Via Millsap, Hardaway e Howard: per gli Hawks di Belinelli la parola d’ordine è rifondazione

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Dennis Schroder & Kent Bazemore – © 2017 twitter.com/ATLHawks

Non sarà facile dire addio ai playoff dopo che, ininterrottamente, ad Atlanta si è vissuta la postseason per dieci anni consecutivi. Certo, perdendo ben cinque volte al primo turno e arrivando soltanto una volta in finale di Conference, con sweep dai Cavaliers annesso. Però mai sotto le 37 vittorie in regular season, che ha il sapore di un piccolo miracolo considerando le sciagure viste altrove in NBA nel medesimo periodo. E’ arrivato il momento di una rifondazione completa, spesso annunciata, ma mai realmente messa in pratica. Un Marco Belinelli tornato girovago del basket oltreoceano arriva così, senza particolari aspirazioni, a vivere una delle ultime avventure di una carriera esaltante.

Atlanta ha deciso di non sborsare alcuna cifra astronomica per trattare i propri giocatori chiave, dichiarando, di fatto, il rebuilding totale del roster. Via Paul Millsap, accasatosi con un triennale da 90 milioni di dollari ai Nuggets orfani di Danilo Gallinari, via Dwight Howard e i 47 milioni di dollari da pagare per trattenerlo nelle prossime due stagioni in direzione Hornets, via Tim Hardaway Jr, solleticato profumatamente con un quadriennale da 71 milioni di dollari al ritorno ai Knicks. Nessuna stella in città, se si esclude il talento in rampa di lancio del tedesco Dennis Schroder. Sarà l’unico giocatore a disposizione ad aver mai raggiunto almeno 14 punti di media a stagione, obiettivo centrato soltanto l’anno scorso, in cui è salito esponenzialmente a 17.9 punti e 6.3 assist di media. Saranno lui e Kent Bazemore i cardini qualitativi della squadra.

Nella trade che ha portato Howard a Charlotte hanno fatto il percorso inverso Miles Plumlee, mai sopra i 5 punti e i 4.5 rimbalzi di media nelle ultime tre stagioni, con un ulteriore decisivo ribasso nella disastrosa ultima, e il nostro Belinelli. Il nativo di San Giovanni in Persiceto, a 31 anni compiuti quest’anno, è già all’ottava squadra in carriera in NBA. Nell’ultima stagione ha messo insieme 10.5 punti con una percentuale reale del 50.7%, ma è rimasto deluso dai risultati di squadra, rimasta fuori dai playoff dopo cinque sconfitte consecutive a chiudere la regular season. Pochi saranno gli stimoli ad Atlanta, ma chissà che non arrivi finalmente quella tranquillità che cerca per evitare di spostarsi continuamente al termine di ogni annata. A loro si aggiunge Luke Babbit, solido tiratore in arrivo da Miami.

Quello che attende Mike Budenholzer, Coach of the Year nel 2015, sarà un percorso in salita. Con impegno e tante ottime scelte, tra giovani talenti e rinforzi di livello a partire dalla prossima offseason, potranno riportare gli Hawks ai vertici nel giro di qualche anno. Dal Draft di quest’anno sono arrivati John Collins, ala grande da Wake Forest, Tyler Dorsey, guardia da Oregon, e Alpha Kaba, una giovane ala francese. Collins è pronto per il salto in NBA. E’ già un ottimo difensore e ha un jumper mortifero dalla media distanza: l’assenza di stelle lo farà crescere in fretta. Dorsey sarà il back-up di Schroder ed è un prospetto dotato di grande atletismo, anche se dovrà limitare le palle perse e migliorare le proprie scelte sul parquet. Kaba arriva con la numero 60 e resterà ancora per qualche tempo in Europa, sperando che possa esplodere.

Hawks Draft Picks - © 2017 twitter.com/ATLHawks
Hawks Draft Picks – © 2017 twitter.com/ATLHawks

Non molto per cui sorridere, dunque, ad Atlanta. La Philips Arena, che ha generato in questi anni vincenti un’atmosfera tutt’altro che bollente, si prospetta come uno dei palazzetti più tristi degli Stati Uniti. Per l’anno prossimo e non solo.

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