All Star Game 2018: scelte le riserve, ora le squadre di James e Curry (e le nostre…)

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Dopo aver annunciati i 10 titolari, selezionati con una somma di voti tra giornalisti, giocatori e tifosi in tutto il mondo, sono state svelate le riserve per l’All Star Game NBA di domenica 18 febbraio alleo Staples Center di Los Angeles, giocatori scelti dagli allenatori di ciascuna Conference. Ovviamente non sono mancate le polemiche per i giocatori lasciati fuori, e le altre riflessioni su chi merita o non merita di essere alla gara delle stelle: tant’è, ora la palla passa ai due capitani, LeBron James e Stephen Curry, che dovranno comporre le squadre per il primo All Star Game senza più Est contro Ovest!

Le riserve scelte

Dopo i titolari – James, Antetokounmpo, Irving, DeRozan, Embiid ad Est, Curry, Durant, Davis, Harden e Cousins a Ovest -, i coach hanno deciso le riserve. Si tratta di Oladipo (Pacers), Porzingis (Knicks), Horford (Celtics), Wall e Beal (Wizards), Lowry (Raptors) e Love (Cavs) a Est; Towns e Butler (Twolves), Westbrook (Thunder), Aldridge (Spurs), Thompson e Green (Warriors) e Lillard (Blazers) a Ovest.

Per Towns, Oladipo, Beal e Porzingis si tratta della prima chiamata in assoluto e il lettone, a 22 anni, è il secondo più giovane sempre nella storia dei Knicks ad essere convocato dopo Bill Cartwright nel 1980. Per Love e Jimmy Butler è invece la prima volta nell’altra Conference visto che il pivot dei Cavs non aveva mai giocato con l’Est e l’ex Marquette è passato in estate ad Ovest. I Golden State Warriors invece sono la prima franchigia di sempre a mandare 4 giocatori alla partita delle stelle in stagioni consecutive: Curry, Durant, Thompson e Green c’erano anche lo scorso anno.

Gli esclusi eccellenti

Inevitabilmente quando si fanno delle scelte, ci sono dei “trombati” eccellenti. Spicca l’esclusione a Ovest di tre nomi: Chris Paul, Paul George e Lou Williams. CP3 è il motivo per cui i Rockets sono una seria candidata al titolo ma probabilmente nel suo caso hanno pesato le 27 gare di assenza per infortunio; PG forse risente dell’ombra di Westbrook e Melo Anthony, e di una stagione in chiaro scuro finora di OKC, ma l’ex Indiana sta disputando un’ottima annata sui due lati del campo. “Credo che aver tenuto fuori Paul George sia una vera e propria mancanza di rispetto“, ha commentato Russ. Forse l’esclusione più pesante a Ovest è quella di Sweet Lou che è il primo candidato a Sesto Uomo dell’Anno ed è sostanzialmente il motivo per cui i Clippers decimati dagli infortuni sono in corsa per i playoffs. “LOL“, ha commentato ironicamente su Twitter Williams, che viaggia a oltre 23 punti di media (sarebbero 35 su 100 possessi, come lui solo Steph Curry, James Harden e Anthony Davis), oltre 5 assists e il 40% dall’arco. Probabilmente potevano lasciar loro il posto uno tra Green e Thompson dei Warriors, e magari Lillard, che forse è stato chiamato per compensare le ingiuste esclusioni del passato.

A Est fuori Kemba Walker e Dwight Howard, che pagano però la brutta stagione di Charlotte, sotto traccia l’esclusione di Goran Dragic e Whiteside per degli Heat che volano nella Conference, ma soprattutto spicca la scelta di lasciare a casa Andre Drummond. Il centro dei Pistons, nettamente il miglior rimbalzista della Lega che quest’anno ha anche imparato a tirare meglio i liberi e a passare la palla, si è sfogato su Twitter: “Dovrò iniziare a fare i salti mortali all’indietro a ogni punto segnato per attirare l’attenzione“. Forse uno tra Love, Lowry e Wall poteva lasciargli il posto.

Il formato “playground”

Come detto la grande novità è il formato: non più Est contro Ovest, ma due formazioni composte da Curry e James, i due più votati, i capitani. LeBron chiamerà per primo: i capitani dovranno scegliere prima tra gli altri 8 titolari, poi tra le 14 riserve, senza alcuna limitazione di ruolo. A ciascun capitano verrà assegnato il coach della propria conference (quelli delle squadre col miglior record di Est e Ovest al 4 febbraio, con Brad Stevens e Steve Kerr esclusi in quanto in panchina nel 2017). Nella notte tra giovedì e venerdì verranno svelate queste scelte (niente Draft pubblico e visibile purtroppo), ma sarà curioso vedere chi sceglierà LeBron – Durant? Irving? Love? Westbrook? Cousins? – e chi Curry – Klay e Dray? Davis? Harden? -, anche perchè inevitabilmente amicizie e simpatie verranno fuori.

Facciamo le squadre

E’ tanta la curiosità per vedere come verranno fatte le squadre: ESPN ha provato a ipotizzare i due roster, con i giornalisti Kevin Arnovitz e Chris Forsberg nelle vesti di LeBron e Steph. Il risultato? KD, Kyrie, Embiid e Boogie con LBJ, più Klay, Beal, Lillard, Jimmy, Towns, Oladipo e LMA; Giannis, Barba, AD, DeRozan con Steph, più Dray, Russ, KP, Love, Wall, Horford e Lowry.

L’abbiamo fatto anche noi di Basketcaffè e questo è il risultato:

Team LeBron (Fabio Venturin) – Titolari: James, Durant, Cousins, Irving, Embiid. Riserve: Green, Wall, Klay, Butler, Lillard, Aldridge, Lowry.

Team Curry (Davide Fumagalli) – Titolari: Curry, Antetokounmpo, Harden, Davis, DeRozan. Riserve: Westbrook, Porzingis, Towns, Beal, Horford, Love, Oladipo.

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