EuroBasket 2017: favola Slovenia, Dragic e Doncic sul trono

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Slovenia campione d’Europa – © 2017 FIBA
La prima volta di una nazione, di un popolo, la Slovenia è campione d’Europa e sale sul trono del Vecchio Continente al termine di un EuroBasket 2017 irripetibile, con 9 vittorie in altrettante gare e un successo nella finale tutta slava con la Serbia ad Istanbul. Era la prima finale per questa Slovenia che ha portato a termine il lavoro grazie a Goran Dragic, Luka Doncic e tutti gli altri.

Slovenia perfetta

Fin dal girone di Helsinki si era capito che la Slovenia era una delle favorite per la vittoria finale, con un gioco spumeggiante, una stella come Goran Dragic e un talento pronto ad esplodere come Luka Doncic. Ad Istanbul queste sensazioni sono state confermate, la vittoria nei quarti con la Lettonia è stata notevole, il successo contro la Spagna in semifinale l’esame di maturità, il successo di un gruppo al completo, e la finalissima con la Serbia un segno del destino.

Sì perchè dopo un primo tempo stellare con 26 punti di Dragic, nella ripresa la Slovenia, in pieno controllo, vede Luka Doncic scavigliarsi e chiudere in fondo alla panchina con le lacrime agli occhi, e poi Goran Dragic alzare bandiera bianca in preda ai crampi. Sembra finita, con la Serbia pronta a scappare via spinta da Bogdanovic e soci, e invece salgono in cattedra “gli altri”, i comprimari come Anthony Randolph, Gasper Vidmer, Jaka Blazic, Aleksei Nikolic e soprattutto Klemen Prepelic, che segnano canestri pesantissimi e impossibili, e firmano una vittoria da favola, la chiusura di un cerchio che attendeva solo di essere finito.

E’ 93-85 il risultato della finale di Istanbul, con Dragic a 35 punti +33 di plus minus, con Doncic che si ferma a 8 punti e 7 rimbalzi tirando malino, 3 su 10, ma con due lampi unici, il passo e tiro sotto a Marjanovic e il coast to coast con schiacciata che ha mandato tutti in delirio, e con un Prepelic chirurgico e gelido da 21 punti. E’ il capolavoro di una squadra e di un coach, Igor Kokoskov, che dopo aver messo la Georgia sulla mappa, ha fatto il salto di qualità con la Slovenia, lui che a 21 anni ha iniziato ad allenare e che ha fatto la gavetta, partendo dall’OKK Belgrado e arrivando in NBA passando anche dalla NCAA.

Non è bastato alla Serbia un Bogdan Bogdanovic da 22 punti, soprattutto è mancato il killer instinct per mandare al tappeto la Slovenia quando barcollava pericolosamente nel momento in cui tutti si sono accorti che, dopo Doncic, anche Dragic era fuori uso. Lì è mancato il colpo di grazie e gli avversari sono risorti, spinti da Prepelic.

Il miglior quintetto

Il premio di MVP va, giustamente, a Goran Dragic, di un altro pianeta fin dalla prima gara. L’asso dei Miami Heat porta la Slovenia sul trono senza sconfitte (non accadeva dalla Lituania nel 2003)con oltre 22 punti e 5 assist e conferma che i giocatori NBA possono fare la differenza anche quando tornano al di qua dell’oceano. Nel quintetto ideale della manifestazione, oltre a Dragic, ci vanno con merito il compagno Luka Doncic, il “Nino Maravilla” del basket mondiale, Bogdan Bogdanovic, Alexei Shved, capocannoniere a 24 punti di media, e Pau Gasol, preferito al fratello Marc. Niente azzurri, niente Porzingis, niente Schroeder e niente Markkanen, ma quei cinque sono stati davvero superiori.

Arrivederci al 2021

Quello del 2017 è l’ultimo EuroBasket ogni due anni perchè ora si cambia e si giocherà ogni 4 a partire dal 2021. Sicuramente è stata l’ultima vetrina per leggende assolute come Navarro e Pau Gasol, che hanno regalato alla Spagna l’ennesima medaglia, potrebbe essere stata l’ultima anche per Goran Dragic, di certo salutano i vari Bouroussis, Diaw e Pachulia. Tra quattro anni sarà l’EuroBasket di Doncic, di Porzingis, di Antetokounmpo, di Schroeder, di Markkanen… speriamo che alla lista si aggiunga qualche azzurro.

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