Abisso Bulls: dalla trade per Butler al tragico Draft, è anno zero

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Markkanen + Dunn + LaVine - © 2017 twitter.com/chicagobulls
Markkanen + Dunn + LaVine – © 2017 twitter.com/chicagobulls
Dal 2004 a oggi i Bulls hanno mancato i playoff soltanto in due occasioni. Nel 2007/08, giovando l’estate successiva della prima scelta assoluta al Draft, nonostante avessero appena l’1,7% di possibilità in lottery, per portare Derrick Rose a Chicago. Nel 2015/16, nella Eastern Conference più combattuta del passato recente, nonostante un record positivo (42-40). Niente male, insomma. Nella Città del Vento, però, toccherà abituarsi a scenari ben peggiori nel prossimo futuro. I playoff, dopo un’offseason come quella appena vissuta, saranno soltanto un miraggio.

Fortuna per i Bulls che l’Est si è indebolito radicalmente nel corso di questa pazza estate e molte contender (alla post-season, s’intende) si sono indebolite. Se la squadra di Fred Hoiberg si trovasse dall’altro lato di Conference probabilmente passerebbe anni nell’anonimato. Si parte con la tragica trade che ha spedito Jimmy Butler, uno dei migliori all-around players nella Lega, a Minnesota dopo una stagione da 23.9 punti, 6.2 rimbalzi, 5.5 assist e il miglior defensive rating di squadra in rapporto ai minuti giocati. Da tempo si parlava di una sua possibile partenza, ma ottenere in cambio Zach LaVine, in crescita, ma reduce da un gravissimo infortunio al ginocchio, Kris Dunn, classe ’94 uscito tardissimo dal Draft per essere già NBA-ready e reduce invece da una deludente stagione da rookie, e uno scambio di scelte sembra davvero assurdo.

Jimmy Butler - © 2017 twitter.com/chicagobulls
Jimmy Butler – © 2017 twitter.com/chicagobulls

Un Draft da incubo per Chicago, a partire dalle premesse, con il lascito della scelta n° 16, che si sarebbe tranquillamente potuta ottenere insieme alla n° 7 dai Timberwolves. L’arrivo di Lauri Markkanen, big man finlandese classe ’97, convince fino a un certo punto. L’ala grande/centro da Arizona è eccezionale al tiro, ha un’ottima meccanica e un grande range, ma ha forti limiti difensivi e non è ancora un adeguato rim protector. Dev’essere accoppiato con un centro adeguato fisicamente, non certo con Robin Lopez, che in carriera ha 5.5 rimbalzi e 1.3 stoppate di media. A ciò è seguita l’oscenità compiuta con la vendita della scelta n° 38 agli Warriors, che hanno portato in città un prospetto da primo giro, Jordan Bell, per 3,5 milioni di dollari. Ottenere soldi per una pick è qualcosa di insensato a questi livelli, soprattutto considerando che Bell è un prospetto di qualità e con un atletismo sconfinato.

Con la partenza di Rajon Rondo, che ha firmato per i New Orleans Pelicans, ci sarà il solo Dwyane Wade, agli sgoccioli della propria carriera, a lottare per qualcosa di grande. Sempre che non cambi idea e lasci la squadra, anche se sembra una decisione improbabile a questo punto. Il ritorno di Justin Holiday da New York non è assolutamente garanzia di successi, mentre Chicago farebbe bene a trattenere almeno Nikola Mirotic. Nonostante le similarità con Markkanen e tre anni di alti e bassi ai Bulls, infatti, il montenegrino naturalizzato spagnolo può dare ancora tanto a un roster sempre più povero di alternative di qualità. In assenza di free agent in grado di cambiare le sorti di una franchigia, Chicago si prepari a un anno zero. Sperando che possa essere soltanto uno.

4 Commenti

  1. hai detto bene se veniva fuori prima… cmq lo scambieranno e non per poco bisogna capire chi è disposto a prenderlo ed ora come ora non vedo contender scoperte in quel ruolo se non gli spurs che non hanno niente da offrire. Potrebbero imbastire una trade sensata nella finestra invernale con minnesota con teague e wiggins per kyre ma dubito lo tengano nel roster fino a quel periodo.

      • bhe se può coesistere con butler non vedo perchè non possa fare lo stesso con james. Però le vedo entrambe due ipotesi molto difficili. Di sicuro irving andrà via

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