Mercato NBA caldo: Bledsoe ai Bucks per Monroe, e Okafor dove va?

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Eric Bledsoe, Phoenix Suns – © 2017 Nike

Non è passato nemmeno un mese dall’inizio della regular season NBA e c’è già stata un’importante trade oltre ai tantissimi rumors di scambi, di possibili trade e di buyout per giocatori che sono finiti ai margini delle rispettive squadre. Su tutti spiccano i casi di Jahlil Okafor ai 76ers, di Mario Hezonja dei Magic, di Luol Deng dei Lakers e di Nikola Mirotic e Bobby Portis dei Chicago Bulls, due finiti al centro della cronaca per la scazzottata in allenamento che è costato un trauma facciale e conseguenti fratture al montenegrino in seguito allo scontro col pugno dell’ex Arkansas.

Nelle ultime ore la notizia più importante e che dà il via alle danze e probabilmente anche ad altri scambi nelle prossime settimane, è la trade che ha spedito Eric Bledsoe ai Milwaukee Bucks e Greg Monroe oltre alla prima scelta e la seconda scelta al Draft 2018 ai Phoenix Suns.

Eric Bledsoe ai Bucks

Nel disastroso inizio di stagione dei Suns, costato la panchina a Earl Watson, c’è stato anche grande spazio per il caso Eric Bledsoe, scoppiato dopo che la guardia da Kentucky ha twittato senza troppi giri di parole “I don’t wanna be here”, “Non voglio restare qui”, un chiaro messaggio di voler cambiare aria. Il giocatore è stato prima messo fuori squadra e multato dalla NBA (10.000 $), e poche ore fa è stato accontentato e ceduto ai Milwaukee Bucks, che si prendono una combo guard spesso infortunata, ma con grandissima esplosività (che probabilmente mancava nel roster) e tanta voglia di far vedere di essere ancora un giocatore di alto livello e di valere quei 2 anni di contratto garantiti fino al 2019 a quasi 30 milioni del suo contratto.

Milwaukee quindi aumenta la sua pericolosità offensiva che finora era stato il problema più grande per la squadra di coach Kidd (escludendo ovviamente Antetokounmpo), inserendo però un giocatore che ha bisogno tanto della palla in mano e che non è un grande tiratore da tre punti (il vero punto debole dei Bucks). Bledsoe rimane comunque un giocatore che l’anno scorso in 66 partite ha viaggiato a 21.1 punti e 6.3 assist e 4.8 rimbalzi; un’addizione molto importante per entrare nelle prime 8 squadre della Eastern Conference.

Greg Monroe ai Suns

Che Phoenix dovesse liberarsi di Bledsoe era chiaro (soprattutto liberarsi del suo contratto), aver ottenuto in cambio un giocatore offensivamente importante come Greg Monroe ma soprattutto due scelte al Draft 2018 (protette).

Il lungo potrebbe aver voglia di rilanciarsi, ma non a Phoenix dove il reparto interni è già discretamente affollato con Tyson Chandler, Marquese Chriss, Alex Len e Dragan Bender, ed infatti non è ancora chiaro se la franchigia lo terrà. La via più facile da percorrere pare essere quella del buyout visto che Monroe è in scadenza di contratto a fine stagione, lasciandolo libero di andare ad accasarsi dove preferisce.

Okafor, ostaggio del “Process”

Com’è possibile passare dall’essere la terza scelta assoluta al Draft NBA 2015 ad un elemento fuori dal roster e da mesi sul mercato? Jahlil Okafor è una falla del famoso “The Process” dei Philadelphia 76ers che negli anni ha accumulato talento ma anche giocatori molto simili tra loro e adesso si ritrova con doppioni da cedere (già ceduto la scorsa stagione Nerlens Noel). Il prodotto da Duke è un lungo particolare, con dei limiti e forse poco adatto all’NBA di oggi, perchè poco esplosivo, poco difensore al ferro e sui cambi, e senza un raggio di tiro credibile, però ha un talento raro nei pressi del ferro, ha mani educate e probabilmente ha bisogno di fiducia, cosa che a Phila non ha più nonostante valga 15 punti e 6 rimbalzi di media da quando è fra i pro.

Quest’anno non ha mai giocato (una sola gara, 10+9+2 stoppate in 22 minuti) e i 76ers non hanno mai nascosto che coi suoi agenti stanno cercando una soluzione per cederlo, anche perchè Phila non ha esercitato l’opzione per il 4° anno del suo contratto da rookie e quindi la prossima estate sarà unrestricted free agent. Per quest’ultimo motivo è difficile ottenere qualcosa in cambio in una trade, al massimo delle seconde scelte future. L’alternativa è liberare il giocatore con un buyout, anche se Phila non pare di questa idea.

Gli ultimi rumors parlano di Bulls e Hawks in prima fila per prenderlo e dargli spazio (tra l’altro Chicago è la città da cui proviene), ma dopo la trade per Bledsoe, anche i Bucks potrebbero essere interessati per dare pericolosità in post basso, mentre sullo sfondo restano pronti a firmarlo i Boston Celtics nel caso si liberasse via buyout. Il giocatore piace molto a Danny Ainge che lo vede come progetto per il futuro. L’importante è che Okafor venga liberato e abbia una chance, persino Isaiah Thomas su Twitter si è esposto chiedendo di cederlo.

Deng, Hezonja e Mirotic pronti a partire

Come per Okafor, anche Mario Hezonja sarà unrestricted free agent a giugno dopo che gli Orlando Magic non hanno esercitato l’opzione contrattuale per il suo quarto anno. La guardia croata ex Barcellona, n.5 assoluto del Draft 2015, non ha mai convinto nonostante il grande talento tecnico e atletico di cui dispone, e quindi è a caccia di una nuova chance, anche perchè i Magic pare abbiano trovato un’amalgama importante nella rotazione degli esterni con Simmons, Fournier, Ross e Afflalo. Si era parlato di un possibile scambio con Malachi Richardson dei Sacramento Kings, dove troverebbe Vlade Divac e Bogdan Bogdanovic, ma poi non se n’è fatto nulla: è comunque certo che entro la trade deadline si tornerà a parlare di Hezonja.

Un altro europeo pronto a cambiare maglia è Nikola Mirotic. Il montenegrino ha da poco rinnovato per due anni il contratto coi Chicago Bulls ma dopo la scazzottata in allenamento con Bobby Portis, che gli è costata diverse fratture al volto e uno stop di un mese e mezzo, si è detto pronto a togliere la no trade clause di quest’anno pur di andarsene: il concetto espresso dall’ex Real Madrid e dal suo entourage è chiaro “o io, o lui (Portis)“. La sensazione è che i Bulls vogliano trattenere Portis, giocatore con ancora margini di miglioramento e un potenziale più interessante, considerando anche la presenza di Lauri Markkanen, giocatore simile a Mirotic. Per cui è facile supporre che Mirotic, come accadde la scorsa stagione, sarà inserito in un discorso di trade anche se al momento è difficile ipotizzare dove: Timberwolves, Bucks, Thunder, Trail Blazers, Rockets, Celtics, Wizards, un po’ tutte quelle squadre a caccia di un lungo tiratore che apra il campo in uscita dalla panchina.

Infine il caso Luol Deng. Il prodotto da Duke è stato firmato nell’estate 2016 con un quadriennale da 72 milioni di dollari (fino al 2020) dalla vecchia dirigenza Lakers, quella con Kupchack e Jim Buss, ma da quando sono saliti al comando Jeannie Buss, Magic Johnson e Rob Pelinka, non ha più visto il campo. Mozgov, l’altro simbolo della pessima gestione precedente, è stato ceduto ai Nets lo scorso Draft, mentre Deng è ancora in gialloviola. Il 32enne veterano si è sfogato in un’intervista a ESPN, vuole solo giocare, dimostrare di poter ancora essere utile, e spera di cambiare maglia. Con quel contratto è difficile trovare una trade e non è nemmeno così semplice accordarsi per un buyout: l’obiettivo dei Lakers è liberarsi di quel contratto per avere spazio salariale in vista della prossima estate, quando tenteranno l’assalto a LeBron James. E a proposito di LeBron, un’idea di trade che è spuntata sarebbe di spedire Deng e Ivica Zubac ai Cavs in cambio di Tristan Thompson. Il canadese sarebbe l’elemento giusto per fare da apripista allo sbarco del Re nella città degli Angeli. Fantabasket? Vedremo…

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