Cantù: la squadra risponde presente. E la società?

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Randy Culpepper, Red October Cantù © 2017 twitter.com/PallCantu

Il secondo tentativo dell’accoppiata Gerasimenko-Bolshakov in quel di Cantù sta dando ottimi riscontri sul campo. La squadra affidata a coach Sodini ha 6 punti in classifica, con uno score di tre vittorie e tre sconfitte, riuscendo a mantenere inviolato finora il PalaDesio (sabato sera arriva Venezia). Per quanto riguarda l’aspetto societario invece, pare ci sia qualche situazione ancora in bilico, che la proprietà tende a minimizzare ma sulla quale i tifosi vorrebbero fosse fatta maggiore chiarezza.

Culpepper è il trascinatore

Kirill Bolshakov, che ha gestito in prima persona il mercato, ha voluto puntare fortemente su alcune sue vecchie conoscenze ai tempi del Ferro-ZNTU, formazione ucraina dove aveva avuto modo di allenare Culpepper, Burns, Chappell e Thomas.

Reduce da una prestazione da 41 di valutazione (36 punti con 17 tiri), Randy Culpepper si sta dimostrando il vero leader della squadra, un attaccante incontenibile per qualsiasi tipo di difesa. Ma questa Cantù non è solo Culpepper. Nonostante il rapporto finito ancor prima di cominciare con Michael Qualls, le prestazioni della squadra non paiono risentire dell’assenza del quinto straniero. Smith, Chappell e Thomas stanno giocando per la squadra senza la presunzione di voler essere a tutti costi “prime donne”; Burns ormai è un giocatore che non ha più bisogno di presentazioni, autentico top player per il nostro campionato; Cournooh e Crosariol sono giocatori che, se inseriti nel giusto contesto, sono in grado di dare un enorme contributo; senza dimenticare infine i pochi minuti, ma tutta sostanza, di Sasà Parrillo.

Insomma stando all’aspetto tecnico, ci sono tutte le carte in regola per una stagione esaltante. Il problema non è tanto sul parquet quanto negli uffici.

Ritardi nei pagamenti e dimissioni del presidente: perché?

Dopo le proteste di inizio stagione da parte degli ultras, i quali avevano manifestato il loro dissenso verso alcune scelte societarie, arrivando addirittura a prendere la clamorosa decisione di non abbonarsi, la situazione sotto questo aspetto pare essersi un po’ tranquillizzata. Non si può dire lo stesso però per quanto riguarda la parte economico/finanziaria. Tante le situazioni ancora in bilico.

Saldata la terza rata FIP (€37.000 + €3.000 di multa a causa del ritardo nel pagamento) e scongiurate quindi sanzioni più pesanti, dalla penalizzazione in classifica fino all’esclusione dal campionato, la società brianzola ha ancora alcuni conti in sospeso. Sistemati gli stipendi degli americani dopo le lamentele degli stessi sui social, rimane ancora qualche italiano che deve ricevere il suo. Inoltre c’è sempre da adempiere alle spettanze dei fornitori, che attendono ormai da qualche tempo. Tutto ok invece per quanto riguarda l’utilizzo della palestra per gli allenamenti, dove la squadra è tornata regolarmente da questa settimana. Al momento esclusa l’ipotesi di cessioni importanti per fare cassa ed onorare tutti gli impegni presi (su Smith e Burns si erano già fatti avanti alcuni club, anche italiani).

Altra questione che ha lasciato un po’ interdetti i tifosi è stata la decisione del presidente Irina Gerasimenko, moglie del patron, di volersi dimettere dall’incarico per motivi personali. Perché tutto ciò? Sicuramente Irina avrà validi motivi per lasciare, ma a molti è sembrato il primo passo verso l’allontanamento della proprietà russa dalla società brianzola. Si erano fatti tre nomi, tra i quali ci sarebbe potuto essere il nuovo presidente: Toni Cappellari (attuale gm del club) la cui quotazione però era in discesa in favore di Sergio Paparelli, e Andrea Mauri (amministratore delegato di Red October Italia), entrambi soci di minoranza del club. Ma i fatti dicono che, durante l’Assemblea di lunedì scorso, nel cui ordine del giorno c’erano proprio le dimissioni della presidente, non è stato raggiunto il quorum necessario. Tra l’altro, alla riunione, non erano presenti né Irina, né Dmitry (sempre rifugiato a Cipro). Cosa si può dedurre da questi comportamenti? Forse i tifosi avevano già capito tutto qualche mese fa…

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