Serie A: dove può arrivare questa Virtus Bologna?

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Il quinto posto in classifica dopo 17 giornate non è niente male per una neopromossa. Certo, se la neopromossa si chiama Virtus Bologna, non è poi così tanto sorprendente. Dopo un inizio stagione tra alti e bassi, la squadra di coach Ramagli pare abbia trovato un ottimo equilibrio, non a caso è a quota 6 vittorie nelle ultime 7 gare (unica sconfitta ad Avellino).

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Proprio l’inizio incerto aveva messo in discussione molte cose. Prima si era pensato che fosse necessaria qualche modifica al roster, tant’è che la dirigenza aveva monitorato attentamente il mercato alla ricerca di un’ala forte in grado di rendere più competitiva la squadra, ma nessun profilo aveva convinto appieno. Alla fine è arrivato, o meglio è tornato, Filippo Baldi Rossi al posto di Guido Rosselli. Poi si era puntato il dito sul coach, considerato non all’altezza.
Ora invece la situazione è radicalmente cambiata, con Ramagli che sta raccogliendo tanti complimenti, anche dal presidente Alberto Bucci il quale, al termine dell’ultimo match di campionato, ha dichiarato: “Non pensavo di essere quinto a questo punto della stagione, e sarei stato contento pure se fossimo stati noni, perché per noi questo è un anno importante e dobbiamo pensarlo come un percorso di crescita costante che ci porterà a fare buone cose a fine stagione. Ramagli è stato bravo ad avere pazienza e fiducia nel suo lavoro”.

Con la vittoria di domenica scorsa, la Virtus ha dato dimostrazione di maturità e di coesione del gruppo, con un sistema di gioco che comincia a dare i suoi frutti. Aradori e compagni sono stati infatti in grado di gestire il match dal primo all’ultimo minuto, dando l’impressione di aver trovato le giuste gerarchie, nonostante l’assenza di Alessandro Gentile (la cui squalifica è stata ridotta da 3 a 2 giornate), un giocatore che quando è in campo (30.6 mpg) tende spesso ad accentrare il gioco su di sé. Sicuramente Capo d’Orlando non era l’avversario più temibile, soprattutto in questo periodo, ma proprio l’essere scesi in campo concentrati, con la testa giusta, in una partita del genere è un atteggiamento da grande squadra.

A questo punto la domanda è lecita: continuando su questa strada, dove potrà arrivare la Virtus? E soprattutto, in quanto tempo riuscirà a diventare una vera contender per il titolo? Visto che, a quanto pare, i vertici societari non si sbilanciano più di tanto, proviamo noi a fare qualche considerazione.

Innanzitutto per quel che riguarda la stagione in corso, già si potrebbe raggiungere un traguardo importante, che non sia la solita (dignitosa) salvezza della classica squadra neopromossa. I playoff sono più che alla portata. La Virtus ha dalla sua un parco italiani di primissimo livello, il migliore in Serie A, e, salvo colpi di scena, vincerà il premio italiani, un bel gruzzoletto che può sempre tornare utile. Molto probabilmente questo verrà investito sul mercato per un giocatore di alto profilo, in grado di rendere la Virtus la outsider n.1 (se già ora non lo fosse) in vista della post season, per provare ad approfittare degli eventuali passi falsi (tanti fino ad oggi) delle favorite.

Poi si penserà alla prossima stagione, che si prospetta molto favorevole per le Vu Nere. Il motivo principale non è prettamente tecnico, ma potrebbe influire non poco sulle gerarchie di potere in Serie A. Dalla prossima stagione infatti le 16 squadre potranno mandare a referto massimo 6 stranieri: la formula standard è quella del 5+5, ma pagando una luxury tax sarà possibile anche schierarsi con il 6+6. Questa modifica al regolamento manderà “in crisi” diverse società, abituate, fino alla stagione in corso, a scendere in campo con la formula del 3+4+5. Infatti le tre favorite al titolo di quest’anno (Milano, Avellino e Venezia) si schierano con quella formula, ma ora faranno bene a pensare a una strategia di mercato per la prossima stagione (non a caso Milano si sta già muovendo per Burns).

La Virtus non avrà questi problemi, anzi potrà contare su alcuni dei migliori giocatori italiani in circolazione: Aradori, i fratelli Gentile e Baldi Rossi su tutti, senza dimenticare capitan Ndoja e il gioiellino di casa Alessandro Pajola. Quindi se si riusciranno a trovare gli elementi giusti sul mercato da aggiungere a questo nucleo di giocatori italiani, vuoi che la Virtus non torni ai vertici del basket nostrano prima del previsto?

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