Top NBA: da Markkanen a Mirotic, il futuro sorride agli scatenati Bulls

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Nikola Mirotic, Chicago Bulls – © 2017 twitter.com/bball_ref

Qualcuno fermi i Bulls! Dopo un tragico inizio di stagione, con appena tre successi nelle prime venti partite giocate, come per magia Chicago, destata dal proprio letargo dal magico Nikola Mirotic, ha iniziato a vincere. La squadra resta nei bassifondi della Eastern Conference, come impone un roster prodigo di talento, ma di qualità inferiore alla media. Se non altro, però, è più facile ora guardare al futuro con sollievo e speranza. Nella Windy City i playoff non metteranno piede, per la seconda volta soltanto negli ultimi dieci anni, ma non tutto è perduto.

LA STRISCIA VINCENTE

Sette successi consecutivi, chi l’avrebbe mai detto? Dopo aver perso tre delle precedenti quattro partite con uno scarto inferiore ai 3 punti, i Bulls hanno finalmente ritrovato la gioia della vittoria e ora non sembrano aver intenzione di fermarsi. Hornets, Knicks, Jazz, Bucks, Sixers, Magic , ma soprattutto Celtics, demoliti con oltre 20 punti di scarto. È stata, per altro, la prima volta nella storia NBA in cui una squadra con una percentuale di vittorie inferiore al 20% ha sconfitto un avversario che superava l’80% con un simile divario. Non sono cambiati gli obiettivi per Chicago, attesa sempre e comunque a una stagione ben al di sotto di un record positivo. Lo dimostra il penultimo net rating nella Lega, a -8.5 punti ogni 100 possessi, davanti soltanto ai Kings. Il secondo peggior offensive rating nel complessivo, frutto di appena 98.5 punti ogni 100 possessi, ha finora rovinato un buon sistema difensivo, tratto ormai tipico della franchigia nel suo passato recente. La crescita di squadra e, soprattutto, le prestazioni messe in mostra dai singoli, però, lasciano aperta una porta sul futuro. Con un’oculata gestione societaria e la giusta infusione di talento, presto torneremo a sentir parlare dei Bulls ai vertici dell’Est.

MIROTIC, DUNN E GLI ALTRI

Niko ci ha dato fiducia“, ha affermato coach Fred Hoiberg dopo la vittoria contro Philadelphia. Alla faccia della fiducia. Nikola Mirotic è ancora imbattuto dal proprio rientro sul parquet, sette partite fa, e con che numeri: 19.6 punti a partita, con il 52% al tiro e quasi il 50% da tre punti, oltre a 7.7 rimbalzi in meno di 26 minuti di media.

Prestazioni clamorose, che hanno oscurato, sebbene soltanto per il momento, il rookie delle meraviglie Lauri Markkanen. Il finlandese, che rappresenta la speranza più vivida per il futuro della franchigia, è stato decisivo fin dall’esordio e al momento raccoglie 14.5 punti e 8 rimbalzi di media, pur con un offensive rating da migliorare rispetto agli attuali 98.7 punti ogni 100 possessi con lui in campo. Diamo credito al duo europeo, dunque, ma anche all’esplosione di Kris Dunn. Arrivato in estate nella trade che ha spedito Jimmy Butler a Minnesota, il quinto chiamato al Draft 2016 ha dimostrato il motivo di tanta fiducia da parte dei Timberwolves un anno e mezzo fa. Nelle ultime 11 partite, infatti, ecco una crescita esponenziale: 16 punti, quasi 5 rimbalzi e assist oltre a 2 palle rubate, con buone percentuali al tiro e canestri decisivi. Aggiungiamo i passi in avanti di Bobby Portis, ancora incostante, ma capace di prestazioni da urlo, la tenacia di Robin Lopez sotto canestro e, da sottolineare, il sorprendente rendimento dell’undrafted rookie David Nwaba, al livello di molte altre scelte da primo giro.

I Bulls, quindi, possono guardare al futuro con il sorriso. Consapevoli dei propri limiti, ma anche che la strada verso la rinascita è tracciata. Nel segno di Markkanen e, soprattutto dell’incredibile Mirotic.

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