Reggio Emilia: serve una svolta per uscire dal tunnel

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Amedeo Della Valle – © 2017 twitter.com/PallacReggiana

Che sarebbe stato un inizio di stagione difficile dopo un’estate turbolenta, ce lo si poteva aspettare. Ma quanto ancora bisognerà attendere per rivedere una Reggiana anche solo lontanamente parente di quella che fino a un paio di anni fa era lì a giocarsi lo Scudetto? Forse ci eravamo un po’ troppo illusi con quella squadra: un gruppo di giocatori per la maggior parte italiani, giovani, e con un carattere da fare invidia ai migliori club d’Europa. Sembrava solo l’inizio di un percorso che avrebbe portato tante soddisfazioni, eppure ora pare tutto svanito. A fine campionato scorso era già evidente che qualcosa non stava più andando per il verso giusto, e le famose dichiarazioni del direttore sportivo Alessandro Frosini sono servite solo a confermare quelle sensazioni.

Tante scommesse e poche certezze

La rivoluzione c’è stata, ma il mercato non è andato esattamente come si aspettavano a Reggio: una situazione di stallo e incertezza fino al giorno prima del ritiro che non ha permesso di muoversi come ci si auspicava. Via Aradori, via Polonara, via De Nicolao, via Della Valle, anzi no, Della Valle è rimasto. E’ rimasto più che altro perché non è stata trovata nessuna società disposta a sborsare il buyout fissato dalla società, e nonostante tutto ADV, tanto criticato, al momento risulta nettamente il migliore dei suoi.

Si è deciso dunque di scommettere su alcuni giocatori, senza fare investimenti particolari anche perché le risorse finanziarie scarseggiavano. Si è puntato in primis sul ritorno del figliol prodigo Federico Mussini. Dopo due anni a St John’s, ma soprattutto considerando quanto di buono aveva fatto in maglia bianco-rossa non ancora maggiorenne, ci si aspettava da lui il salto di qualità, sia a livello tecnico che mentale. I 3.7 punti in 15.3 minuti di media a partita finora non sono esattamente quello che i suoi tifosi si auguravano. Non si può essere così severi invece con il suo backup Leonardo Candi, alla sua prima esperienza in Serie A. Lui il suo lo sta facendo ma certamente non è ancora un play da squadra con determinati obiettivi come Reggio. L’altra grande scommessa, seppur in un senso diverso, corrispondeva al nome di Manuchar Markoishvili. Scommessa fino a un certo punto, perché le qualità del georgiano sono sempre state fuori discussione. Il grande punto interrogativo riguardava però il grave infortunio che lo aveva tenuto ai box per tutta la scorsa stagione. Al momento infatti non sembra ancora quel giocatore che avevamo imparato a conoscere ai tempi di Cantù. Bisognerà avere pazienza. Ma fino a che punto i tifosi di Reggio dovranno aspettare?

Lungo stop per Cervi. Suggestione Bargnani

Per ora di episodi negativi ce ne sono stati già abbastanza. Basti pensare agli infortuni. Prima lo stop di Vene in precampionato (rientro previsto per fine anno, ma quasi sicuro un suo taglio), poi quello ancor più pesante di Riccardo Cervi (si parla di almeno tre mesi di stop).

Molto probabilmente Reggio farà ricorso al mercato per cercare di mettere a posto quantomeno la situazione nel reparto lunghi. La pista più suggestiva è quella che porta ad Andrea Bargnani, il quale dopo essere stato scartato dalla Virtus Bologna ed aver rifiutato una ricca proposta dalla Cina, potrebbe prendere in considerazione un’eventuale offerta da parte della Reggiana. Gli altri nomi sul mercato italiano, certamente meno altisonanti, sarebbero quelli di Gino Cuccarolo e di Craig Callahan. Altrimenti si potrebbe puntare su un comunitario come Ben Ortener, ricorrendo in questo caso al turnover degli stranieri in campionato.

Insomma coach Menetti avrà il suo bel da fare, tralasciando il fatto che ora anche lui è entrato nella cerchia dei responsabili di questo inizio di stagione deludente da parte di Reggio Emilia. Ci sono ancora tante, troppe, situazioni da sistemare, sia a livello tecnico ma anche e soprattutto ambientale. Bisogna innanzitutto riportare al PalaBigi quella atmosfera che permetta di lavorare serenamente in settimana e di fare bene la domenica. Certo al momento, con zero vittorie stagionali in gare ufficiali e con un roster senza uno dei suoi giocatori chiave, pare essere una missione impossibile.

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