Considerazioni post Final Eight: Torino e coach Galbiati, l’Olimpia Milano, i playoff

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Torino vince la Coppa Italia – © 2018 www.facebook.com/FiatTorinoAuxilium

Due giorni dopo una storica finale di Coppa Italia, al termine di un lunghissimo ed entusiasmante weekend di pallacanestro, proviamo a fare delle considerazioni su ciò che è stato, su ciò che sarebbe potuto essere e su ciò che probabilmente sarà.

Innanzitutto un commento sull’evento in sé. Il seguito del pubblico, sia sugli spalti del Mandela Forum di Firenze che in tv, è stato sorprendente, come sottolineato dal presidente di LBA Egidio Bianchi. Inoltre, sebbene il livello tecnico non sia stato elevatissimo, tutte le otto squadre partecipanti hanno regalato delle emozioni che, a prescindere dal risultato finale, rimarranno a lungo impresse nella mente e nel cuore dei loro tifosi. Basti pensare che ben 3 partite su 7 si sono concluse ai tempi supplementari, e che anche la finale si è giocata punto a punto fino all’ultimo istante.

Alla fine l’ha spuntata Torino. Quella Torino che fino a qualche giorno prima sembrava allo sbando, incapace di reagire alle dimissioni di coach Banchi. La cura Recalcati non aveva funzionato. Allora ci si era affidati, ad interim, al 34enne Paolo Galbiati, fino ad allora nelle vesti di assistente allenatore. Ma se domenica sera Torino ha potuto sollevare quella Coppa, un po’ è anche merito suo. È suo il merito di aver ridato serenità e fiducia ai giocatori, di aver ricompattato un ambiente che nell’ultimo periodo sembrava fuori controllo, il tutto con molta umiltà e discrezione. I risultati sono stati dalla sua parte (4 vittorie su 5 partite da head coach), e siamo sicuri che questo è solo l’inizio di una brillante carriera.

Se da una parte c’è chi può festeggiare, dall’altra c’è chi deve cominciare a farsi qualche domanda, prima che sia troppo tardi. Milano su tutte. È inutile dire che la Coppa Italia non era l’obiettivo principale dell’Olimpia ma, a questo punto della stagione e considerando i risultati ottenuti finora, sarebbe potuta essere una buona iniezione di fiducia per ridare entusiasmo in vista della parte finale di stagione. Considerando che in Eurolega è tra le peggiori formazioni della manifestazione e che in Campionato non si sta dimostrando dominante come ci si aspettava, la Coppa Italia sarebbe stata l’occasione giusta. E invece no. Ora resta solo il Campionato. L’Olimpia rimane favoritissima per l’enorme potenziale del suo roster, ma per una squadra del genere vincere spesso non è sufficiente. A maggior ragione dopo questa deludente Final Eight, sarà necessario cambiare marcia, soprattutto sul piano del gioco, per fare in modo che questa stagione non rappresenti un’ennesima falsa partenza.

In ogni caso, una cosa è certa: quest’anno si prospettano dei playoff molto molto interessanti. Un assaggio l’abbiamo già avuto grazie a questa Final Eight. Intensità, agonismo e determinazione hanno caratterizzato praticamente tutti i match del weekend. Le “grandi” dovrebbero aver capito che non possono assolutamente permettersi di sottovalutare la Cremona o la Cantù di turno. Senza considerare il fatto che in questa Final Eight mancavano squadre come Trento, Sassari o Reggio Emilia che molto bene hanno fatto nei playoff delle passate stagioni e che sicuramente sarebbero avversarie ostiche per chiunque in post season. Se queste sono le premesse, possiamo dire che ci aspetta un finale di stagione niente male.

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