Derrick Rose tra passato, presente e futuro

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Da Prima scelta assoluta del Draft NBA, passando per il premio di MVP della regular season, fino ad essere un free agent con poche richieste. La carriera cestistica di Derrick Rose ha vissuto tutte tre queste fasi, al cui interno ci sono stati anche altri momenti felici come la vittoria del Rookie Of the Year, ma pure tantissimi momenti bui come i gravissimi infortuni alle ginocchia e la cessione dai Bulls ai Knicks.

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A 29 anni il nativo di Chicago dovrebbe essere al suo prime, ed invece pare quasi essere arrivato al capolinea della sua carriera, o comunque ad un punto morto da cui non è così scontato riuscire a ripartire.

Un passato, come detto, costellato di up&down come uno dei suoi classici movimenti nei pressi del ferro. I premi, la fama, la gioia di giocare a basket ma anche gli infortuni, le durissime critiche di stampa e tifosi, la depressione (o quasi) che gli ha quasi tolto la voglia di continuare a calcare un parquet. Rose ha vissuto un’infanzia difficile e questo l’ha aiutato a superare anche le difficoltà sul campo, mettendosi alle spalle tutti i problemi e tornando a giocare a buoni livelli.
Perché il presente dice che il nativo di Englewood nelle ultime due stagioni giocate una ai Bulls e una ai Knicks ha saltato in tutto 34 partite, che non sono ovviamente poche ma neanche una cifra comparabile con gli anni passati, viaggiando a 18 punti di media (anche 4.4 assist e 3.8 rimbalzi) a New York. Punti che ovviamente vanno pesati, vista l’ennesima stagione negativa della franchigia della Grande Mela, ma che testimoniano come DRose possa ancora incidere a livello numerico pur avendo dovuto cambiare il suo modo di giocare. Penetrazioni a tutta velocità per arrivare al ferro e gesti atletici notevoli non sono più la base di partenza del suo gioco, ma a NY qualche lampo dell’MVP si è visto; il problema, però, è la sensazione che si ha guardando le sue partite, spesso, ovvero che quei 18 punti in realtà siano 10, per un’incapacità di incidere sul risultato e sulla percezione della partita pari a quella di una volta.

Il futuro però è ancora incerto e i dubbi che aleggiano attorno alla sua condizione fisica e alla sua tenuta mentale ad alto livello, sono ben presenti nelle teste dei General Manager NBA. Rose, per la prima volta in carriera free agent, ha parlato con alcune squadre che sembravano interessate tra cui Clippers, Mavericks, Bucks e Bulls (un ritorno che sarebbe suonato abbastanza strano) ma le piste sembrano essersi notevolmente raffreddate. Nelle ultime ore con il suo agente hanno fatto visita ai Cleveland Cavaliers e ai Los Angeles Lakers, che al momento sembrano essere le squadre pronte a presentargli un’offerta.
I Cavs sarebbero pronti ad offrirgli un contratto annuale da 2.1 milioni di dollari per andare a rinfoltire il reparto guardie dando un’alternativa a Irving, o anche per permettere ad Uncle Drew di giocare un po’ off-the-ball, da guardia.
I Lakers invece sono alla ricerca di un giocatore di esperienza che possa fare da mentore a Lonzo Ball, #2 assoluta all’ultimo Draft, e possa dare maggiore qualità ad un roster ancora in ricostruzione. L’incontro della notte pare sia andato molto bene e LA potrebbe offrire un contratto più remunerativo a Rose rispetto ai Cavaliers.

In un’estate in cui sono stati dati contratti a cifre folli fa un po’ strano vedere un ex MVP ricevere offerte annuali al minimo salariale, o addirittura squadre che si defilano dalle contrattazioni dopo un incontro perché non interessate. Ma Rose, che ha superato ben di peggio rispetto a questa offseason, sa che una stagione con minore pressione e minori aspettative potrebbe far bene alla sua carriera. Un’occasione per rilanciarsi ad alto livello e ambire a un buon contratto nella free agency 2018 (che potrebbe essere una di quelle estati che cambiano la Lega) e per tornare nei cuori dei tifosi, come quando da 22enne diventò il più giovane MVP di sempre, e tutti osannavano le sue giocate, che fossero tifosi dei Bulls oppure no.

3 Commenti

  1. Non capisco perchè i Knicks, alla ricerca di un mentore per Ntilikina, non puntino su di lui a cifre ovviamente più basse del suo precedente contratto. Tra l’altro lui era ben felice di restare nella Grande Mela.

  2. Perché sarebbe disposto a prendere poco solo per una contender…ora come ora é una pointguard di medio livello. Probabilmente andrà a cleveland per tamponare la possibile partenza di Irving.

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