Preview NBA: Pacific Division 2017/2018

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Tante novità e una grande certezza nella Pacific Division: i Golden State Warriors. I Dubs hanno vinto due titoli negli ultimi tre anni con altrettante finali e sono i grandi favoriti per restare in vetta alla NBA. Grande curiosità per i Clippers di Gallinari e Teodosic mentre avranno il solo obiettivo di cresce i giovani Lakers, Kings e Suns.

1 – Golden State Warriors

Dove eravamo rimasti? Ah, la parata per il secondo titolo in tre anni nelle strade di Oakland e la rivincita sui Cavs dopo la sconfitta nel 2016 nonostante un’annata da record con 73 vittorie. I Golden State Warriors sono chiaramente i favoriti, non solo per confermarsi al comando della Division, ma per restare sul trono della NBA visto che hanno conservato il loro nucleo, Kevin Durant avrà un anno intero di conoscenza coi vari Curry, Thompson e Green, e col suo “sacrificio” salariale ha permesso di rifirmare Iguodala e Livingston (senza scordarsi Pachulia, West e McGee), e addirittura aggiungere due role player di talento come Nick Young e Omri Casspi. In più lo staff di coach Steve Kerr si aspetta una crescita dai vari McCaw, Looney e Damian Jones, più minuti con impatto dal rookie Jordan Bell, un mini Draymond Green. La sorpresa sarebbe non vederli festeggiare il terzo titolo in quattro anni, il secondo di fila, al sole della Bay Area.

2 – Los Angeles Clippers

E’ una sorta di anno zero nella Clipper Nation. Addio a Chris Paul, JJ Redick e Jamal Crawford (più Mbah a Moute) e benvenuti a Danilo Gallinari, Milos Teodosic e alla banda ex Rockets con Beverley, Lou Williams, Dekker e Harrell, senza scordarsi di Jerry West, il guru dei dirigenti che ha permesso a Doc Rivers di slacciarsi dal ruolo di general manager e concentrarsi solo sulla panchina. I Clippers ripartono da Blake Griffin, rifirmato a peso d’oro, e da DeAndre Jordan, all’ultimo anno di contratto: bisognerà ricostruire degli automatismi ma è indubbio che siano la seconda forza della Division. Rispetto al passato ci sono più incognite ma sembra abbiano più armi e la coppia Danilo-Milos alza nettamente il livello di qualità offensiva per la pericolosità e la capacità di creare palla in mano (il serbo ha già mostrato le sue doti in preseason). Ci sono anche delle incognite, su tutte il pericolo degli infortuni visto che le due teoriche star della squadra, Griffin e appunto il Gallo, sono due “injury prone players“.

3 – Los Angeles Lakers

E’ il primo anno vero della nuova dirigenza con Magic Johnson e Rob Pelinka ma assomiglia più ad una stagione di transizione in vista dell’estate 2018 quando, almeno secondo i rumors, potrebbe sbarcare a LA un signore che all’anagrafe fa LeBron James. Mettendo da parte il fantabasket, i Lakers dovranno certamente mostrare segnali di miglioramento e far crescere i tanti giovani, in primis Brandon Ingram e Lonzo Ball, senza dimenticarsi di Julius Randle e Jordan Clarkson. Ball è la grandissima attrazione, è un enorme talento e promette spettacolo e mentalità vincente, a prescindere dalle chiacchiere su papà Lavar, le scarpe e i fratelli. Difficile se non impossibile pensare ai playoffs: sarebbe già positivo uscire dall’anonimato e coach Luke Walton deve iniziare a far vedere la sua mano. Da valutare anche l’impatto di Caldwell-Pope e Brook Lopez, elementi pronti subito all’uso ma con un solo anno di contratto. Occhio infine a Kyle Kuzma, uno passato sotto silenzio ma che in Summer League e pre season ha fatto onde!

4 – Sacramento Kings

In estate a Sacramento si sono mossi tanto, le firme del GM Vlade Divac hanno portato entusiasmo e il mix di giovani e veterani che si è venuto a creare sembra piacere a tifosi e ad addetti ai lavori. Il dubbio è che i vari George Hill, Zach Randolph e Vince Carter vadano a rubare minuti a giovani di talento bisognosi di spazio come Cauley-Stein, Labissiere, Buddy Hield, e i rookies De’Aaron Fox e Justin Jackson, ragazzi su cui la franchigia ha investito molto e che meritano una chance. Anche perchè, nonostante questa amalgama intrighi, è quasi impossibile che si riesca ad entrare nella lotta per un posto nei playoffs. La grande attrazione è certamente Bogdan Bogdanovic, la stella che ha vinto tutto in Europa col Fenerbahce e che ha fatto onde con la maglia della Serbia a EuroBasket: il talento non gli manca ma bisognerà capire come adatterà il suo gioco alla fisicità NBA e se saprà gestire la pressione di un contrattone da 36 milioni di dollari in tre anni, il più ricco di sempre per una matricola.

5 – Phoenix Suns

Michael Porter, Marvin Bagley, Luka Doncic, DeAndre Ayton, Mohamed Bamba. No, non sono giocatori nel roster dei Phoenix Suns ma sono i candidati ai primi posti del Draft NBA 2018: sì perchè la franchigia dell’Arizona è destinata ad un’altra stagione nei bassifondi della Division e della Lega, e avrà certamente una chiamata altissima il prossimo giugno. Le aggiunte del talentuosissimo Josh Jackson e di Mike James, arrivato dal Panathinaikos, intrigano ma non faranno fare un deciso salto di qualità ad una squadra che non sembra ancora aver trovato la sua strada. Il talento non manca, vedi Devin Booker in primis, seguito da TJ Warren e dagli acerbi e intriganti Marquese Chriss e Dragan Bender, ma veterani sempre pronti ad una trade come Beldsoe e Chandler, un coach ancora tutto da costruire come Earl Watson, e un proprietario vulcanico come Sarver non sembrano per il momento promettere benissimo per il futuro.

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