Reggio Emilia: Frosini, Menetti, gli italiani e tanta confusione

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Sarebbe forse più giusto parlare, in questo momento della stagione, delle due semifinali playoff che hanno accenso l’entusiasmo di migliaia di tifosi e appassionati di pallacanestro. Ma uno dei temi che più sta tenendo banco negli ultimi giorni riguarda la Pallacanestro Reggiana.
Quest’anno, la squadra di coach Menetti ha fatto molta fatica a trovare una sua identità, nonostante un roster che, ad inizio stagione, sembrava più forte di quello degli anni passati. Dopo una buona partenza, sono venute fuori una serie di difficoltà che hanno portato la Reggiana a chiudere la regular season con un deludente sesto posto. A quel punto, in molti si aspettavano una reazione d’orgoglio da parte di Reggio durante i playoff. Reazione che però non c’è stata: Reggio Emilia subito fuori dalla lotta scudetto, con un secco 3-0 in favore di Avellino. Verdetto già di per sé difficile da digerire per l’ambiente bianco-rosso, anche perché ad inizio stagione, così come nei due anni precedenti, le aspettative erano piuttosto alte. Ma questo, per Reggio, era solo l’inizio della tempesta.

Immediatamente dopo l’eliminazione dai playoff infatti sono arrivate forti critiche da parte di Alessandro Frosini, direttore sportivo della Pallacanestro Reggiana, rivolte esplicitamente al gruppo di italiani della sua squadra, esattamente gli stessi ragazzi di cui Reggio andava fiera e che le avevano permesso di diventare un esempio per tutto il movimento cestistico nazionale. Le parole di Frosini sono state inequivocabili:

“Dai nostri italiani ci aspettavamo il salto di qualità e invece hanno pensato solo alle statistiche personali.”

Parole che non lasciano spazio ad interpretazioni e che, seppur molto generiche, paiono evidentemente rivolte ai vari Polonara, Della Valle, Aradori, Cervi. Ma l’aspetto forse più clamoroso di queste dichiarazioni è che lasciano presagire la volontà di rivoluzionare, in vista della prossima stagione, oltre che il roster, anche e soprattutto le basi, i valori stessi su cui era stato fondato e portato avanti il progetto Reggiana. Un progetto italiano a 360 gradi, la squadra che dava più minutaggio di tutte agli italiani in Serie A, un punto di riferimento per le realtà emergenti, che ora decide di invertire bruscamente la sua rotta, ritenendo proprio gli italiani la principale causa dei suoi risultati negativi.

Dopo questo ribaltone, molti già immaginavano la nuova Reggiana, molto più americana, con un nuovo coach e un diverso stile di gioco. Ma si sono dovuti ricredere subito perché evidentemente le dichiarazioni di Frosini hanno acceso un semplice fuoco di paglia, subito svanito appena è stata smaltita l’amarezza di una stagione con molte ombre e poche luci, anche (e forse soprattutto) a livello dirigenziale. Infatti le prime mosse della Reggiana hanno riguardato la conferma del ds Frosini (biennale) e del coach Menetti (1+1), ai quali è stata ribadita la grande stima della società da parte dell’amministratore delegato Alessandro Della Sala.

Quali sono le vere idee della dirigenza bianco-rossa non è dato saperlo. Qualcosa si può intuire dai primi movimenti di mercato, che sembrano esattamente in linea con le idee della Reggiana che tutti abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni. Nessuna rivoluzione dunque. Se gli italiani di quest’anno (Polonara vicino a Sassari, Aradori e Della Valle aspettano chiamate da squadre con ambizioni importanti) sicuramente andranno via, più che altro per non far perdere credibilità a Frosini, l’obiettivo principale della Reggiana resta quello di riportare a casa Federico Mussini, dopo l’esperienza oltreoceano in NCAA ai St. John’s Red Storm. La trattativa è in fase conclusiva. Inoltre è praticamente conclusa la trattativa con Biella per Nicolò De Vico, che ha firmato un 2+2 con la squadra di Menetti e si parla anche di Brian Sacchetti in uscita da Sassari.

Rivoluzione o non rivoluzione? Frosini ha acceso la miccia, ma le sue parole non hanno avuto, per il momento, il seguito che ci aspettava. Forse è stato meglio così. Sarebbe sicuramente cosa buona e giusta per Reggio fare chiarezza su quali siano i suoi piani per il futuro, per non rischiare di muoversi senza una meta e passare la stagione a rimediare agli errori di decisioni (o dichiarazioni) avventate.

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