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Lo scudetto di Venezia: premiato il ‘Progetto Reyer’ e la voglia di non arrendersi mai

Reyer Venezia campione d'Italia © 2017 twitter.com/REYER1872

Reyer Venezia campione d’Italia © 2017 twitter.com/REYER1872

Chi l’avrebbe mai detto? Già, chi l’avrebbe mai detto ad inizio stagione quando Milano sembrava insuperabile. E chi l’avrebbe mai detto quando in gara 1 della serie finale Trento aveva ribaltato il fattore campo. E invece Venezia ce l’ha fatta; è riuscita a riportare in Laguna una scudetto che mancava da 74 anni, il primo dopo il fallimento societario e la ripartenza dalla Serie C2. Correva la stagione 1997/98 quando cominciava a prendere forma il nuovo progetto Reyer, guidato fin dall’inizio da Luigi Brugnaro, patron e tifosissimo della sua squadra.
Da quell’anno è stata un’escalation di successi fino alla promozione in Serie A, avvenuta nella stagione 2010/11. Anche nella massima serie la Reyer è riuscita fin da subito a farsi rispettare. Fino ad arrivare al 20 giugno 2017, un giorno che passerà alla storia. Dopo soli sei anni dall’approdo in Serie A, gli oro-granata sono riusciti in un’impresa che sembrava impossibile anche solo qualche giorno prima che diventasse realtà.

In molti erano scettici riguardo il vero potenziale di Venezia; per tanti la favorita era Trento, che aveva eliminato i campioni in carica di Milano giocando una serie di altissimo livello. Parecchi pensavano che le tantissime partite giocate dalla squadra di coach De Raffaele (71 a fine stagione) potevano aver assorbito tutte le energie dei suoi ragazzi, che qualche mese fa erano stati eliminati dalla Final Four di Champions League, a dimostrazione, secondo alcuni, che questo gruppo non era in grado di raggiungere importanti traguardi.

La risposta, abbastanza chiara, è stata affidata direttamente al campo. È stata premiata la tenacia, la determinazione, la voglia di non arrendersi mai anche quando tutto sembrava perduto. L’esempio della caparbietà di questa Reyer è ben rappresentato dal finale di gara 5, dominata da Trento per 35 minuti. In molti, a un certo punto, avrebbe gettato la spugna. Venezia invece è stata in grado di riprendere quella partita, rimontando e infine battendo Trento con una tripla allo scadere di Michael Bramos, forse l’immagine più emblematica di tutta la serie finale e che molto probabilmente ha rappresentato il punto di svolta della serie, il momento in cui Venezia è diventata davvero consapevole di poter portare a casa lo scudetto.

Una Reyer in cui tutti sono stati protagonisti, non solo quelli che hanno giocato di più. Per questo, gran parte del merito va a coach De Raffaele, in grado di gestire magistralmente tutti i giocatori a sua disposizione. Senza dimenticare il titolo di Mvp conquistato da Ejim, possiamo dire che questo è stato anche lo scudetto di Filloy, un giocatore che ha sempre dato il massimo incarnando alla perfezione lo spirito di questa Reyer; è stato lo scudetto di McGee, decisivo con la sua energia ogni volta che è stato chiamato in causa; ma è stato anche lo scudetto di Tomas Ress. È vero che il tiro di Bramos rimarrà un ricordo indelebile nella mente di tutti i tifosi veneziani, ma se la Reyer è riuscita a rimanere in partita in gara 5 lo deve soprattutto al suo capitano che ha dato il via alla rimonta all’inizio del secondo tempo, e alla fine è riuscito a mettere in bacheca un inaspettato settimo tricolore (dopo i sei conquistati con Siena).

Una nota di merito va comunque fatta anche ai vinti di Trento, che ancora una volta escono a testa altissima da una serie giocata alla pari con gli avversari. A loro va il merito di aver eliminato la favoritissima Milano e di aver dato tutto quello che avevo fino all’ultimo secondo di gara 6.

E non si dica ora che è stato un caso se Venezia ha conquistato lo scudetto quest’anno, considerandolo come un evento straordinario. Il progetto Reyer infatti parte da molto lontano. Venezia è infatti l’unica società in Italia ad avere una squadra nella massima serie cestistica sia femminile che maschile, presta molta attenzione al settore giovanile e ha creato un ‘progetto Reyer’, che coinvolge 23 società del territorio metropolitano. Insomma è evidente che questo scudetto sia il coronamento della passione che i veneziani hanno nei confronti di questo sport.

 

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