Rinascita Suns: che colpo Jackson al Draft, ma manca una stella per vincere

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Devin Booker – © 2017 twitter.com/Suns
Per un ventennio, i Suns sono stati una presenza fissa ai playoff e nella lotta per l’anello. Da inizio anni ’90, in 19 stagioni su 22 hanno raggiunto la postseason, completando l’opera con tre finali di Conference in sei anni negli anni dello splendore agonistico di Steve Nash. Poi, il crollo. Sette anni di assenza dal 2010 a oggi, ma soprattutto stagioni sempre meno esaltanti a causa di decisioni sempre meno convincenti del front office. Ecco spiegate le 47 vittorie nelle ultime due regular season e la prospettiva di un altro viaggio tra le ultime della classe pronto a cominciare. Con quante giovani speranze, però!

L’offseason di Phoenix potrebbe essere racchiusa in un nome: Josh Jackson. L’ala da Kansas, quarta scelta al Draft, rappresenta la nuova speranza di punta a roster. Uno dei migliori difensori a disposizione, deve imparare a contenere la propria aggressività, ma ha atletismo da vendere. Offensivamente dovrà lavorare molto sul proprio jumper e, in generale, sulle soluzioni al tiro. Se saprà abituarsi ai ritmi NBA, comunque, non sarà un problema confermare una Summer League da urlo a 17.4 punti, 9.2 rimbalzi, 1.2 rubate e 1 stoppata di media. Peccato aver gettato al vento la successiva scelta numero 32 con Davon Reed, shooting guard da Miami, niente più di un discreto progetto da three-and-D dato in uscita a secondo giro ben inoltrato. Con la 54, invece, ecco Alec Peters da Valparaiso. Ottimo rimbalzista con un buon rendimento perimetrale, dovrà lavorare duro in palestra prima di poter competere con i pari ruolo nella Lega, se mai dovesse realmente arrivare a giocarsi un posto in squadra.

Josh Jackson & Davon Reed - © 2017 twitter.com/Suns
Josh Jackson & Davon Reed – © 2017 twitter.com/Suns

Jackson va ad unirsi a un quintetto dalle potenzialità esplosive in futuro. Tyler Ulis ha chiuso l’annata da rookie a 7.3 punti e 3.7 assist in 18 minuti di media, mostrando segnali di crescita importanti, ma soprattutto una personalità che a 21 anni può fare la differenza. Devin Booker già ora non si discute: 22.1 punti a partita con il 42% al tiro e prestazioni da autentico fenomeno come quella da 70 punti contro i Celtics, il massimo mai inflitto da un singolo a Boston, parlano per lui. E poi la coppia di ali composta da Marquese Chriss e Dragan Bender, due classe ’97 rispettivamente ottava e quarta scelta del Draft 2016. In quest’ordine perché Chriss ha mostrato le migliori cose nell’anno da rookie, anche se Bender è salito di colpi in preseason.

Cosa manca a questi Suns per uscire dall’anonimato? Una stella che guidi da esperto leader un roster in cerca di gloria. Eric Bledsoe, nonostante sia nel prime della propria carriera, è in preda a continui problemi fisici che ne limitano lo sviluppo tra i più grandi in NBA, Brandon Knight potrebbe saltare l’intera annata a causa di un grave infortunio al ginocchio occorso circa un mese fa e Tyson Chandler, che compirà 35 anni a ottobre, non può far di più degli 8.4 punti e 11.5 rimbalzi dello scorso anno, oltre a essere la presenza di riferimento in uno spogliatoio tanto acerbo. Sarebbe servito un Kyrie Irving, a questo roster. E non a caso Phoenix ha fatto un tentativo per intavolare una trade con i Cavaliers: rinunciare a Jackson, però, sarebbe stato un errore, così come andare a toccare Booker e di conseguenza a queste condizioni Cleveland si è rivolta altrove. Toccherà aspettare. Sperando che i 7 anni senza playoff non diventino un’eternità.

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