Le pagelle di Western Conference: Rockets meglio dei Warriors, flop Thunder?

0
529
James Harden – © 2018 twitter.com/HoustonRockets

PROMOSSE

Houston Rockets 9

Semplicemente devastanti. Guidati dal favorito nella corsa al premio di Most Valuable Player, un James Harden da 31.3 punti e 9 assist di media, i Rockets sono in cima alla Conference (44-13). Sette giocatori oltre i dieci punti di media, con la possibile aggiunta di Joe Johnson, due maestri della difesa come Luc Mbah a Moute e P.J. Tucker a corredo: si spiega così il +8.6 di net rating ogni 100 possessi. Ovest, abbiamo un problema: Houston reclama il trono.

Golden State Warriors 8.5

Ancora i più completi, ancora i migliori, con un net rating spaziale a +10 punti ogni 100 possessi, ancora i favoriti, tanto in Western Conference quanto per il titolo NBA. Eppure, un lieve calo rispetto alla passata stagione è percepibile, sul parquet e a livello mentale. Offensivamente non hanno rivali, con 113.7 punti segnati ogni 100 possessi, mentre difensivamente accettano lezioni solo dagli Spurs, con 103.7 punti subiti ogni 100 possessi. Kevin Durant, 26 punti e 6.8 rimbalzi, è sempre letale, ma il best player finora è Steph Curry, 26.6 punti, 5.2 rimbalzi e 6.5 assist.

Minnesota Timberwolves 8

Nessuno aspetta i playoff quanto i Timberwolves, assenti all’appuntamento da ben 13 stagioni. Oggi, a quota 36-25 di record, l’obiettivo è sempre più vicino. Terzo miglior attacco a Ovest, con 111.3 punti segnati ogni 100 possessi, Minnesota ha qualche lacuna in difesa e fa meglio soltanto di Kings e Suns. La speranza è che la vecchia volpe Tim Thibodeau, un esperto in materia, li sistemi in vista della post-season. Jimmy Butler resta tra i migliori all-around player della Lega, Karl-Anthony Towns domina sotto canestro a 20.2 punti, 12.1 rimbalzi e 1.5 stoppate di media.

Denver Nuggets 7.5

Che sorpresa i Nuggets! Con una squadra lontana dal poter ambire ai playoff a Ovest sulla carta, anche con Paul Millsap abile e arruolato, Michael Malone sta compiendo il miracolo. I playoff restano un’incognita e un’impresa, con tante pretendenti ancora in corsa, ma Denver ha un attacco sublime, quarto di Conference con 108.2 punti segnati ogni 100 possessi. Nikola Jokic si sta legittimando a stella di prim’ordine nella Lega: non soltanto 16.9 punti e 10.6 rimbalzi, ma anche 5.9 assist, a dimostrazione delle qualità assolute in suo possesso.

San Antonio Spurs 7+

Un’annata più complessa delle altre per gli Spurs, che vanno ai playoff da 20 stagioni consecutive. La postseason, almeno idealmente, non è a rischio, ma San Antonio (35-24) potrebbe rischiare di venir trascinata nel ciclone che porta clamorosamente dal terzo al decimo posto di Conference, occupato dai Jazz (30-28). Nessuno meglio degli uomini di Gregg Popovich difensivamente, con appena 101.9 punti subiti ogni 100 possessi, ma in attacco l’assenza di Kawhi Leonard si fa e si farà sentire come un macigno, soprattutto ai playoff.

Portland Trail-Blazers 6.5

Anno dopo anno, i Blazers ci sono sempre, da protagonisti. Nulla è ancora definito in chiave playoff, ma Portland non molla. I 47.8 punti di media collezionati dalla coppia Damian Lillard-C.J. McCollum trascinano la squadra, che però è ultima nella Lega per assist, la miseria di 19.1 a partita. Non si vive di sole individualità, soprattutto quando si tratta di post-season e le sole due serie vinte nelle ultime dodici giocate nei playoff sono lì a dimostrarlo.

RIMANDATE

New Orleans Pelicans e Utah Jazz 6

I Pelicans hanno fallito l’occasione di mettersi al sicuro, potendo contare sul frontcourt più clamoroso della Lega, con Anthony Davis e DeMarcus Cousins. Ora, senza il secondo, si fa dura poter ambire ai playoff, con il resto della squadra non all’altezza. I Jazz, dopo un inizio di stagione catastrofico, sono reduci da 11 vittorie consecutive e da un salto di qualità tanto evidente quanto incredibile. Per entrambe, post-season tutt’altro che scontata, però.

Los Angeles Clippers 5.5

La partenza di Chris Paul ha fatto malissimo ai Clippers, che hanno dovuto ridimensionare le proprie aspirazioni. Il rendimento di Milos Teodosic e Danilo Gallinari, però, è stato ampiamente sotto le aspettative e la partenza di Blake Griffin verso Detroit potrebbe essere stato il definitivo colpo di grazia. Si salvano soltanto le magie di Lou Williams, 23.2 punti e 5.3 assist da ormai ex sesto uomo, e la fame di DeAndre Jordan, a quota 15 rimbalzi di media.

Oklahoma City Thunder 5

A Russell Westbrook si sono uniti Paul George e Carmelo Anthony, per formare un trio che ha pochi eguali nella NBA odierna. Eppure, la stagione dei Thunder ha vagato tra alti e bassi catastrofici per le potenzialità del roster. Il record è positivo e non potrebbe essere altrimenti, ma la squadra è pericolosamente a rischio nella corsa playoff, anziché provare a battagliare con le prime forze di Conference. Un’altra eliminazione al primo turno sarebbe, comunque, altrettanto inaccettabile.

BOCCIATE

Los Angeles Lakers 5-

I Lakers sono da tempo fuori dalla lotta per i playoff, che mancano ormai da quattro lunghissime annate. La stagione da rookie di Lonzo Ball procede tra dubbi e incertezze, mentre molto meglio ha fatto l’altro esordiente, Kyle Kuzma. In crescita esponenziale Brandon Ingram, arrivato Isaiah Thomas dai Cavaliers, ma soprattutto una valanga di spazio salariale per fare spesa di free agent in estate. Con il sogno LeBron James.

Sacramento Kings e Phoenix Suns 4.5

Che fossero le peggiori squadre ai blocchi di partenza ad Ovest, era pronosticabile. Troppe sconfitte e poche gioie per entrambe le franchigie, che estenderanno di un ulteriore anno l’assenza ai playoff, per Sacramento già di 11 stagioni, mentre per Phoenix di 7. Il disastro, per entrambe, è completo sotto tutti i punti di vista, come conferma un net rating negativo di 9 punti per i Kings e di 9.1 per Suns ogni 100 possessi.

Memphis Grizzlies e Dallas Mavericks 4

Meno pronosticabile, per quanto intuibile, il crollo verticale di Grizzlies e Mavericks. Anche in questo caso si parla di sole 18 vittorie con 38 sconfitte da una parte e 40 dall’altra. Dallas esce dall’anonimato in attacco, con 104.5 punti ogni 100 possessi, mentre Memphis in difesa, con 106.9 punti subiti ogni 100 possessi. Da una parte troppe assenze a farla da padrone e il solo Marc Gasol non può bastare. Dall’altra, rimpianti per l’ultima stagione della leggenda Dirk Nowitzki, con la grande speranza chiamata Dennis Smith Jr per il futuro.

DICCI LA TUA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.