L’NBA guarda in Italia: Kulboka e non solo

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Arnoldas Kulboka, Orlandina Basket – © 2018 stopframe Eurosport Player

Parterre d’eccellenza domenica scorsa al PalaDesio per la sfida tra Cantù e Capo d’Orlando, vinta dai locali per 96-73. Ma agli osservatori speciali poco interessava del risultato finale, erano lì per ben altri motivi.

Chi erano gli osservatori ma soprattutto chi erano gli osservati speciali?

Per quanto riguarda gli osservatori, stiamo parlando degli scouts di due franchigie NBA, Cleveland Cavaliers e Boston Celtics, questi ultimi presenti con il figlio del general manager Danny Ainge.

Chi sono venuti a visionare? Pare che la loro attenzione, come quella di tanti altri club europei e americani, sia stata attratta dalle prestazioni del lituano classe ’98 di Capo d’Orlando, Arnoldas Kulboka. Il giocatore, arrivato in prestito in estate dai tedeschi del Bamberg (allenati dall’italiano Andrea Trinchieri), aveva rifiutato di candidarsi allo scorso draft, per continuare a migliorarsi in Europa, scegliendo per questo Capo d’Orlando. L’ala da Marijampole (205cm, 90kg) sta viaggiando a 9.9 ppg in 28 minuti di utilizzo, tirando con il 48.8% da 2, il 38.5% da 3 e l’85.2% ai liberi, e catturando inoltre 3.2 rpg per una valutazione media di 8.9. Niente male per un ragazzo che appena qualche giorno fa ha compiuto 20 anni.

Numeri a parte, Kulboka è considerato uno dei prospetti europei più interessanti in vista del draft NBA 2018: le sue lunghe leve unite ad eccellenti capacità balistiche lo rendono un talento dall’altissimo potenziale. Inoltre il ragazzo ha dimostrato ottime capacità di ball handling ed è anche un discreto passatore. A livello nazionale, ha conquistato la medaglia d’argento agli scorsi Campionati Europei Under 18, facendo registrare 15.7 punti e 6.2 rimbalzi di media. Quest’estate, inoltre, è stato inserito nel miglior quintetto dell’Adidas Eurocamp e ha giocato la FIBA World Cup Under 19 con la Lituania, chiudendo a 13.7 ppg, 3.9 rpg e 2.0 apg.

Ma Kulboka non è stato l’unico osservato speciale. Infatti i riflettori sono stati puntati anche addosso a Mario Ihring (192cm, 80kg), playmaker slovacco anche lui di Capo d’Orlando, classe ’98. Dopo la scorsa stagione in prestito in patria al Prievidza (dove è risultato il miglior giovane del campionato), è tornato alla base e si sta ritagliando spazi importanti. A livello nazionale, ha già partecipato all’ultima edizione della FIBA Europe Cup in cui ha messo a segno 6.6 ppg e 3.2 apg, venendo nominato uno dei 10 migliori prospetti di tutto il torneo.

Non solo Kulboka e Ihring

Kulboka e Ihring non sono però gli unici giocatori, attualmente in Italia, a poter sperare in una chiamata oltreoceano, che sia al prossimo Draft o in futuro. Il sito ESPN infatti inserisce tra i 25 prospetti europei più interessanti altri due giocatori che militano in campionati italiani.

Il primo è Marko Simonovic, montenegrino classe ’99 (212cm, 97kg), centro in forza alla Mens Sana Siena in A2, cresciuto cestisticamente a Moncalieri. Simonovic è un 5 moderno, molto mobile e con una buona mano anche dalla media distanza. Fisicamente è ancora acerbo, ma ha retto abbastanza bene l’impatto con i professionisti. Con la PMS Moncalieri ha vinto lo Cholet Mondial Basketball aggiudicandosi il titolo di MVP del torneo e il premio di “Giocatore più completo”.

Il secondo è David Albright Okeke, italianissimo classe ’98 (203cm, 95kg), ala di Torino in Serie A. Braccia lunghe e grande atletismo gli permettono di essere già oggi un ottimo difensore, in grado di tenere, anche fisicamente, l’impatto con i “grandi”. Deve migliorare ancora a livello di costanza al tiro e sotto l’aspetto della cattiveria agonistica. L’estate scorsa ha vinto la medaglia d’argento ai Mondiali Under 19 con la maglia Azzurra.

L’ultimo giocatore ad essere stato draftato quando militava in un club italiano è stato Alessandro Gentile (allora all’Olimpia Milano) nel 2014, selezionato alla numero 53 dai Minnesota Timberwolves e girato agli Houston Rockets. Sono quindi 3 anni che il nostro campionato non fornisce giocatori alla lega più ambita del mondo.

Chissà che questo non possa essere l’anno buono…

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