare lo stesso con la propria e trasferisti altrove. L’ennesima annata deludente della sponda sfortunata di Los Angeles potrebbe aver convinto giocatori e dirigenza a fare “libera tutti” e ripartire da zero; in questo contesto, Griffin potrebbe essere un’occasione da non perdere per la dirigenza dei Thunder, che da parte sua ha tutta un’estate per lavorare all’affare.

 

4 commenti

  1. Enrico

    29 maggio 2017 at 19:52

    La situazione per i Thunders è davvero complessa…I salari di Adams e Kanter non son eccessivi se rapportati al loro contributo sotto le plance in difesa ed attacco ma davvero esoso è il contratto di Oladipo che è ben lontano dal valere 20 mln annui.
    Non parlerei di rebuilding perché la squadra è molto giovane ma, di certo, debbono rafforzarsi e tenere tutti i free agents di peso (Roberson e Gibson) senza dissanguarsi: perché se è vero che Roberson è specialista difensivo, è altrettanto vero che in attacco è poco efficace.
    La crescita potrebbe avvenire in maniera naturale con un anno di esperienza in più dei giovani (Kanter, Oladipo, Grant, Sabonis) poiché, altrimenti, la sola strada passa per una Trade in cui liberarsi del contratto di Oladipo stesso (una buona guardia si trova sempre in NBA) qualche Pick e recuperare qualche solido veterano oltre che spazio salariale.
    Di sicuro, Sam Presti che per anni ha giovato delle ottime scelte al Draft ora deve mostrare una volta di più il suo talento come GM…ma non è facile.

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    • Simone

      29 maggio 2017 at 20:31

      A mio avviso, ancor più di Oladipo è inutile il contratto di Kanter. Un giocatore discreto dal punto di vista offensivo, ma pessimo in fase divensiva. Firmando Gibson a cifre più ragionevoli, OKC potrebbe ritrovarsi come una coppia di lunghi ben assortita, e avere spazio per firmare Griffin, nell’ipotesi lui vada via. Certo, non sarà facile trovare trade per il turco.

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      • Enrico

        30 maggio 2017 at 17:02

        Certo che se Kanter avesse avuto le due fasi, sarebbe già un All Star…
        Pero’, un Centro giovane (25 anni) con la testa pensante e che produce 14/6 in 21 minuti con un salario di 17 mln annui non credo sia uno scandalo in questa NBA, oramai dopata dal nuovo Salary Cap (ma ben presto cambierà…basterà attendere ancora una sola Estate). Credo, invece, che sarebbe facile persino da scambiare via Trade e con pezzi pregiati basti pensare a quante e quali squadre son scoperte sotto le plance.
        Gibson è molto buono dalla panchina ma la prossima Estate riceverà offerte da 10 mln annui, almeno…e per i Thunders non sarà facile da pareggiare…pero’ alla fine dei conti, perdi Kanter di 25 anni per confermare Gibson di 30 anni con un “risparmio” di soli 5/7 mln…non credo sia un vero buon affare.
        Diverso sarebbe imbastire una Blockbuster Trade con più Teams coinvolti…pero’…pero’, io una Trade la imbastirei con i Kings: Kanter ed il Pick n. 5 per Cauley Stein ed il Pick n.5 ma occorrerebbe, poi, pareggiare i salari con qualche altro teams od exceptions. In ogni caso…un DURO lavoro per Presti.

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        • Enrico

          30 maggio 2017 at 17:03

          Scusami…la Trade la imbastirei con i Kings: Kanter ed il Pick n. 21 per Cauley Stein ed il Pick n.5 ma occorrerebbe, poi, pareggiare i salari con qualche altro teams od exceptions. In ogni caso…un DURO lavoro per Presti.

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