I Cavaliers si fermano a un passo dal sogno: ora li aspetta un’offseason da brividi

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I Cavaliers si fermano a un passo dal sogno, a un passo dal repeat. Gli Warriors conquistano le Finals per 4-1 e si prendono il secondo titolo in tre anni contro LeBron James e compagni, riusciti nell’impresa un anno fa. Cleveland si ferma a una sola serie finale vinta su quattro giocate e il Prescelto non fa che peggiorare un record (3-5) che lo allontana nuovamente dal novero dei più vincenti di sempre. Poco per cui sorridere, insomma, in Ohio. E, a guardare l’offseason che li attende, le prospettive di miglioramento per provare a strappare il titolo a Golden State tra 365 giorni non fanno che assottigliarsi.

Il contratto del general manager, David Griffin, che tanto bene ha fatto in questi anni per costruire un nucleo da titolo intorno alla figura centrale di James, è in scadenza il prossimo 30 giugno. La prima priorità per Cleveland è quella di rinnovarlo, così da mantenerlo ai posti di comando ed affidarsi a chi ha tanto contribuito alla crescita della franchigia dal 2010 a oggi. Se si dovessero confermare tutti i protagonisti attuali sul parquet, lo spazio salariale per provare a migliorare la squadra sarebbe pressoché nullo. I contratti per il 2017/18 sommati raggiungono e superano quota 125 milioni di euro, già così superiori alla linea di luxury tax stimata per 121 milioni di euro circa. Ci sarebbe dunque spazio soltanto per un accordo ai minimi con qualche giocatore di medio livello. Nulla che possa consentire il salto di qualità auspicato dalla società per provare a conquistare il secondo anello.

Motivo per cui anche i Big Three, in apparenza intoccabili, potrebbero essere messi in discussione. Il Re proverà a riconquistare la corona a Cleveland almeno per un altro anno, mentre Kyrie Irving e Kevin Love potrebbero finire parte di una trade. In particolare, l’ex Timberwolves potrebbe essere messo sulla piazza per aspirare ai pezzi più pregiati sul mercato, da Paul George dei Pacers a Jimmy Butler dei Bulls, anche se l’ipotesi più probabile porta a DeMarcus Cousins, arrivato da qualche mese ai Pelicans, ma alla ricerca di una squadra che possa garantirgli qualche aspirazione in più nel momento migliore della propria vita cestistica. Ci sono, poi, almeno un paio di talenti senza tempo giunti all’ultimo ballo in carriera. Carmelo Anthony potrebbe lasciare New York dopo le numerose critiche ricevute nel corso dell’ultima stagione, mentre Chris Paul vuole raggiungere quei palcoscenici che mai ha toccato tra Hornets e Clippers.

LeBron James, Kyrie Irving & Kevin Love © 2017 twitter.com/cavs
LeBron James, Kyrie Irving & Kevin Love © 2017 twitter.com/cavs

Se il roster, invece, dovesse restare intatto, i Cavaliers potrebbero iniziare con la conferma di Kyle Korver, salvo poi convincere Deron Williams e Richard Jefferson a restare per un’altra stagione a buon prezzo. Un piccolo spostamento di prospettiva, però, non assicura a Cleveland di essere competitiva contro gli Warriors, che dovrebbero confermarsi in toto dopo il titolo vinto tanto agilmente, o contro qualsiasi altra minaccia proveniente dalla Western Conference. Essere regina ad Est, ai Cavaliers e a LeBron James, non è mai bastato.

2 Commenti

  1. L’unico movimento possibile per cle é convincere Wade a firmare a cifre umane per tentare un altro salto all anello. Non sarà una star di primissimo piano ma sicuramente un salto di qualità rispetto a jr in finale te lo fa fare. Per il resto non si possono inventare nulla… dubito poi cedano love ora che si é integrato per dmc. Perderebbero troppa pericolosità fuori dall arco.
    La vedo dura per lebron

    • Wade è andato 🙂
      Di sicuro l’obiettivo rimane Paul George, cedendo Love. Con la speranza che magari nel 2018 se l’anno andrà bene, sia lui che LeBron prolunghino.

      Molto difficile intavolare una trade del genere senza avere scelte decenti da dare a Indiana però.

      Altre possibilità per i Cavs non ci sono, al momento.

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