EuroBasket 2017: Italia, quarti di finale ancora fatali

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Italia eliminata da Eurobasket – © 2017 fiba.com
Niente da fare, l’Italia non riesce a sfatare il tabù dei quarti di finale ad EuroBasket. Nel 2013 in Slovenia e nel 2015 a Lille gli azzurri si fermarono contro la Lituania mentre quest’anno, ad Istanbul, è la Serbia a fermare il cammino di Datome e compagni. Cambiano dunque i giocatori, tra assenti e presenti, volti nuovi e facce vecchie, è cambiato il ct, da Pianigiani a Messina, ma la sostanza non varia: l’Italia della pallacanestro fallisce nuovamente l’esame per fare il salto di qualità.

Questo gruppo esce in maniera dignitosa contro un avversario, la Serbia, con più fisico e centimetri, come testimonia il dominio a rimbalzo nella partita (44-19 per gli slavi, 17 soltanto in attacco), probabilmente anche con più talento, leggi Bogdan Bogdanovic, ma non certo inarrivabile e insuperabile. Gli azzurri hanno dato il massimo, giocato con cuore e generosità: fino ai quarti di finale è bastato, unito ad un’ottima difesa e ad un attacco altalenante ma efficace quando le percentuali dall’arco lo hanno assistito, ma per fare il salto serviva qualcosa di più, un’organizzazione offensiva migliore e magari quel pizzico di talento in più. Purtroppo i limiti visti dalle amichevoli sono rimasti e bisogna prendere atto che probabilmente questo era l’obiettivo massimo che si poteva ottenere. Ettore Messina, che ora lascerà il ruolo di ct a Meo Sacchetti, saluta così:

Chiudiamo nelle prime otto dell’EuroBasket, va in archivio una grande estate per noi: abbiamo dovuto cambiare in corsa molte cose ma non ci siamo mai abbattuti. Voglio ringraziare i ragazzi per aver giocato sempre con cuore e coraggio e per quanto hanno fatto dal primo giorno di raduno. Coesione, dignità e impegno ci hanno accompagnato dal 21 luglio“.

L’Italia esce a testa alta, sì, forse è così, ma il giudizio va pesato sempre in base alle aspettative: per come era andata l’estate, con l’infortunio di Gallinari e le sconfitte nelle amichevoli, questi quarti di finale hanno un gusto quasi dolce. Due anni fa a Lille, lo stop ai quarti era stato definito un fallimento perchè si era partiti dal concetto di “Nazionale più forte di sempre” essendoci nel roster anche Gallinari, Ale Gentile e Bargnani oltre a Belinelli e Datome.

Quest’Italia versione 2017 aveva poco da perdere, ha saputo unirsi, compattarsi e ha fatto un percorso dignitoso. Belinelli e Datome sono stati i migliori degli azzurri in termini statistici per punti ed efficienza, sono stati i riferimenti, gli esempi e hanno saputo guidare il gruppo; buono l’impatto di Biligha e Filloy, sottotono sia Melli, sia Hackett che, probabilmente per problemi fisici, sono apparsi lontani parenti di quelli entusiasmanti e affamati visti un anno fa nel fallimentare Preolimpico di Torino, aldilà dei numeri prodotti.

Il futuro? L’Italia passa da Messina a Meo Sacchetti, le cui spalle già belle larghe dovranno sopportare un peso non da poco visto che si partirà subito con le qualificazioni alla Coppa del Mondo 2019, il 23 novembre con la Romania. Bisognerà mettere assieme un gruppo valido ma che dovrà fare i conti con molte assenze, tra chi gioca l’Eurolega e chi è impegnato in NBA: non solo nell’immediato ma anche nel prossimo futuro visto che Datome si prenderà un anno di pausa mentre Belinelli potrebbe aver chiuso la sua esperienza in azzurro, come già aveva fatto intuire prima di EuroBasket.

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