I Lakers e Kuzma, le scarpe, papà LaVar: tutti sul carro di Lonzo Ball!

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Lonzo Ball – © 2017 twitter.com/Lakers

Mancano ancora diversi mesi all’inizio della stagione 2017-18 ma è chiaro che Lonzo Ball sarà uno dei giocatori più attesi. Le luci puntate sul figlio del bizzarro LaVar e della signora Tina, fratello maggiore di LiAngelo e LaMelo, giocherà a casa, coi Lakers che lo hanno scelto con la 2 assoluta del Draft, dopo i lampi a UCLA e alla Chino Hills High School. Un primo assaggio è arrivato alla Summer League di Las Vegas dove ha dato spettacolo, è stato assolutamente il più reclamato – per le prestazioni, ma non solo – ed è stato eletto MVP! Se il buongiorno si vede dal mattino…

Partiamo dal DraftLonzo Ball era la scelta dei Lakers dal giorno della Lotteria, quella numero 2 alle spalle di Markelle Fultz era per forza sua. Però, dalla Lottery fino ai giorni precedenti al Draft, si erano sparsi diversi rumors, coi gialloviola intenzionati a virare su De’Aaron Fox prima e su Josh Jackson poi, successivamente coinvolti in alcune trade, coi Celtics per avere la 1 e chiamare proprio Fultz e poi coi Pacers per arrivare a Paul George. Alla fine si è rivelato tutto un cinema, puro Hollywood, e Lonzo è stato chiamato con la 2 da Adam Silver per conto dei “suoi” Los Angeles Lakers, forte della stima di Magic Johnson e del GM Rob Pelinka, convinti che possa rigenerare l’ambiente cestisticamente ma anche a livello di immagine, lui che è californiano doc!

La Summer League

Inevitabilmente l’attesa per vederlo in campo alla Summer League di Las Vegas era spasmodica, i biglietti per il suo debutto al Thomas & Mack Center sono stati esauriti in un amen e l’hype per assistere alla sua prima da giocatore NBA era ineguagliabile, anche più di Markelle Fultz, la numero 1 del Draft 2017. L’esordio è andato male, forse per l’eccessiva pressione: aldilà della sconfitta in overtime coi Clippers, il fratello maggiore di LiAngelo e LaMelo ha chiuso con 5 punti e 5 assists, con un pessimo 2 su 15 al tiro (1 su 11 da tre). La sera dopo, contro i Celtics, altra sconfitta, ma Lonzo ha piazzato una tripla doppia da 11 punti, 11 rimbalzi e 11 assists (5 su 13 al tiro).

Conto i Kings è rimasto a riposo (non c’è stato l’atteso duello con Fox), poi contro i 76ers, senza Fultz, è esploso! Davanti al Re LeBron James, Ball ha condotto i suo Lakers al successo in rimonta con una gara stellare da 36 punti (12-22 al tiro, 3-10 dall’arco), 8 rimbalzi, 11 assist, 5 recuperi e 2 stoppate. “La sa passare davvero bene“, il commento stringato di LBJ a Jeff Goodman di ESPN prima di lasciare l’arena a sei minuti dalla fine. Una bella investitura per “Zo” che però, nè in campo, nè fuori, fa trasparire alcuna emozione e resta inespressivo, manco fosse un cyborg. E’ di certo una macchina da pallacanestro perchè successivamente, proprio contro i Cavs, piazza un’altra tripla doppia da 16 punti (2 su 10 da tre), 10 rimbalzi, 12 assists, 5 recuperi e 7 perse. Nel successo sui Nets flirta ancora con la tripla doppia – 14+9+7 – poi contro i Mavericks, altra vittoria, si limita a 16 punti e 10 assists per un problema al polpaccio che gli farà saltare la finale di Las Vegas, gara comunque vinta dai Lakers 110-98 sui Blazers.

I dubbi sul figlio di LaVar, il cui paragone con Jason Kidd è tutt’altro che campato per aria, restano quelli legati alla meccanica di tiro e ad un’assenza di fisicità per finire al ferro ma la visione di gioco, come passa la balla, come va a rimbalzo e la personalità con cui sembra “dominare” la gara, sono doti pazzesche e che non possono essere insegnate. Inevitabile l’inserimento nel miglior quintetto della Summer League e il titolo di MVP perchè, tolto il 23% da tre, ha viaggiato ad oltre 16 punti, oltre 9 assists e quasi 8 rimbalzi di media, una simil tripla doppia che avrà certamente fatto sorridere Magic e Pelinka.

Le scarpe e papà LaVar

Inevitabilmente, quando si parla di Lonzo Ball, si parla dell’intera famiglia, soprattutto di papà LaVar! E la trovata del patriarca, fondatore del marchio Big Baller Brand, BBB, è stata geniale: infatti Lonzo non è sceso in campo alla Summer League sempre con le “sue” scarpe, le “ZO2s” (messe sul mercato alla modica cifra di 495 $ al paio), ma ha cambiato di gara in gara, suscitando inevitabilmente una grandissima attenzione e ha inevitabilmente riaperto il discorso riguardante la possibilità che Lonzo firmi un contratto con una grande azienda di endorsement Ball ha usato le BBB per le prime due gare, poi ha cambiato utilizzando, nell’ordine, l’ultimo modello “Kobe” di Nike color lilla, notate anche da LeBron James che era a bordocampo per la partita e subito dopo ha messo un video su Instagram col commento “Just Do It”, le “Harden” di adidas, l’ultimo tipo di “Curry” di Under Armour, e infine le “XXXIs” di Jordan Brand.

Lonzo Ball shoes summer league

Lonzo, subito dopo la gara in cui indossò le “Kobe” disse semplicemente: “Mamba Mentality“. Poi ha aggiunto: “Come ho già detto, puoi indossare qualsiasi modello quando giochi con Big Baller Brand… Semplicemente sono sceso in campo e l’ho fatto“.

Papà LaVar, che prima di lanciare il marchio Big Baller Brand disse che voleva un contratto da un miliardo di dollari per il figlio, ha ribadito: “Questo è un messaggio alle aziende su cosa potrebbero avere se aprissero le loro menti. I giocatori sono ambasciatori delle aziende. Queste sono nulla senza gli atleti. Firmare con qualcuno? Se il prezzo fosse giusto. Siamo certamente all’interno di questo gioco se qualcuno ci offrisse un miliardo di dollari“.

I Lakers e Kyle Kuzma

Come detto i Los Angeles Lakers hanno vinto la Summer League di Las Vegas, niente di che ovviamente, ma di certo ha portato entusiasmo ad un ambiente che, nonostante sia di base a LA e abbia sempre addosso le luci di Hollywood e gli occhi delle celebrities, non vive un grande momento, anche perchè le attese star (Butler? Paul George?) non sono arrivate. Oltre a Ball, e a Brandon Ingram, che però si è fatto male dopo la prima partita, si è messo in grande mostra Kyle Kuzma, ala da Utah University e chiamato con la numero 27 al Draft.

Kuzma è arrivato dai Running Utes in punta di piedi ma alla Summer League, col suo gioco che abbina fisicità (206 cm per 101 kg) ad un buon atletismo, rapidità e soprattutto tiro perimetrale (48%), è letteralmente esploso, fino alla gara da 30 punti con 6 triple e 10 rimbalzi nella finalissima contro i Blazers che hanno dato ai Lakers la vittoria del torneo e a lui il titolo di MVP del championship game, oltre all’inserimento nel primo quintetto con Ball. Il nativo di Flint, Michigan, ho mostrato skills intriganti per diventare uno stretch four visto il tiro da tre e la mobilità (ha chiuso con 22 punti e 6 rimbalzi di media col 51.4% al tiro).

Grazie a queste prove Kuzma si è conquistato un contratto di sponsorizzazione con Nike ed è stato persino citato su Twitter da Kevin Durant che lo ha promosso dopo che KK aveva scritto su Instagram al termine della finale di Las Vegas: “Puoi chiamarmi come vuoi ma ricordati che sono un campione e un MVP“. Il carattere non manca di certo a Mister Kuzma.

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