NBA Draft 2017: i 5 Top Playmaker

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NBA Draft Il ruolo del playmaker è sempre più determinante e dominante nell’NBA di oggi, fatta di ritmo alto e molti possessi: non a casa la profondità nel ruolo è incredibile come dimostrano i vari Curry, Irving, Lillard, Thomas, Westbrook, Paul, e chi più ne ha, più ne metta. E il Draft 2017 sarà eccitante per quanto riguarda questo ruolo perchè le previsioni parlano di 5 point guards nelle prime 10 chiamate assolute, di sicuro saranno la 1 e la 2, rispettivamente Markelle Fultz e Lonzo Ball.

NBA Mock Draft 2017 – Top 30 Prospects by Basketcaffe.com

TOP POINT GUARDS

1) Markelle Fultz

Washington, Freshman – 23.2 punti, 5.7 rimbalzi, 5.9 assists

E’ il miglior prospetto dell’intero Draft, a prescindere dal ruolo, e per questo motivo sarà la prima scelta assoluta per i Boston Celtics. Il ragazzo del Maryland ha vissuto una stagione simile a quella di Ben Simmons l’anno scorso, ovvero è stata la star indiscussa in un programma perdente, quello degli Huskies di Washington, e non ha nemmeno avuto la vetrina del Torneo NCAA. Questo non toglie nulla al suo talento cristallino, esterno con atletismo, braccia lunghe, velocità e capacità unica di essere sempre sotto controllo, dote che lo facilita nel cambiare marcia a piacimento. Ha un buon fisico che gli permette di resistere ai contatti sia in difesa, sia in attacco, dove può segnare ed essere pericoloso in ogni modo, soprattutto col floater, lo euro-step e il palleggio, arresto tiro, e anche coinvolgendo i compagni. Deve lavorare sul range di tiro, mettendo più continuità dall’arco, e sul gioco senza palla visto che finora l’ha sempre avuta in mano.

2) Lonzo Ball

UCLA, Freshman – 14.6 punti, 6.0 rimbalzi, 7.6 assists

Viceversa, Lonzo Ball ha da mesi i riflettori puntati per la grande carriera liceale a Chino Hills e perchè è andato a UCLA, una delle powerhouse per eccellenza NCAA. Senza considerare quello che è venuto dopo, con papà LaVar protagonista indiscusso. Al netto dell’ingombrante genitore, Lonzo ha mostrato lampi di talento pazzeschi al college, ha preso da subito in mano le redini dei Bruins e non c’è dubbio che abbia migliorato i compagni, oltre che sè stesso. Ha fisico, atletismo, braccia lunghe, buona velocità, controllo, grandi letture, spesso in anticipo, personalità e leadership, nonostante non sia per nulla teatrale nel suo stare in campo. La meccanica di tiro è molto particolare però ha dimostrato di essere efficace, anche dall’arco. Chiaramente deve ampliare il proprio arsenale offensivo, soprattutto un gioco nel mid-range e nell’attacco al ferro.

3) De’Aaron Fox

Kentucky, Freshman – 16.7 punti, 3.9 rimbalzi, 4.6 assists

Il playmaker da Kentucky è quello cresciuto di più durante la stagione e c’è chi lo preferisca addirittura a Lonzo Ball come secondo prospetto nel ruolo. Fox è un giocatore dalla velocità abbagliante, mancino, imprendibile con la palla in mano, con buon QI cestistico e destinato ad essere un eccellente difensore nel ruolo vista l’impressionante mobilità laterale, le braccia lunghe e la rapidità di piedi. In attacco è ancora molto grezzo e selvaggio, in particolare contro la difesa schierata: ha un ottimo primo passo, buona capacità di scaricare nel traffico e giocare il pick and roll, mentre fa molta più fatica a finire in prima persona. Poi c’è il problema del jump shot dalla media-lunga distanza, al momento totalmente inaffidabile: la meccanica non è male ma sembra non abbia fiducia. Se riuscisse a mettere un po’ di armatura e a rendere il tiro decente, potrebbe riscoprirsi una sorta di Mike Conley.

4) Dennis Smith Jr.

North Carolina State, Freshman – 18.1 punti, 4.6 rimbalzi, 6.2 assists

Un po’ come per Fultz, l’annata a North Carolina State è stata difficile a livello di squadra, con un record perdente e svariati altri problemi. In più veniva da un’operazione ai legamenti del ginocchio ma questa non ha per nulla limitato il suo debordante atletismo. Smith è un giocatore alla ‘Steve Francis’, un attaccante esplosivo sia in transizione, sia a difesa schierata, che può chiudere senza problema con tonanti schiacciate al ferro: il jump shot è buono, anche da tre, soprattutto dal palleggio e col pick and roll, è un discreto passatore e in generale uno di quelli che può trainare da solo un’intera squadra nella metà campo offensiva. I dubbi riguardano la difesa, soprattutto il livello di voglia e attenzione, oltre che per un’apertura alare contenuta, e la capacità di fare la scelta giusta in attacco. Anche l’infortunio al ginocchio può spaventare molti ma sembra aver recuperato pienamente.

5) Frank Ntilikina

SIG Starsbourg (FRA), 1998 – 5.8 punti, 2.1 rimbalzi, 1.6 assists

“The Frech Mistery”, “Il Mistero Francese”, lo chiamano aldilà dell’Oceano, anche se persino il New York Times mesi fa ha inviato un giornalista a Strasburgo e gli ha dedicato grande spazio. Ntilikina è un prospetto molto intrigante, ancora acerbo e grezzo, ma ha fisico, braccia lunghe e una mentalità che non si insegnano. Ha giocato da protagonista gli Europei Under 18 vinti con la Francia, è stabilmente in prima squadra con Strasburgo appunto e ha accumulato esperienza anche in Fiba Champions League. E’ un difensore eccellente, è un grande atleta, ha un tiro più che decente dall’arco sugli scarichi e ha intriganti istinti, sia come passatore, sia come rimbalzista. Deve crescere ovviamente per essere un regista titolare di una squadra e ha bisogno di costruire un repertorio offensivo più vario, soprattutto dal palleggio.

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