NBA Draft 2017: le 5 Top Power Forwards

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NBA Draft Analizzati gli esterni, è il momento di avvicinarci a canestro cominciando a vedere alcuni dei lunghi che verranno chiamati tra i primi al prossimo NBA Draft 2017 del 22 giugno al Barclays Center. In realtà “avvicinarsi a canestro” non è il termine giusto, anzi, è proprio il contrario, visto che la ricerca delle franchigie va sempre più verso dei “4” che abbiano tiro perimetrale, anche da 7 metri abbondanti, per aprire sempre di più il campo e mettere in difficoltà le difese. Fra i cosiddetti stretch four, non c’è dubbio che il più intrigante sia il 7 piedi finlandese Lauri Markkanen!

NBA Mock Draft 2017 – Top 30 Prospects by Basketcaffe.com

TOP POWER FORWARD

1) Lauri Markkanen

Arizona, Freshman – 15.6 punti, 7.2 rimbalzi, 0.9 assists

Il settepiedi finlandese ha incantato nel suo primo e unico anno ad Arizona: si tratta sostanzialmente di una guardia tiratrice nel corpo di un pivot per cui, un po’ alla Andrea Bargnani, si porta dietro pregi e difetti. I pregi sono chiaramente la capacità di tirare da 8 metri senza alcun problema, sia sugli scarichi, sia uscendo dai blocchi, può attaccare dal post basso, fronte a canestro per arrestarsi e concludere, e battere i close outs. Ha un ottimo ball handling per la stazza. Di contro è considerato un po’ soft, non ha grande mobilità a livello di piedi, è poco fisico, fatica a finire al ferro, non è un grande rimbalzista (poco esplosivo) e in difesa è una grossa incognita, sia sugli esterni, sia sui lunghi.

2) TJ Leaf

UCLA, Freshman – 16.3 punti, 8.2 rimbalzi, 2.4 assists

A UCLA è stato il grande compagno di giochi di Lonzo Ball, dentro e fuori dal campo. Il lungo bianco è stato spesso il bersaglio del talento da Chino Hills grazie alla sua intelligenza cestistica sopra la media che lo rendono spesso un bersaglio facile in taglio e negli smarcamenti. E’ esplosivo, è solido, gioca duro, ha un gran tocco grazie al quale puà colpire dal perimetro e in avvicinamento, e ha buona visione da passatore. I lati negativi sono in difesa dove non ha piedi velocissimi che lo rendono l’anello debole nei pick and roll, è un rimbalzista soltanto nella media, è poco verticale ed esplosivo per rotazioni e aiuti.

3) Semi Ojeleye

SMU, Junior – 19.0 punti, 6.9 rimbalzi, 1.5 assists

Il prospetto da SMU, l’ex college diretto da coach Larry Brown, sta scalando posizioni nel Draft per la sua duttilità e per le caratteristiche molto vicine a quelle di Jae Crowder. Un lungo al college che in NBA può trasformarsi in un solido 3-4 con fisico, esplosività e tiro dal perimetro. La sua forza e la mobilità lo rendono un solido difensore sia sui lunghi, sia sugli esterni, ha mani forti per andare a rimbalzo, stoppare e schiacciare, può attaccare i close outs o tirare da spot up, dal mid range e anche da tre. Deve affinare alcuni lati del suo gioco ancora ruvidi e istintivi, e imparare a leggere il gioco e a creare dal palleggio.

4) Isaiah Hartenstein

Zalgiris Kaunas, 1998 – 4.2 punti, 3.4 rimbalzi, 0.6 assists

Il tedescone in forza allo Zalgiris Kaunas è un lungo di oltre settepiedi che ha fatto innamorare gli scout per le doti di ball handler, la visione, la qualità come passatore e il controllo del corpo in relazione alla stazza. E’ un ottimo rimbalzista, non un grande atleta ma con istinti che lo rendono spesso in anticipo su avversari più esplosivi. Deve migliorare nel gioco perimetrale e costruirsi un solido tiro dall’arco, da questo dipende il suo futuro in NBA perchè la mancanza di grande atletismo e la scarsa verticalità da rim protector potrebbero davvero penalizzarlo.

5) Tyler Lydon

Syracuse, Sophomore – 13.2 punti, 8.6 rimbalzi, 2.1 assists

Nell’anno da freshman fece innamorare tutti quando Syracuse sorprese nel Torneo NCAA e arrivò fino alla Final Four. Tyler Lydon è il prototipo dello stretch four, è un tiratore solidissimo con raggio NBA, meccanica perfetta, rilascio rapido e fluido, e buona velocità di movimento. Può diventare una grande minaccia sul pick and roll ma è pericoloso anche in avvicinamento e come tagliante visto lo spiccato QI cestistico. Come tutti i tiratori bianchi ha chiaramente delle difficoltà nella sua metà campo dove fatica ad accoppiarsi con lunghi fisici ed esplosivi, e con esterni rapidi e che lo possono portare fuori dall’area. Non è un grande atleta, fatica a battere gli avversari dal palleggio ed è poco fisico. Il fatto poi che abbia sempre giocato nella zona 2-3 di Boeheim non lo aiuta.

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