Venezia con l’obiettivo di difendere lo Scudetto: missione possibile?

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Reyer Venezia – © 2017 twitter.com/REYER1872
Per i tifosi di Venezia, ripensare alla stagione passata equivale a rivivere un sogno, ancora immersi nell’incertezza se le emozioni vissute al termine di gara 6 fossero state realmente vere o frutto dell’immaginazione dopo tanti anni di attesa. Ma ormai la nuova stagione è alle porte, Venezia ha lo Scudetto cucito al petto e dunque le spetterà l’arduo compito di difendere a tutti i costi il titolo.

Inevitabilmente saranno loro la squadra da battere, i campioni contro cui tutti daranno il massimo per provare a dimostrarsi superiori. Tutti, Milano, Avellino, Trento, Reggio Emilia con l’obiettivo di spodestare dal trono la Reyer, e la Reyer con l’obbligo di provare a ripetersi nell’impresa.

Mai come in questo caso, ‘impresa’ è forse il termine più adatto. Non perché la Reyer non abbia meritato la scudetto della passata stagione, ma perché quest’anno dovrà vedersela con squadre che per un motivo o per un altro saranno ancor più agguerrite e determinate a strappargli il titolo. In primis, la rabbia sportiva di Milano per la deludentissima stagione passata; poi, la voglia di riscatto di Trento e la consapevolezza di essersi giocata la finale scudetto 2017 alla pari con la Reyer, ma con un roster decimato; passando per la determinazione di Avellino, che dopo diverse stagioni poco soddisfacenti, spera finalmente sia arrivato il suo momento. Ma Venezia non si lascerà intimidire da tutto ciò e punterà a continuare il percorso che l’anno scorso ha portato il tricolore in laguna.

Abbastanza prevedibile che qualche elemento del roster avrebbe preferito esplorare altri lidi alla ricerca di nuove sfide. L’hanno pensata così i vari Ejim (Kazan), Filloy (Avellino), McGee (Pistoia), Hagins (in seconda lega turca) e Batista (tornato in Uruguay). In ultimo, dopo una lunga telenovela che rischiava di costare cara alla società del patron Casarin, anche Julyan Stone ha preferito cambiare aria, accettando la ricca (rispetto a quella della Reyer) proposta NBA degli Charlotte Hornets, sebbene poco tempo prima avesse rinnovato il suo contratto con la Venezia.

Nonostante ciò, gli oro-granata possono dirsi tutto sommato soddisfatti del blocco di giocatori rimasti, comunque in grado di dare continuità al progetto Reyer. Ress, Peric, Bramos, Tonut e Haynes rappresentano un’ottima base dalla quale ripartire per far integrare al meglio i nuovi, la maggior parte dei quali sono giocatori che già conoscono molto bene il nostro campionato e di certo non faranno fatica ad inserirsi negli schemi di coach De Raffaele. La nuova inedita coppia di lunghi formata da Mitchell Watt e Paul Biligha è sicuramente la maggiore modifica nel roster di Venezia per la stagione 2017/18. L’anno scorso i due hanno garantito punti, rimbalzi e dinamicità, risultando spesso tra i migliori nelle rispettive formazioni (Caserta e Cremona). Interessante vedere come si divideranno i minuti e i ruoli, in uno spogliatoio che sarà sicuramente molto competitivo. L’altra grande novità per la nuova stagione corrisponde al nome di Gediminas Orelik, volto nuovo per il campionato italiano, che verosimilmente andrà a prendere il posto di Ejim nelle gerarchie di coach De Raffaele. L’ala proveniente dal Banvit ha disputato una stagione di altissimo livello, sia nel campionato turco sia in Champions League, dando un apporto fondamentale per la vittoria della Coppa di Turchia e per il raggiungimento delle Final Fuor di CL della sua squadra. Ha le caratteristiche per inserirsi al meglio nel sistema Reyer, rischiando di diventare una delle migliori new entry del nostro campionato.

Per il resto, tutti volti già ben noti al campionato italiano: Andrea De Nicolao (da Reggio Emilia) ha dimostrato negli ultimi anni di poter fare il regista di una squadra di vertice in Italia; Dominique Johnson (da Varese) andrà a ricoprire il ruolo che è stato di McGee, sfruttando la sua energia, duttilità e il grande fiuto per il canestro; infine Bruno Cerella (da Milano) e Tomas Kyzlink (da Bourg, seconda lega francese), che sono i due uomini arrivati per sopperire all’infortunio di Tonut (il ragazzo del ’93 rischia dai 2 ai 4 mesi di stop); nelle idee del coach non dovrebbero avere un ruolo di primo piano, ma l’esperienza maturata dall’italo-argentino negli anni a Milano e il grande percorso di crescita iniziato a Treviglio che sta seguendo il ceco, potrebbero far cambiare le gerarchie a stagione in corso.

 

Insomma il roster pare essere quantomeno al livello, se non superiore, a quello della passata stagione (almeno sulla carta). Forse l’unico grande punto interrogativo è rappresentato dall’assenza di un playmaker puro, oltre De Nicolao. Stone sarebbe stato l’ideale partner di Haynes nella gestione dei palloni in attacco, oltre a dare un fondamentale contributo difensivo, come ha dimostrato la passata stagione. Quantomeno curiosa la scelta societaria di dare maggiore urgenza alla sostituzione di Tonut piuttosto che al partente americano che alla Reyer svolgeva essenzialmente funzioni di playmaking, ingaggiando due giocatori che di certo playmaker non sono.

Fiducia alle qualità di De Nicolao e Haynes o difficoltà nel trovare sostituti all’altezza? Haynes playmaker non è, o meglio non è un playmaker alla Stone, e il solo De Nicolao potrebbe a volte non bastare. Ma De Raffaele ha già fatto vedere qual è la sua idea di pallacanestro, in tendenza con la direzione che sta prendendo il basket moderno: un basket in cui la differenza tra i vari ruoli va sempre più assottigliandosi, in favore di giocatori che devono saper fare tutto, sia in attacco che in difesa.

La Reyer è pronta ad affrontare questa nuova avventura, con una responsabilità di certo non da poco: dimostrarsi all’altezza del tricolore che avrà stampato sulla maglia. Sarà un’esperienza completamente nuova per tutto l’ambiente oro-granata, ma anche per il nostro panorama cestistico, che dopo anni di dominio di Siena, aveva visto Milano entrare prepotentemente sulla scena. Quest’anno sarà Venezia campione in carica e, anche se per i bookmakers non sarà la favorita, scenderà sul parquet comunque decisa a dimostrare che l’anno scorso “non è stato un caso”.

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