Eurolega, le pagelle di metà stagione

0
583

L’Euroleague è giunta al suo giro di boa. Le prime 15 partite sono state utili per capire promossi, bocciati e rimandati della prima fase, sapendo che tutto può cambiare in una manifestazione così lunga e combattuta, e che quindi niente è perduto anche per chi sta indietro in classifica, ma sapendo anche che il treno per Belgrado, sede delle prossime Final Four, sta procedendo velocemente, e continuare a zoppicare o inciampare non aiuterà a prenderlo.

Embed from Getty Images

PROMOSSI

CSKA MOSCA
Non possiamo che cominciare con il Cska Mosca campione d’inverno la classifica dei promossi d’Euroleague. I russi vantano il miglior record della competizione con 12-3. L’addio di Teodosic è stato presto dimenticato grazie all’arrivo di Sergio Rodríguez che in pochi mesi si è ritagliato un ruolo importante nello scacchiere di Itoudis. De Colo mantiene livelli importanti e i vari Hynes, Higgins, Hunter completano un roster dal potenziale spaventoso. L’acquisto di Willy Clyburn si è rivelato azzeccato e il rientro di Leo Westerman, out da novembre, potrebbe aggiungere quel valore necessario per arrivare sino in fondo.

ZALGIRIS KAUNAS
Decisamente la sorpresa di questa Euroleague. I lituani occupano la quarta posizione dimostrando grinta e carattere in ogni partita. La striscia di 5 vittorie consecutive è l’immagine di un team che è riuscito a superare, tra gli altri, Olympiacos e Fenerbahce. Il collettivo è l’arma in più di questo team che riesce a mandare a referto l’intero roster con Jankunas (13.2 pt), Pangos (12 pt) e Ulanovas (8.5 pt) come terminali offensivi principali. Coach Jasikevicius sta dimostrando l’intelligenza e la leadership già espressa durante gli anni sul parquet creando i presupposti per la favola dell’anno.

OLYMPIACOS & PANATHINAIKOS
Crisi, budget e problemi… eppure le squadre greche occupano sempre le posizioni al vertice. L’Olympiacos (11-4), prima dello scivolone di Bamberg, occupava la prima posizione insieme al CSKA dimostrando la consueta solidità. L’assenza di Spanoulis, rientrato solamente a dicembre, e il prolungato stop di Printezis, sono stati alleggeriti dalle grandi performance di Jamel Mclean (che a dicembre ha viaggiato a 13 punti e 20 di valutazione) e Janis Strelnieks.

Il Panathinaikos dopo un inizio altalenante ha inanellato una striscia di 5 vittorie consecutive e attualmente ha vinto 8 delle ultime 10 uscite. Coach Pasqual, dopo un anno passato ad osservare, ha finalmente dato un’anima al Pana, affidando le chiavi ai due leader Calathes (13 pt e 8 assist) e Pappas (10 pt). Con K.C. Rivers, Singleton, Gist, Gabriel e Lojeski il roster è abbastanza completo per puntare a Belgrado 2018.

RIMANDANTI

REAL MADRID
La stagione delle Merengues si è snodata attraverso una partenza razzo con 4 vittorie consecutive e un vertiginoso crollo a cavallo di novembre con altrettante sconfitte. Le tre vittorie consecutive durante le feste natalizie servono a salvare la classifica ma non a scacciare i dubbi relativi a un team che ha un’infermeria piena: Llull, Ayon, Randolph, Fernandez e Kuzmic (stagione finita). In attesa del recupero delle sue star, Laso si gode Luka Doncic nettamente l’MVP della prima parte di stagione, ma neanche il fenomenale sloveno classe 1999 può bastare, da solo, per raggiungere Belgrado.

FENERBAHCE
I campioni d’Europa in carica non possono ritenersi soddisfatti del bottino conquistato fino ad ora con 9 vittorie e ben 6 sconfitte. A preoccupare coach Obradovic è il bilancio casalingo che ha visto violare la Ulker Arena da ben tre squadre (Olympiacos – Zalgiris – Real Madrid), tante quante tutta la scorsa Eurolega. Le perdite di Bogdanovic e Udoh non sono ancora state assorbite pienamente, e l’arrivo di Melli e Wanamaker ancora non ha prodotto i risultati sperati. Il rientro di Kalinic, il jolly di Obradovic che lo scorso anno ha deciso la finalissima di Istanbul, può ridare linfa a un team che sembra in debito di condizione e ossigeno e che ha chiuso l’anno con 3 sconfitte nelle ultime 4 uscite.

BOCCIATI

BARCELLONA
La vittoria d Mosca contro il Khimki non serve a cancellare quattro mesi di fatiche e delusioni. Il barca di Sito Alonso è lontano dall’aver trovato un’identità di squadra, faticando oltre le previsioni. La striscia di 5 sconfitte consecutive rimediate a dicembre sono l’emblema di una squadra che è ancora un cantiere aperto. I blaugrana segnano pochissimo, quasi 80 punti di media, con il solo Kevin Seraphin (12 pt) capace di chiudere in doppia cifra. Tomic continua a faticare sotto le plance, Vezenkov non ha fatto quel salto di qualità atteso, Hanga è un lontano parente del giocatore ammirato a Vitoria e Huertel continua ad accusare problemi di continuità.

AX ARMANI MILANO
Non può che finire dietro la lavagna la formazione milanese che chiude in ultima posizione il giro di boa con 4 vittorie e 11 sconfitte. La compagine di Pianigiani non ha disputato un’Euroleague così negativa e deludente come recita la classifica, perdendo spesso sul filo della sirena. Al conto finale ai milanesi mancano almeno 4-6 punti ampiamente conquistabili al ritorno, ma il treno play-off è lontano 4 vittorie. Pianigiani ha trovato equilibrio e allungato le rotazioni ma l’Armani accusa un problema di tenuta per tutti i 40 minuti, squagliandosi alla lunga. In Europa non è concesso.

EFES ISTANBUL
Dal quasi approdo alle F4 all’attuale record di 4-11: che cambiamento ad Istanbul, sponda Efes, rispetto allo scorso anno. L’esordio con la striscia di 0-5 ha compromesso un cammino fatto di umiliazioni e scoppole come il -18 rimediato in Russia o il -19 subito a Belgrado. Coach Perasovic non ha più carte da giocare, e il miracolo dello scorso anno sembra non impossibile da replicare. Stimac è l’unico a salvarsi in un freddo inverno che ha investito l’intero roster.

DICCI LA TUA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.