Road to Draft NBA 2018: Ayton e Bagley davanti a Doncic

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NBA Draft 2018 – © 2017 Getty Images/Sports Illustrated

Il primo quarto di stagione NBA è andato in archivio, il College Basket è iniziato e sta scaldando i motori e l’Eurolega è ormai nel vivo. Ci sono quindi già i primi numeri per guardare al prossimo giugno, il momento del Draft 2018, come sempre attesissimo e destinato a cambiare i destini di una o più franchigie: vedendo da qui, dall’Europa, nessuno ha il minimo dubbio che debba essere Luka Doncic la prima chiamata assoluta ma aldilà dell’oceano stanno venendo fuori i nomi dei super atleti DeAndre Ayton e Marvin Bagley III, senza contare che uno dei più attesi, Michael Porter Jr., ha chiuso la stagione dopo soli pochi minuti per un’operazione alla schiena.

Come sempre tutto dipenderà anche dall’ordine di scelta, chi chiamerà per primo, anche se al momento le candidate sono Bulls, Suns, Hawks, Mavericks e Cavs, che hanno il pick dei Nets ricevuto dai Celtics nella trade per Kyrie Irving. Di certo, almeno in questo momento, sono praticamente certi i candidati che possono ambire a quella famosa numero 1.

1. DeAndre Ayton, C, Fr., Arizona

Il nativo delle Bahamas è un centro vero, un settepiedi con apertura alare da favola e un fisico scolpito nell’ebano. Ayton a livello collegiale sembra un uomo tra i bambini, è il punto di riferimento di Arizona ed è subito balzato in vetta ai Mock Draft per come abbina gioco interno ed esterno, visto che è una presenza nei pressi del ferro ma può anche tirare da tre punti e attaccare il canestro grazie all’ottima mobilità. E’ un centro moderno, in stile Embiid o Towns, un potenziale uomo franchigia.

2. Marvin Bagley III, PF, Fr., Duke

Il grande inizio di stagione di Duke passa decisamente per le mani del mancino da Tempe, Arizona, che ha deciso di entrare al college con un anno di anticipo. Lungo, lunghissimo, un super atleta con un motore inesauribile, verticalità, presenza, mobilità, ancora tecnicamente spigoloso e grezzo ma in grado di segnare da qualsiasi posizione, anche dall’arco. E’ una macchina da rimbalzo, una doppia doppia fissa (22+11 di media) ed è quello con maggiore upside.

3. Luka Doncic, SF, 1999, Real Madrid

E’ appena diventato maggiorenne ma è probabilmente già ora il miglior giocatore in Europa. E’ senza dubbio la stella del Real Madrid, di fatto una franchigia NBA con base nel Vecchio Continente, ed è stato protagonista della vittoria della Slovenia ad Eurobasket insieme al gemello Goran Dragic. Ha talento smisurato, personalità, leadership, maturità irreale per un classe 1999, capacità di fare qualsiasi cosa, giocare almeno 3 posizioni, fisico, una potenziale tripla doppia, e con colpi e lampi alla LeBron James. Perchè non è alla 1? Perchè gli scout hanno dubbi sul suo atletismo e sulla sua mobilità a livello NBA.

4. Michael Porter Jr., SF, Fr., Missouri

La sua prima stagione NCAA a Missouri, arrivato fra squilli di tromba, è durata solo pochi minuti perchè poi si è dovuto operare alla schiena per un problema di ernia discale. Questo lo toglie dal potenziale podio del Draft 2018 ma non dalla Top 5 visto che il ragazzo di Columbia, allenato nell’ultimo anno di liceo da Brandon Roy a Seattle, ha un talento irreale per giocare nelle posizioni di ala, uno con la versatilità di un Ingram o di un Durant, per esagerare un po’. Sa segnare in ogni modo, difendere, andare a rimbalzo, agire da playmaker: difficile passare uno così…

5. Mohamed Bamba, C, Fr., Texas

Mo Bamba, ragazzone di New York che ha deciso di andare al college ad Austin, in Texas, è il “Dark Horse” del prossimo Draft. Lungo, lunghissimo, anzi di più, un settepiedi con un’apertura alare mai vista, superiore ai 236 cm! E’ un giocatore tutto da rifinire e scolarizzare ma con una mobilità rara, tempismo per la stoppata e il rimbalzo (viaggia a 10+10 di media, più 3.4 stoppate), e capacità di colpire anche dal perimetro. E’ un unicorno, un prospetto alla Porzingis o alla Thon Maker, difficile da racchiudere dentro un ruolo ma un diamante raro.

6 – 10, gli altri

Tra quelli che scalpitano per inserirsi nella Top 5 c’è sicuramente Collin Sexton, il miglior playmaker del Draft. Il freshman di Alabama è un potenziale giocatore franchigia, con talento, atletismo e leadership, uno capace di segnare in ogni modo (viaggia a 25 di media, con l’high di 40 nel match perso in 3 contro 5 con Minnesota). Da non sottovalutare Robert Williams, lungo da Texas A&M che ha deciso di restare un altro anno al college: è una macchina da rimbalzo, un animale nel senso più positivo, uno che può ripercorrere la carriera di un DeAndre Jordan o Clint Capela. Un altro lungo da seguire con attenzione è Wendell Carter, freshman da Duke, centro un po’ oscurato dalla presenza di Bagley, non un super atleta ma un prospetto solido, con buoni fondamentali, fisico e destinato ad una buona carriera tra i pro. Infine la coppia di gioielli di Michigan State: Jaren Jackson Jr., freshman e figlio del Jaren Jackson campione NBA con gli Spurs nel 1999, è un talento molto lungo e fluido, capace di colpire sia dentro, sia fuori area; infine Miles Bridges, rimasto a sorpresa un altro anno al college, atleta mancino totalmente irreale, capace di fare tutto in campo nei ruoli da esterno, può diventare un solido giocatore di rotazione.

1 commento

  1. Molto dipenderà ovviamente a chi andrà la #1, ma sarei stupito di non vedere Doncic in cima se a scegliere saranno Mavericks o Suns.

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