Che stagione per gli Warriors! Cosa fare in offseason per restare sul trono?

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Difficile dire in che modo gli Warriors possano migliorarsi in questa offseason. L’obiettivo principale dell’estate, infatti, sarà quello di restare quanto più simili a sé stessi. Una stagione trionfale per Golden State, quella appena conclusa. Per la terza annata consecutiva oltre 65 vittorie in regular season (67-15), con l’ennesima miriade di record al seguito, poi splendidamente conclusa con il secondo titolo NBA in tre anni dopo un 16-1 impressionante nei playoff. Vendetta alle Finals contro i Cavaliers, unici a salvarsi almeno dallo sweep, e prepotente ritorno sul trono. Ora e se poco dovesse cambiare nelle prossime settimane, senza rivali all’altezza.

Eppure, non mancheranno le emozioni in California, se si pensa che soltanto cinque giocatori a roster hanno un contratto che va oltre l’estate e di questi soltanto Klay Thompson e Draymond Green sono tra gli assoluti protagonisti del carrarmato di Steve Kerr. Motivo per cui il primo step sarà confermare Steph Curry e Kevin Durant. Il primo ha fatto risparmiare la franchigia finora, avendo firmato un contratto da 44 milioni di dollari per quattro anni giusto prima di esplodere e prendersi due titoli di MVP della stagione, oltre ad altrettanti anelli. Motivo per cui, con grande gioia di entrambe le parti in causa, gli Warriors offriranno a Curry un contratto ai massimi salariali da 205 milioni di dollari per i prossimi cinque anni e il numero 30 non si muoverà da Oakland. Lo stesso vale per Durant, il quale, però, è perfino disposto a non ricevere la massima cifra in termini economici a patto che non vengano fatti sacrifici nelle rotazioni di squadra. Per il nativo di Washington il secondo titolo consecutivo, magari nuovamente da miglior giocatore delle Finals, vale più di qualche milione di dollari.

Lo sforzo di KD potrebbe aiutare innanzitutto a confermare due giocatori chiave dell’eccezionale panchina di Golden State: Andre Iguodala e Shaun Livingston. La dirigenza non farà follie per trattenerli e senz’altro sulla piazza tante squadre in cerca del giusto mix tra esperienza e qualità saranno pronte a offerte milionarie ben più alte. La scelta tra riempirsi le tasche o rimanere tra i favoriti per l’anello dipenderà soltanto dai due giocatori. Sotto canestro la situazione potrebbe complicarsi qualora Javale McGee e Zaza Pachulia dovessero decidere di non aver più casa alla Oracle Arena. Per il momento, comunque, gli Warriors si sono tutelati con una splendida mossa al Draft. I 3,5 milioni di dollari pagati ai Bulls per ottenere la scelta numero 38 e, di conseguenza, Jordan Bell, centro in uscita da Oregon, rappresentano, almeno sulla carta, una steal clamorosa, che aggiunge grande atletismo e vitalità sotto canestro, oltre a un’ottima versatilità difensiva. Kerr, per tentare di rimanere sul trono il più a lungo possibile, deve iniziare a dar più fiducia ai propri giovani talenti, a partire da Bell e da Patrick McCaw.

Jordan Bell - © 2017 twitter.com/warriors
Jordan Bell – © 2017 twitter.com/warriors

Qualche unrestricted free agent disponibile nei ruoli parzialmente scoperti potrebbe, infine, garantire il completamento del roster in ogni senso. Una shooting guard d’esperienza tra Jodie Meeks e Anthony Morrow oppure un centro abile e utile come Nene potrebbero mettere la ciliegina sulla torta. Anche senza, però, una cosa è certa. I Golden State Warriors restano la squadra da battere. E chissà per quanto tempo ancora.

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