Perché Doncic non sarà il #1 del Draft 2018

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Partiamo da una premessa, doverosa: il Draft NBA è la scienza meno esatta dell’Universo e quindi fare previsioni, a tardo gennaio poi, è veramente assurdo nonché rischioso. I fattori che influenzano una Scelta, soprattutto una Prima scelta assoluta sono tantissimi, in primis, ovviamente, qual è la squadra che la lotteria (o il tanking) premierà.

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La premessa era d’obbligo per poter spiegare quali sono i motivi, anche un po’ provocatori probabilmente, del perché Luka Doncic, gioiellino del Real Madrid e di tutta l’Europa, rischia di non essere il secondo giocatore europeo nella storia chiamato con la #1 del Draft, dopo Andrea Bargnani.

La stagione

Numeri alla mano, lo sloveno, che ha trascinato insieme a Goran Dragic la sua Nazione alla recente vittoria di Eurobasket 2017, sta giocando una stagione da MVP dell’Eurolega e della Liga ACB: 17.3 punti di media (secondo dietro solo a Shved) con il 60% da due, il 34.5% da tre e l’85.3% ai liberi, a cui aggiunge anche 5.4 rimbalzi, 4.5 assist e 1.1 palle recuperate, a fronte di 2.2 palle perse, per un 24 di valutazione (migliore dell’Euroleague). Ha vinto 3 volte il premio di giocatore di giornata ed è stato l’MVP del mese di ottobre.

In Liga ACB le cose non cambiano: 14.1 punti di media (decimo miglior marcatore), 5.88 rimbalzi (12esimo), 4.75 assist (quarto) con una valutazione di 20.1 (terzo), MVP del mese di dicembre.

Perché NON sarà la #1

Sotto ritmo

Nella stragrande maggioranza delle partite del Real Madrid Doncic fa vedere i suoi lampi quando deve attaccare contro la difesa schierata, a metà campo. Il suo modo di giocare però sembra essere sempre un po’ sotto ritmo (probabilmente anche le direttive che arrivano dalla panchina spingono per questa scelta), controllato, senza mai delle accelerazioni che in NBA sono invece ormai il pane quotidiano di qualsiasi esterno.
Questa tendenza, proiettata al tipo di gioco americano suona come un campanello d’allarme non così piccolo che sicuramente i coach che lo vorranno scegliere terranno di conto.

Esplosività

Abbinato al suo ritmo un po’ ciondolante c’è anche una mancanza di esplosività abbastanza evidente. Doncic è atletico, salta, corre, ma non sembra avere quel primo passo capace di battere l’avversario e le difese. Una tecnica e un ball-handling clamorosi lo aiutano negli uno contro uno, che però non sembrano proprio essere il suo punto di forza. Se fatica a battere i pari ruolo in Eurolega, quindi, risulta difficile pensare che Luka possa fare la differenza da questo punto di vista nella NBA, dove il livello di atletismo è nettamente superiore.

Difesa e carattere

In una Lega di 1vs1 dove a comandare sono soprattutto le combo-guard, la Prima scelta assoluta al Draft deve riuscire ad avere impatto anche sulla metà campo difensiva, luogo dove Doncic potrebbe fare fatica. Già in Eurolega la maggior parte delle squadre sceglie di attaccarlo quasi ad ogni azione per stancarlo, saggiarne la durezza fisica, ma anche per capire il tipo di durezza mentale. Doncic, infatti, è un tipetto piuttosto fumantino che spesso ha reazioni verso gli arbitri con proteste veementi e spesso pure fuori luogo.
I piedi per scivolare in difesa non sono proprio di prim’ordine, ma a spaventare di più potrebbe essere il suo atteggiamento nei confronti dei fischi arbitrali, che in NBA verranno tollerati molto meno che in Europa. E poi si sa che lo scouting aldilà dell’Oceano è esasperato, e se lo sloveno dovesse mostrare qualche debolezza da questo punto di vista, verrebbe preso di mira ancora di più.

Coraggio e concorrenza

A lui il coraggio non manca e ancora meno la consapevolezza nei propri mezzi. Il coraggio, però, potrebbe mancare al General Manager e al coach che lo devono scegliere alla #1. Affidare una franchigia alle mani (fatate senza dubbio) di un ragazzino di 19 anni, bianco, europeo, che non hanno mai potuto testare a livello collegiale (che a quanto pare resta un punto importante nello scouting pre-Draft) e che come detto non brilla per atletismo e esplosività, potrebbe spaventare non poco la squadra chiamato a sceglierlo.
La scelta di Doncic sarebbe più rischiosa e meno semplice di quelle di DeAndre Ayton o Marvin Bagley III, due lunghi moderni, rari da trovare ma attorno ai quali si possono costruire grandi fortune (un po’ alla Towns, Embiid, Porzingis), e che soprattutto sono sotto gli occhi di tutti gli scout NBA da anni.

2 Commenti

  1. Io sarò di parte, ma adoro Doncic e credo proprio che abbia le carte in regola per essere scelto anche alla 1!!!
    Difficile trovare un giocatore così giovane già così maturo e capace di giocare il pnr così! E si sa che in NBA ormai il pnr è l’arma principale di tutte le squadre.
    Comunque 1-2-3 fa poca differenza. L’importante è vederlo in NBA l’anno prossimo 🙂

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