NBA Draft 2017: i 5 Top Big Men

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NBA Draft Il nostro viaggio alla scoperta dei più intriganti talenti del prossimo NBA Draft 2017 (nella notte tra giovedì e venerdì, lo seguiremo LIVE) si conclude con i centri, i big men. E’ un ruolo che è cambiato molto negli anni e che oggi ha caratteristiche ben definite: sono spariti i giocatori alla Olajuwon, alla Shaq O’Neal, resistono poche “mosche bianche” come i fratelli Gasol, mentre la direzione è di avere giocatori lunghi, atletici, molto mobili, capaci di proteggere il ferro, correre in contropiede e poter cambiare sui blocchi per difendere persino sui piccoli, un po’ alla Tristan Thompson o alla DeAndre Jordan. Se poi in attacco possono colpire in più modi, come Zach Collins da Gonzaga, tanto meglio…

NBA Mock Draft 2017 – Top 30 Prospects by Basketcaffe.com

TOP BIG MEN

1) Zach Collins

Gonzaga, Freshman – 10.0 punti, 5.9 rimbalzi, 0.4 assists

Il primo “one&done” da Gonzaga è un lungo bianco che è cresciuto tantissimo durante la stagione e soprattutto al Torneo NCAA ha fatto cose che non sono passate inosservate agli scout. E’ un giocatore di notevole mobilità, è verticale, è coordinato, è un buon rimbalzista e ha ottimi fondamentali, cosa che lo rendono un pericolo sia spalle, sia fronte a canestro, dove ha fatto vedere anche un discreto tiro da 7 metri. E’ un più che discreto stoppatore, per certi aspetti ricorda Cody Zeller, anche se leggermente meno atletico e più dotato tecnicamente: ci sono dubbi sul suo atletismo e sul trattamento della palla, soprattutto sulla sua tenuta mentale perchè troppo spesso incappa in problemi di falli e si fa prendere dal nervosismo.

2) John Collins

Wake Forest, Sophomore – 19.2 punti, 9.8 rimbalzi, 0.5 assists

E’ stato il miglior giocatore della ACC, una delle top conference della nazione, pur giocando a Wake Forest, certamente non l’università di maggior grido. Collins è un attaccante d’area di grande livello, può segnare in ogni modo grazie alla tecnica e all’atletismo entro i 4-5 metri, anche se il range potrebbe allararsi, sa finire al ferro anche coi contatti ed è un ottimo rimbalzista, soprattutto offensivo. I dubbi riguardano la comprensione del gioco e le letture, e la difesa: non ha un fisico lungo ed eccessivamente esplosivo, in particolare non ha “educazione cestistica” a livello difensivo. Può dare una grossa mano in uscita dalla panchina.

3) Jarrett Allen

Texas, Freshman – 13.4 punti, 8.5 rimbalzi, 0.8 assists

Il prodotto da Texas è un lungo estremamente intrigante, con un corpo filiforme e braccia interminabili (226 cm), è agile, rapido di piedi, ha buon tocco anche dalla media distanza e ha buona verticalità che potrebbe renderlo un efficiente rim protector in stile JaVale McGee. I difetti sono un corpo abbastanza esile e soft, fondamentali abbastanza scarsi, una certa pigrizia difensiva e dà l’impressione di non amare i contatti nel pitturato. E’ un prospetto certamente interessante e che farà perdere la testa a qualche scout per come si muove in verticale e in orizzontale sul campo, anche se i punti di domanda restano parecchi.

4) Bam Adebayo

Kentucky, Freshman – 13.0 punti, 8.0 rimbalzi, 0.8 assists

Certamente è passato un po’ sotto traccia nell’anno a Kentucky avendo due compagni come De’Aaron Fox e Malik Monk. Ma Adebayo è stato molto importante per il gioco dei Wildcats perchè era il riferimento difensivo e offensivo in vernice: è un lungo di pura energia, un candelotto di dinamite con grande atletismo, verticalità, istinto, potenza, con mani forti e che corre benissimo il campo, ha mobilità laterale e istinto per il rimbalzo. Il problema è che è molto grezzo, ruvido, senza alcun movimento offensivo a parte schiacciate e lay up, non ha alcuna dimensione perimetrale e la sua comprensione del gioco è molto limitata. Bam è un lungo moderno che può diventare molto intrigante coinvolto nei pick and roll, sia in difesa, sia in attacco dove può diventare il bersaglio perfetto per lob e alley oop.

5) Justin Patton

Creighton, Freshman – 12.9 punti, 6.2 rimbalzi, 1.2 assists

Justin Patton è il dark horse del ruolo, una potenziale scommessa da seconda metà del primo giro. Il ragazzone da Creighton è una gemma che può trasformarsi in una pietra preziosa se sviluppata nell’ambiente giusto: senza esagerare, al college ha mostrato lampi alla Karl-Anthony Towns per come corre il campo, per la coordinazione, l’atletismo e la fluidità con cui tira dal perimetro, anche da tre. Usa bene entrambe le mani, ha grande controllo e un cambio di velocità molto interessante: soprattutto può diventare un’arma illegale da pick and roll per la doppia dimensione, interna e esterna. Anche in difesa ha il potenziale per essere un riferimento per il fisico, le braccia lunghe e la mobilità di cui sopra. Il problema sono tutti questi “condizionali”: il potenziale è enorme ma è tutt’altro che semplice riuscire a farlo diventare realtà, considerato un carattere un po’ lunatico, non sempre disciplinato e che tende a perdere la concentrazione, il che produce falli sciocchi, palle perse e proteste evitabili.

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