Preview NBA: Southwest Division 2017/2018

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La Southwest Division parte con grande curiosità e alcune certezze: Houston Rockets e San Antonio Spurs andranno ai playoffs ma non sembrano da Finals e forse nemmeno da finale di Conference, i Dallas Mavericks sono ufficialmente in rebuilding, i New Orleans Pelicans sono attesi ad un importante esame mentre i Memphis Grizzlies sembrano la classica franchigia a metà del guado, il posto dove nessuno teoricamente vuole stare, troppo forti per la Lotteria e troppo deboli per i playoffs.

1 – Houston Rockets

La curiosità di cui parlavamo nell’intro riguarda soprattutto i Rockets, i nuovi Houston Rockets. C’è un nuovo proprietario, Tillman Fertitta che ha rilevato la franchigia dallo storico proprietario Leslie Alexander, e c’è un’altra stella in città, quel Chris Paul che sembrava fosse diretto a San Antonio nel caso avesse lasciato i Clippers. E invece ecco la trade che ha portato lui a H-Town e un gruppo con Beverley, Lou Williams e soci in California: è chiaro che è un super colpo, CP3 è un All Star, un veterano, un leader, uno che può aiutare James Harden a fare l’ultimo salto di qualità. I dubbi però restano perchè il GM Morey ha smontato un giochino che Mike D’Antoni, Coach of the Year nel 2017, aveva assemblato con successo, ha affiancato al Barba un altro che domina il pallone e ha levato alla squadra l’anima difensiva e lo spirito di Beverley, più l’impatto dalla panca di Lou Williams. Dal mercato sono arrivati due lottatori e ottimi difensori come Tucker e Mbah a Moute (il primo anche buon tiratore dall’arco) ma è chiaro che tutto passa dall’amalgama in campo tra Harden e Paul (extra campo c’è già grandissima sintonia), e da come riusciranno ad innescare i vari Capela, Anderson e Gordon.

2 – San Antonio Spurs

Che vadano ai playoffs è sicuro, che ripetano una stagione da 61 vittorie è difficile. I veterani hanno un anno in più (i vari Ginobili, Pau Gasol e Parker), proprio Parker starà fuori almeno fino a gennaio, gli arrivi dal mercatoGay, Lauvergne e Brandon Paul – non convincono, per cui servirà un gran lavoro di coach Popovich e del suo staff con Ettore Messina per cavare il massimo da alcuni elementi, in primis LaMarcus Aldridge, Patty Mills e Danny Green, e sperare nella crescita di altri, come Murray, Bertans e anche Forbes. La stella resta Kawhi Leonard, è ormai un fisso candidato a MVP e promette di crescere ancora, sperando che magari gli acciacchi e gli infortuni lo lascino in pace nei momenti caldi della stagione. A proposito di momenti caldi, non sono escluse possibili trade che coinvolgano Parker e LMA, free agent la prossima estate.

3 – New Orleans Pelicans

E’ la stagione del “ora o mai più” per i Pelicans. La franchigia di New Orleans darà un’ultima chance a coach Alvin Gentry e al suo staff per tornare ai playoffs e fare un anno da protagonisti visto che si è investito molto – leggi Jrue Holiday -, ci sono scelte da fare per il futuro – DeMarcus Cousins free agent la prossima estate -, e c’è un star da assoluto da non farsi sfuggire – Anthony Davis. Dopo la trade dello scorso febbraio i due lunghi ex Kentucky hanno avuto un’estate per lavorare e ora sono pronti per combattere fianco a fianco fin dall’inizio: per aiutarli il front office ha ingaggiato altri due ex Wildcats come Rajon Rondo, play veterano di grande leadership (fuori almeno fino a dicembre per infortunio), e Darius Miller, ala che si è formato al Bamberg di Andrea Trinchieri. In aggiunta in arrivato Tony Allen, altro giocatore esperto e super difensore. Sulla carta la squadra non è lunghissima, pare corta in alcuni ruoli (Miller unica ala piccola dopo l’infortunio di Solomon Hill) e manca di specialisti sul perimetro, però il talento di Davis e Cousins potrebbe bastare per tornare ai playoffs.

4 – Memphis Grizzlies

E’ giunta al termine l’era del “Grit and Grind” dopo l’addio di due pilastri come Zach Randolph e Tony Allen, due che hanno incarnato per anni il sentimento operaio, la forza, la durezza e la voglia di emergere dall’anonimato di una franchigia e di una città intera. Andato via anche Vince Carter, la squadra di coach Fizdale si appoggia totalmente a Mike Conley e Marc Gasol, star ormai affermate nei rispettivi ruoli, e scommette su un gruppo di gregari a caccia di rivalsa, come Tyreke Evans e Ben McLemore, e su una pattuglia di giovani che devono ancora confermare le aspettative come Davis, Martin, Selden e Andrew Harrison. Molto passa anche dalla salute di Brandan Wright, che può essere un buon backup per i lunghi, e dalla crescita di JaMychael Green, versatile ala che è rimasto dopo una lunga trattativa per il rinnovo contrattuale; soprattutto tanto è legato a Chandler Parsons, giocatore chiave negli equilibri e negli schemi dei Grizzlies che però negli ultimi due anni ha giocato solo 95 partite (34 nella prima a Memphis) a causa di problemi fisici. Come detto Conley e Marc Gasol sono ben più che delle star ma sarebbe sorprendente vederli ai playoffs.

5 – Dallas Mavericks

E’ al capolinea anche l’era Nowitzki a Dallas: il tedescone chiuderà probabilmente a fine anno e potrà essere utile con la sua presenza e la sua leadership nella prima vera stagione di rebuilding dei Mavericks. Poi passerà il testimone a Dennis Smith Jr., il razzente playmaker uscito dopo un anno da NC State e che promette di diventare una stella assoluta, oltre che il volto del club di Mark Cuban. Smith è un giocatore elettrizzante che ricorda il Derrick Rose dei Chicago Bulls pre-infortunio, e tanti lo candidano a serissimo pretendente al premio di Rookie of the Year nonostante sia stato scelto solo alla 9 (i Knicks gli han preferito Ntilikina, ndr). Lui, con Harrison Barnes, Seth Curry e Nerlens Noel potrebbero formare il nucleo base dei Mavericks dell’immediato futuro, con al fianco veterani come Barea, Matthews e Devin Harris, oltre a buoni gregari come Mejri e Dwight Powell. Sarà dura fare meglio delle 33 vittorie dello scorso anno ma Rick Carlisle è uno dei primi 5-6 coach della Lega e saprà come far crescere questi ragazzi che hanno potenziale.

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