Brescia in vetta alla classifica: può continuare a sorprendere?

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Dopo quattro giornate di campionato, in vetta alla classifica di Serie A, oltre a due big come Milano e Venezia, a punteggio pieno c’è anche una sorprendente Leonessa Brescia. La squadra di coach Diana ha infatti battuto nell’ordine Pesaro, Avellino, Trento e Varese. Sulla carta non un inizio di campionato soft, considerando che sia Avellino che Trento sono state costruite per puntare in alto, eppure Moss e compagni hanno dimostrato di avere una marcia in più in questa prima parte di stagione. Ma fino a quando questa Leonessa potrà continuare a sorprenderci?

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Perché si può sognare

Innanzitutto perché coach Diana ha a disposizione un roster già molto ben collaudato, visto che rispetto alla passata stagione sono stati confermati gran parte dei giocatori: i fratelli Vitali, capitan Moss, l’mvp Marcus Landry, l’idolo della tifoseria Franko Bushati e il gioiellino Lee Moore. Insomma Brescia ha potuto evitare quel periodo di team building che di solito le squadre si trovano ad affrontare ad inizio stagione. Un vantaggio da non sottovalutare, visto che l’apprendimento di un sistema di gioco richiede spesso mesi di allenamenti. C’è da aggiungere che pure i nuovi sono stati bravi ad integrarsi da subito.

A proposito di nuovi, un altro aspetto che può far ben sperare i tifosi bresciani per il prosieguo della stagione è che la società è molto attiva sul mercato, alla ricerca di un lungo con caratteristiche complementari a quelle di Dario Hunt, senza però escludere la possibilità di reperire un play/guardia di buon livello disposto anche ad uscire dalla panchina (da non dimenticare che al momento Brescia ha sotto contratto solo quattro stranieri). Insomma il livello del roster potrebbe alzarsi ulteriormente.

Infine, da non sottovalutare che i lombardi non avranno l’impegno europeo, come invece altre squadre che verosimilmente in Italia lotteranno per i playoff, obiettivo primario anche per la Leonessa. Senza impegno infrasettimanale, si risparmiano molte energie, e questo può essere un vantaggio, anche in considerazione del fatto che le dirette concorrenti impegnate in Europa non hanno dei roster così tanto più profondi.

Perché si deve rimanere con i piedi per terra

Vertigini a parte, per il momento meglio volare basso perché il campionato è ancora lungo e francamente sulla carta non c’è molta differenza tra Brescia ed altre 4-5 squadre che punteranno a giocarsi i playoff. Dunque l’inizio sprint non deve ingannare né esaltare troppo l’ambiente bresciano, che fa benissimo a godersi il momento, ma sempre nella consapevolezza di aver fatto “solo” una buona partenza.

Senza dubbio, anche quest’anno il principale problema della Leonessa è l’assenza di un vice Vitali, in grado di garantire minuti di qualità e di far rifiatare il numero 7 bianco-blu. L’anno scorso, Passera prima e Laganà poi, non si erano dimostrati all’altezza. La scorsa estate sono stati inseguiti diversi elementi, da Giuri a D’Ercole, passando da giocatori stranieri, senza però concludere niente. Alla fine si è deciso di puntare su Andrea Traini, reduce da tre stagioni in A2, l’ultima delle quali giocata a Udine. Per ora il playmaker di scuola Pesaro ha deluso le aspettative, tant’è che spesso la gestione delle azioni è stata affidata ad altri giocatori quando il play titolare era in panchina. Per ora, come al solito, Luca Vitali è stato costretto a fare gli straordinari (31.5 minuti di media a partita), ma riuscirà l’ormai 31enne a giocare ad alti livelli per tutta la stagione?

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